Ludovica Ciaschetti è Margherita in Un futuro aprile: “Queste vicende non sempre vengono studiate”

Vincenzo Pennisi
    Autore e giornalista esperto di sport, Festival di Sanremo e Grande Fratello Vip, fiction italiane
21/05/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Ludovica Ciaschetti è Margherita in Un futuro aprile: “Queste vicende non sempre vengono studiate”

Ludovica Ciaschetti è Margherita in Un futuro aprile su Rai1

2 aprile 1985: un attentato di stampo mafioso contro il giudice Palermo distrugge l’auto di Barbara Asta e dei suoi figli, che faceva da scudo al magistrato. Muoiono tutti tranne Margherita, la figlia maggiore di 11 anni, che quel mattino era a scuola. Quella bimba da grande diventa Ludovica Ciaschetti, la giovane attrice classe 2002 e protagonista del film in onda su Rai1. In una intervista concessa a Virgilio, la giovane attrice ha raccontato:

“Margherita è stata una scoperta. Premetto che mi sono avvicinata a questa storia soltanto nel momento in cui ho saputo che avrei lavorato al progetto, perché naturalmente si trattava di una vicenda lontana dalla mia esperienza diretta. Sono nata nel 2002 e, di conseguenza, non ho vissuto quel periodo storico. Purtroppo, esiste anche una grande lacuna: molte di queste vicende non vengono studiate, raccontate a sufficienza e spesso non trovano spazio nemmeno a scuola. Quando mi è stata proposta questa esperienza, la prima esigenza è stata quella di documentarmi”.

Entrare in quei panni non è stato facile, Ludovica ha studiato nei dettagli la sua Margherita: “Ho cercato di conoscere quella storia e di capire chi fosse Margherita. È stata una scoperta maturata nell’ultimo anno, ma in modo graduale. Nel corso dei mesi ho continuato a raccogliere piccoli frammenti, cercando di ricomporli nel modo corretto per comprendere davvero la persona che era. Il film attraversa diverse fasi della sua vita e il lavoro che ho svolto è consistito proprio nel cercare di capire che cosa fosse accaduto in ciascuna di esse e come fosse riuscita a passare da una all’altra, continuando a crescere fino ad arrivare alla scelta, consapevole e attiva, di dedicare la propria vita alla storia della sua famiglia”.