Buongiorno mamma 3, recensione: assenza della Giannetta non percepita, Beatrice Arnera vera protagonista
E’ andata in onda ieri sera la prima puntata di Buongiorno mamma 3 che fin dai primi minuti ha riservato grandissimi colpi di scena. Il primo riguarda certamente la morte di Anna e l’uscita di scena di Maria Chiara Giannetta che per due stagioni le ha prestato il volto. Subito una parte di pubblico si è riversata incredibilmente sui social per gridare allo scandalo e accendere la solita polemica di quando un personaggio principale lascia una serie. Insulti agli sceneggiatori e minacce di non guardare più la fiction di Canale 5 hanno invaso la serata. In primis dalle voci fin qui circolate pare che l’uscita di scena dell’attrice sia stata decisa da lei stessa molto impegnata in altri progetti. In secondo luogo, diciamoci la verità, la sua presenza non era così fondamentale. La prima stagione il personaggio di Anna l’ha passata immobile a letto in coma. La seconda ha faticato a farsi spazio in un cast già meravigliosamente al completo.

La recensione di Buongiorno mamma 3
Per tutti quelli che si stanno disperando per l’assenza di Anna gli sceneggiatori hanno trovato un’ottima soluzione: concentrare la trama della terza stagione sulle indagini intorno alla sua morte che, ormai è ovvio, non è stata un incidente come fino ad ora tutta la famiglia Borghi ha creduto. Vista l’assenza della donna, inoltre, gli sceneggiatori hanno pensato di piazzare l’ennesima nuova protagonista femminile (nella prima stagione ci aveva già provato Serena Autieri) che questa volta ha il volto di Serena Iansiti già ben nota al pubblico della serialità italiana. La verità però è sotto gli occhi di tutti dalla prima stagione: la vera protagonista femminile è Agata, interpretata da Beatrice Arnera, in grado di lasciare il segno ad ogni puntata e ad ogni stagione.
Perché Beatrice Arnera è la vera protagonista
In attesa di scoprire cosa succederà nella seconda puntata di Buongiorno mamma 3 (chi ha ucciso Anna?) concentriamoci sul personaggio di Agata che certamente rappresenta uno dei più riusciti della serie. E’ lei ad unire la famiglia quando in quest’ultima si creano distanze e crepe. E’ lei a capire i bisogni degli altri e a supportare (e sopportare) tutti. Ed è sempre lei, ancora, ad essere maturata di più nel corso delle stagioni così come a diventare membro fondamentale della famiglia Borghi.
E’ tempo però di tirare le somme sulla terza stagione e di correre ai voti. Per noi la terza serie è riuscita e si porta a casa un 8 pieno. In un mondo che cade a pezzi abbiamo proprio bisogno di meno immagini di famiglie perfette che stonano con la realtà. Allo stesso tempo però c’è anche bisogno di speranza sulle famiglie che, nonostante le difficoltà, restano comunque famiglia: porto sicuro, unione e comprensione. Tutto questo alla famiglia Borghi non manca e Guido (Raoul Bova) è il caposquadra di un progetto che merita assolutamente di essere visto e seguito.