Enzo Magistà (Telenorba) si difende su Rai Uno: “Il video di Meredith è stato acquisito lecitamente”

Enzo Magistà (Telenorba) si difende su Rai Uno: “Il video di Meredith è stato acquisito lecitamente”

Enzo Magistà (Telenorba) si difende su Rai Uno: “Il video di Meredith è stato acquisito lecitamente”

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    Sono immagini “acquisite lecitamente” quelle trasmesse da Telenorba relative a uno dei primi sopralluoghi della polizia scientifica nella casa dove, a Perugia, è stata uccisa Meredith Kercher: è quanto ha dichiarato il direttore del TgNorba, Enzo Magistà, ieri pomeriggio nel corso di “Domenica In“.

    Il video è stato trasmesso da Telenorba, una tv barese (città natale di uno degli indagati, Raffaele Sollecito): il filmato, visibile in fondo al post, dura poco meno di tre minuti: preceduto dall’avviso di “immagini forti”, il video ha mostrato il corpo di Meredith rinvenuto sotto un piumone bianco, la sua gola squarciata, ed il frammento del reggiseno di Mez sul quale sarebbe stata ritrovata una impronta di Raffaele. Oltre alla crudezza delle immagini, il video ha scatenato una bufera perché dimostrerebbe che il frammento è sì stato scoperto dalla polizia scientifica il 2 novembre, nel corso del primo sopralluogo eseguito nella stanza della vittima, ma repertato solo nel secondo sopralluogo, compiuto il 18 dicembre, nel quale il pezzetto di reggiseno appare in evidente stato di deterioramento. I cronisti di Telenorba sono andati giù pesanti nei confronti della Polizia Scientifica definendo l’accusa “una bufala” (ventottesimo secondo del video linkato a ‘bufala’): “il reggiseno, dice la voce del filmato visibile alla fine del post, fu scoperto il 2 novembre, solo che in quella data i poliziotti dimenticarono di repertarlo: il pezzo di reggiseno, calpestato e spostato da una parte all’altra della stanza, venne poi trovato un mese e mezzo più tardi sotto il tappetino, visibilmente annerito, e cioè sporco. Era stato abbonantemente contaminato e per questo, sostiene la difesa di Sollecito, le analisi poi effettuate nei laboratori non hanno alcun valore”. Nel video si accusano inoltre gli investigatori di aver “letteralmente cancellato le impronte della scarpa che apparterrebbero a Sollecito. Ancora più sconcertante, continua il filmato, il fatto che gli uomini della scientifica ammettano candidamente di aver cancellato le tracce di sangue trovate sul rubinetto del lavandino della casa di Meredith (seguono dichiarazioni sottotitolate in questo senso)”. Per Magistà, intervenuto alla trasmissione di Rai Uno, quelle mandate in onda “sono immagini non coperte da segreto istruttorio” in quanto “date dall’autorità giudiziaria a chi poteva darle. Non è stato un ‘colpo’, ha sostenuto ancora Magistà, ma una necessità perché a cinque mesi da quel drammatico evento ci siamo accorti che la ricerca della verità ristagnava. Ci sono tre ragazzi in carcere ma, se vogliamo, nessuna prova nei loro confronti. La verità deve ancora emergere e quando uscirà sarà aggiacciante”. Secondo il direttore del TgNorba “quel filmato ci ha dimostrato che non tutta la verità è stata fatta. Ci sono state cose molto particolari,ha aggiunto, che abbiamo mostrato. Era importate rendersi conto del male che è stato fatto a quella ragazza.

    Sono circolate immagini del volto, pulito, di Meredith con la ferita alla gola quasi rimarginata”. Magistà ha anche sottolineato che durante la trasmissione del filmato in studio c’erano alcuni esperti e “uno di questi ha spiegato che il colpo è stato inferto da una persona esperta con modalità particolari”. Sabato pomeriggio la redazione di Telenorba è stata perquisita da polizia e carabinieri per disposizione della procura di Perugia che ha aperto un fascicolo nel quale si ipotizza la violazione della legge sulla privacy. Se le procure procedono con le indagini, non si placano le polemiche tra gli avvocati delle parti in causa: Francesco Maresca, avvocato della famiglia Kercher, è intervenuto telefonicamente sempre a “Domenica In”, parlando di “ingiusto e gratuito attacco personale”. L’avvocato ha spiegato che solo la difesa dello studente pugliese è stata autorizzata dal pubblico ministero a doppiare il video e “tra l’altro, ha detto l’avvocato, il video non è stato depositato come termine di indagine preliminari. L’atto non era a disposizione di tutte le parti e lo sarà solo in futuro quando le indagini saranno concluse”. Come già subito dopo la diffusione del video, il legale ha ribadito che “quelle immagini che ci hanno ferito e lasciati sbigottiti. Hanno lasciato la famiglia di Meredith assolutamente impaurita della degenerazione dei toni di che questo procedimento sta assumendo per iniziative, come quella di Magistà, contrarie non solo al codice penale e alle norme a tutela della privacy ma anche contrarie alla morale: la figura di Meredith, la vera vittima, viene spesso dimenticata”. Per il legale le indagini della procura di Perugia “stanno portando ottimi e precisi indizi”. A Magistà, che ha spiegato di avere “messo in risalto leggerezze investigative”, l’avvocato Maresca ha replicato sostenendo che si tratta a suo avviso di “iniziative che provengono sempre da una certa parte che poi sappiamo tutti essere la difesa Sollecito”. Dal canto loro, gli avvocati di Sollecito, Marco Brusco, Luca Maori e Tiziano Tedeschi hanno espresso “la totale disapprovazione per la messa in onda delle scene” mostrate da Telenorba ed hanno espresso “solidarietà ai familiari della vittima”, evidenziando come “la continua fuga di notizie che c’è stata fino a oggi ha provocato solo danni al proprio assistito”. I legali, in una “vibrata protesta nei confronti dell’avvocato Maresca, hanno poi sostenuto che “i video in questione sono a disposizione di tutte le parti iteressate”. “I dvd ritirati – hanno aggiunto – sono stati messi a disposizione unicamente dei consulenti tecnici. I difensori e i familiari di Sollecito si riservano comunque ogni azione nei confronti dell’avvocato Maresca tesa alla tutela della propria dignità e reputazione personale e professionale”.

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