Raphael Gualazzi a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Raphael Gualazzi partecipa al Festival di Sanremo 2013 dove presenta i brani Senza Ritegno e Sai (ci basta un sogno)

Pubblicato da ChiaraL Martedì 5 febbraio 2013

Raphael Gualazzi a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Nel 2011 Raphael Gualazzi ha vinto nella categoria Giovani incantando il pubblico dell’Ariston con il suo stile fuori dagli schemi. Il cantautore e pianista di Urbino torna sul palco che l’ha (in parte) lanciato, al Festival di Sanremo 2013 canterà due brani: Sai (ci basta un sogno) e Senza ritegno. Il suo stile mescola ragtime, soul e jazz. Gualazzi è figlio d’arte, suo padre, Velio, ha fondato con Ivan Graziani gli Anonima Sound. Il suo stile però non ha mai fatto pensare che la sua fama fosse dovuta all’essere “figlio di”. Anzi, lui preferisce farsi chiamare “l’artigiano”.

Nato a Urbino nel 1981, dopo aver studiato al Conservatorio Rossini di Pesaro, Raphael Gualazzi approfondisce alcuni generi musicali quali il jazz, il blues e il fusion. Nel 2005 viene pubblicato il suo primo album, Love Outside the Window, e viene invitato a esibirsi in vari festival jazz. Piano Jazz, un album di cover, viene pubblicato in Francia. L’anno dopo viene scritturato dalla Sugar di Caterina Caselli, è stata il mitico casco d’oro a lanciare il soprannome del cantante: definendolo “un artigiano della musica”, poi corretto dallo stesso Gualazzi in “artigiano”. Nel 2010 si fa notare per la cover di Don’t Stop dei Fletwood Mac e grazie a questo successo viene invitato a esibirsi all’Heineken Jammin Festival, al Pistoia Blues Festival e anche al Giffoni Film Festiva. Grazie al brano Reality and Fantasy diviene molto famoso in Francia e per lui si aprono le porte dell’Ariston.

Nel 2011 si presenta nella categoria Giovani con il suo brano Follia d’amore (nella serata dei duetti lo accompagna Fabrizio Bosso), il pezzo è scritto, arrangiato e prodotto dal cantautore di Urbino. Vince e convince sia pubblico e critica, grazie al primo posto ottiene la possibilità di partecipare all’Eurovision Song Contest dello stesso anno che segna il ritorno dell’Italia dopo un’assenza di quasi vent’anni. In Germania con il brano Madness of Love si classifica secondo, ma ottiene il premio della critica. Viene battuto solo dall’Azerbaigian.

Gli ultimi due anni sono stati ricchi di soddisfazioni per Raphael Gualazzi: nell’estate del 2011 porta in tour il suo album e riesce a radunare più di 35mila spettatori. Nel giugno dello scorso anno, la Sugar di Caterina Caselli firma un accordo con la casa discografica Blue Note/Emi Music France che in passato ha lanciato Norah Jones o i St. Germain. Mentre lo stile unico di Raphael Gualazzi si impone anche in Germania, ad aprile arriva la consacrazione per il giovanissimo pianista e cantautore. Durante l’International Jazz Day ha l’onore di aprire i festeggiamenti eseguendo uno dei suoi brani. Il suo stile si rifà ad alcuni grandi della musica: quelle del pre-jazz e dello stride piano di Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Art Tatum e Mary Lou Williams e il blues di Ray Charles e Roosevelt Sykes. L’ultimo album di Gualazzi, Happy Mistake, uscirà il 14 febbraio e deve il suo titolo al fatto che mentre Fabrizio Bosso registrava una traccia è rimasto aperto un registratore e se ne sono registate due, un errore felice perché ha cambiato tutto.


Sai (ci basta un sogno)

di R. Gualazzi
Ed. Sugar/Peermusic Italy – Milano

Apri gli occhi e te ne vai
La danza è immobile
Scopre i tuoi fianchi
Il vento
E nei giorni ogni momento
Vorrei percorrere
Le tue volute velleità
Se solo avessi potuto cambiare il mondo
All’improvviso
Avrei bruciato l’accidia immemore che porta il
Tempo
Avrei fermato la guerra inutile con un
Sorriso
E allora sì
Avrei saputo credere
Posi libera nei sensi
La luce mormora
Dalla finestra stanca
La tensione dei silenzi sembra descrivere
Ogni tuo sguardo perso
Se solo avessi potuto cambiare il mondo
All’improvviso
Avrei asciugato le nubi di lacrime per la tua
Gioia
Avrei sfondato le porte ipocrite di un
Paradiso
Avrei toccato quell’anima
Che vive dentro te
Sai
Per sopravvivere
Ci basta un sogno
Sai
Oh sai
Per sopravvivere
Ci basta un sogno
E all’improvviso
Il tutto si delinea proprio come non avrei
Pensato mai
E nell’immagine
Il respiro si distingue ora
Per ogni gioia
Lacrima
Ogni tuo sorriso
Sentirai una forza dentro te
Che vince ogni limite!
Sai
Per sopravvivere
Ci basta un sogno
Sai
Oh sai
Per sopravvivere
Ci basta un sogno
Sai


Senza ritegno

di R. Gualazzi
Ed. Sugar/Peermusic Italy – Milano

Ti guardo e non puoi tentarmi
Dipinta di un’immagine che non apprezzerò
Se parli non puoi ascoltarmi
La magra educazione che diffondi fuggirò
Le mani non puoi scottarti
La fiamma si fa labile nell’insensibile
Mi guardi e non vuoi pensarci
Ma sei solo un disegno se non puoi decidere
E vorrai
E vorrai
E vorrai
Vorrai…
E vorrai ridere chiedendo delucidazioni
Ma fuori, a piede libero, ne abbiamo milioni
Ti sparo nelle gambe e divento cristiano
Dopotutto non è male se mi sento più umano
Ricordati le favole che hai già vissuto
La pace vulnerabile di ogni minuto
Che vivere e ridere, non è abbastanza
Mentre imbianco l’uomo nero, tu prendi
Coscienza!
Ed ora
Ora sai
Hai visto coi tuoi occhi
E pianto con i miei
Non c’è vergogna se non quella di una cieca
Acquiescenza per viltà, per viltà
Ma lascia che sia più tardi
L’inutile lamento che non costruisce mai
Portami nei miei sbagli
Che mai ne avrò bisogno
Come in questo vivere
Qui non si tratta di una libera denigrazione
Ma di rendersi partecipi di ogni ragione
Per vivere, ridere, decidere e sognare
E mi ricordo quella volta che volevo volare
E non aspetto le tue regole neanche un
Minuto
Propongo i sogni liberi di chi ti ha creduto
Leggere e scrivere non è abbastanza
Mentre sbianca l’uomo nero tu prendi
Coscienza
Na-na-na-na-na…