Perturbazione al Festival di Sanremo 2014: scheda e testi delle canzoni

Pubblicato da Raffaele Di Santo Lunedì 30 dicembre 2013

Perturbazione al Festival di Sanremo 2014: scheda e testi delle canzoni

Perturbazione al Festival di Sanremo 2014. In molti si chiederanno chi sono i componenti del gruppo musicale, poche volte in tv davanti al grande pubblico ma in gara tra i big di questa nuova edizione, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Loro caratteristica tipica, scrivono su Facebook, è «sfornare canzoni allegre e da trenino di Capodanno».

Anche per loro, come per gli altri 13 cantanti in gara tra i big, sono due le canzoni che concorreranno a Sanremo 2014 : L’unica e L’Italia vista dal bar. Sul sito ufficiale della band c’è tutto l’entusiasmo di chi proprio non si aspettava la convocazione alla kermesse musicale:

«Siamo ancora basiti della notizia. Dal 2003 abbiamo provato cinque volte a partecipare a Sanremo, senza farne mai mistero. La sesta è andata in porto come sei sono i nostri dischi. Come sei siamo noi».

A chi proprio li ha accusati di non essere dei big, anche perché sconosciuti ai più, soprattutto ai più abituati al mezzo televisivo, si dimostrano disponibili e pronti a rispondere:

«Grazie anche per le critiche, le apprezziamo, quando sono poste con sincerità e senza insulti…Siamo qui per partecipare, per gareggiare, per tentare di emozionare, emozionati».

A costituire il gruppo musicale dal genere indie-rock nato più di 20 anni fa (nel 1988) a Rivoli, in provincia di Torino, sono sei tra ragazze e ragazzi: la voce è di Tommaso Cerasuolo, mentre suonano la chitarra Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele. Fanno ‘compagnia’ al basso e alla batteria suonati da Alex Baracco e Rossano Antonio Lo Mele. C’è anche il bassista che è l’unica donna del gruppo, Elena Diana.

Attualmente impegnato con l’etichetta discografica Mescal, il gruppo ha all’attivo 9 produzioni: sette in studio di registrazione, un live ed una raccolta. Tra i tanti, chi volesse conoscerli al meglio, si ricorda In circolo, Canzoni allo specchio, Pianissimo Fortissimo, Del nostro tempo rubato e Musica X.


L’unica

Di T. Cerasuolo – C. Lo Mele – A. Baracco – P. Giancursi –
E. Diana – C. Lo Mele – R. Lo Mele
Ed. Tetoyoshi Music Italia – Nizza Monferrato (AT)

Erika, tu eri l’unica
Ma soprattutto nelle ore di ginnastica
Per te solo al pensiero
Io mi sentivo un uomo
Per te io componevo inutili poesie
Angela, serata libera
Dentro al silenzio nella camera dei tuoi
Abbiam rifatto il letto
Ci ha visti solo il gatto
Con la paura dello scatto della serratura
Monica, confetti e musica
Un tatuaggio che ora anch’io so dove sta
La messa è già finita
Tu ti sei rivestita
E siamo gli ultimi invitati a andare via
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Come stai
Arianna sono io
E tuo marito che da sempre è amico mio
Parlarci di nascosto
Noi non abbiamo un posto
Ma quel che manca veramente è dirsi addio
Sara perché ti amo
La gente giudica ma poi si dà di gomito
Molto più giovane di me
Tutti ci invidiano perché
Entrambi abbiam problemi di maturità
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
di ricordarti


L’Italia vista dal bar

Di T. Cerasuolo – P. Giancursi – A. Baracco – P. Giancursi –
E. Diana – C. Lo Mele – R. Lo Mele
Ed. Tetoyoshi Music Italia – Nizza Monferrato (AT)

L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Non c’è governo che tenga
Una possibilità
Che qualche cosa potrà cambiare
Un Biancosarti al mattino
Cappuccini fumanti
Il centravanti cos’ha mangiato
I tramezzini imbottiti
I vecchi pensionati
Inebetiti con il passato
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia
L’Italia vista dal bar
È sempre un fatto degli altri
Ognuno c’entra
E si sente a casa
C’è il giornale che aspetta
Un’altra sigaretta
Un salutarsi come per strada
E uno straniero è straniero
Perché questo mistero
Resterà senza soluzione
E se la gente s’incazza
Scenderemo in piazza
Oppure a far la ri-colazione
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia che ha
E non importa se il posto
Non è più fisso, non è più lo stesso
Ci deve essere un nesso
Tra la felicità e l’espresso
Proprio adesso
Proprio adesso
L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Ed io che cerco un nesso
Tra un desiderio espresso
E la felicità qui e adesso