Max Gazzè a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Max Gazzè al Festival di Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni I tuoi maledettissimi impegni e Sotto casa

Pubblicato da ChiaraL Mercoledì 6 febbraio 2013

Max Gazzè a Sanremo 2013: scheda e testi delle canzoni

Max Gazzè partecipa al 63esimo Festival di Sanremo. Il cantautore e bassista romano è un veterano del palco dell’Ariston, quella del 2013 sarà, infatti, la sua quarta partecipazione alla kermesse canora, anche se nell’ultima edizione ha affiancato nei duetti Dolcenera. Gazzè canterà Sotto casa e I tuoi maledettissimi impegni. Nel 1999 l’esordio nella categoria Giovani con la bellissima Una musica può fare (anche se nel 1997 cantò Cara Valentina, ma non riuscì a partecipare alla kermesse canora), partecipa nella categoria dedicata alle “nuove proposte” anche se il romano aveva ottenuto un notevole successo a partire dal 1997, anno di uscita di Cara Valentina, una delle canzoni più belle e più amate di Gazzè.

Nato a Roma il 6 luglio del 1967, il Max Gazzè si trasferisce giovanissimo in Belgio dove frequenta la Scuola Europea. Sin da giovanissimo studia pianoforte, a 14 anni si diletta già con il basso e rientra a Roma nel 1991. Nel 1994 esce il suo primo album, Contro un’onda del mare, che porta in edizione acustica ai concerti di Franco Battiato. Collabora con alcuni artisti attivi (e non) nella capitale: Niccolò Fabi, Frankie Hi-Nrg, Alex Britti e Daniele Silvestri. Nel 1997 viene pubblicato il singolo Cara Valentina che porta anche a Sanremo nella categoria Giovani, ma non ottiene il permesso di presentarsi al Festival successivo. Nel 1998 pubblica La favola di Adamo ed Eva, uno dei suoi pezzi più famosi dedicato alla società dei giorni nostri. La stessa estate il romano pubblica Vento d’estate, un singolo di straordinario successo che canta e firma con Niccolò Fabi. L’anno successivo torna all’Ariston con Una musica può fare e termina ottavo.

Nel 2000, passa alla categoria Big, e canta all’Ariston Il timido ubriaco, una canzone in cui il testo e la musica rappresentano due stati d’animo differenti: si classifica quarto. In quell’album, Max Gazzè – Gadzilla, presente anche l’Elemosina, con cui il romano porta in musica una poesia di Gustave Mallarmé. Dal 2001 al 2003, Gazzè fa moltissimi concerti: pubblica nel 2005 Raduni, un cd che raccoglie alcuni inediti. Partecipa in quegli anni a Gizmo, una cover band dei Police (dove divide la scena anche con Raiz degli Almamegretta) capitanata da Stewart Copeland storico batterista della band di Every Breath You Take. Nel 2008 torna sul palco dell’Ariston e canta Il solito sesso e nella serata dei duetti viene accompagnato sul palco da due conoscenze del Festival di Sanremo: Paola Turci e Marina Rei. A Festival finito esce Tra l’aratro e la radio, i testi dell’album sono a cura dell’amico poeta Gimmi Santucci.

Nel 2010 esordio al cinema nel film diretto da Rocco Papaleo, Basilicata Coast to Coast per il quale firma anche la colonna sonora: la canzone Mentre dormi si aggiudica il David di Donatello per miglior canzone originale. Nuovo album nel 2011 sempre con la collaborazione di Santucci e nel 2012 torna all’Ariston, ma questa volta per accompagnare durante la quarta serata Dolcenera.


Sotto casa

Di F. Gazzè – M. Gazzè – F. De Benedettis
Ed. Linea Due/Casi Ciclici/Danny Rose – Milano – Campagnano di Roma (RM) – Roma

Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte,
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna,
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo
Della polizia,
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltante
Perché un bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui!
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!


I tuoi maledettissimi impegni

di F. Gazzè – M. Gazzè – M. Buzzanca
Ed. Linea Due/Casi Ciclici/Danny Rose – Milano – Campagnaro di Roma (RM) – Roma

Se tu lavori
Tutto il giorno
A che mi serve
Vivere?
Aspetto fuori
Il tuo ritorno
Pensando sempre
E solo a te.
Ma tu
Coi tuoi discorsi strani:
Cantare le canzoni
Oggi non basta più!
E non c’è una soluzione se non quella
Di rimpicciolirmi a dismisura
Fino al punto di traslocare nella
Borsa tua con gran disinvoltura…
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra
Di cedermi la possibilità
Di rimanere là
A disposizione
Cambiando se tu cambi posizione…
O essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!
Sei tu
Che mando
Giù
Nel petto
Quando
Mi getto
Vino
In gola…
E più ti respiro
E più t’ingoio
Più voglio
Rivederti ancora!
Forse c’è una soluzione buona in più:
Potrei farti da fermaglio
Per capelli
Se per sbaglio
Ti venisse voglia di tenerli
Su…
Oppure travestirmi da molecola di vento
E accarezzarti impunemente
Il viso mentre
Non hai tempo…
Non hai tempo!
E non c’è una soluzione
Se non essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!