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Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette) a Sanremo 2015 con Io sono una finestra: il testo della canzone [SCHEDA]

Pubblicato da Fulvia Leopardi Martedì 3 febbraio 2015

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette) arrivano al Festival Sanremo 2015 con Io sono una finestra: il testo della canzone e una scheda della ‘strana coppia’ conosciutasi ad Amici la trovate dopo il salto. Se per Platinette è la seconda partecipazione sul palco dell’Ariston, per la Di Michele si tratta della quarta presenza a Sanremo, e il brano “Io sono una finestra” anticipa il nuovo album “Il mio blu” , il 15° della sua carriera. Dopo il terzo posto nel 1993, riuscirà Di Michele, con l’aiuto di Platinette, a trionfare nella kermesse sanremese?

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette) arrivano al Festival Sanremo 2015 con Io sono una finestra: prima del testo della canzone, vi proponiamo una breve scheda riassuntiva dei due artisti: Platinette deve la sua popolarità al Maurizio Costanzo Show, poi passa in casa della moglie di lui come opinionista e membro della giuria tecnica ad Amici di Maria De Filippi. Platinette è salita sul palco di Sanremo nel 2012, quando cantò accanto ai Matia Bazar nel brano “Sei tu”.

Grazia Di Michele, storica insegnante di Amici dal 2003, ha partecipato a Sanremo quattro volte (inclusa l’edizione del 2015): la prima con la canzone Io e mio padre, nel 1991 torna con Se io fossi un uomo , nel 1993 il miglior piazzamento (finora?) con Gli amori diversi cantanta in coppia con Rossana Casale. La sua quarta partecipazione è appunto quella del Festival di Sanremo 2015, dove interpreterà con Mauro Coruzzi il brano Io sono una finestra, di cui vi proponiamo il testo tratto da TV, Sorrisi e canzoni.

Io sono una finestra di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette): il testo della canzone

Io sono una finestra velata di vapore
In questa notte gelida deserta ed incolore
Rispecchia la finestra la carne e le emozioni
Di me che sono specchio delle contraddizioni
Difficile vedere se il vapore non svanisce
L’appiccicoso errore di chi non capisce
Eppure si riflette un’ombra che è la mia
Un’ombra di rossetto contro l’ipocrisia
Io non so mai chi sono eppure sono io
Anche se oltre il vetro per me non c’è mai un Dio
Ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano
Di donna dentro un uomo eppure essere… umano
Sfogliando le parole di questa età corriva
Divento moralismo e fantasia lasciva
Crisalide perenne costretta in mezzo al guado
Mi specchio alla finestra e sono mio malgrado
Io non so mai chi sono io sono per la gente
Coscienza iconoclasta volgare e irriverente
Ma questo è solo un corpo il riflesso grossolano
Di donna o forse uomo comunque essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano
non c’è una donna o un uomo solo un essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo, che si riflette piano
non c’è una donna o un uomo solo un essere… umano
Io sono una finestra che aspetta che il vapore
Svanisca come un sogno