Gerry Scotti su Twitter ringrazia Renzi: il conduttore vuol rinunciare al vitalizio

Pubblicato da Paola Zagami Venerdì 14 marzo 2014

Grandi attestati di stima su Twitter per Gerry Scotti. Il conduttore prossimo alla guida di Avanti un altro, infatti, ha suscitato l’ammirazione per una decisione che nulla ha a che vedere con la sua carriera televisiva: la rinuncia al vitalizio di parlamentare. A svelare questo retroscena ignoto ai più è stato il premier Matteo Renzi, nel corso del suo intervento ieri a Porta a Porta.

Bandiera di Mediaset dalla lunghissima carriera ricca di soddisfazioni, Gerry Scotti è stato anche parlamentare nelle file dei socialisti dal 1987 al 1992. In virtù di tale attività, il conduttore riceverà regolarmente un vitalizio di discreta entità a partire dai 65 anni e al quale con grande onestà vorrebbe rinunciare. Lungi dal rendere pubblica tale onorevole intenzione, Gerry ne avrebbe parlato al presidente del Consiglio Matteo Renzi che ieri a Porta a Porta ha svelato: ‘Ci sono tante cose che non tornano come i vitalizi dei consiglieri regionali che si sommano a quelli da parlamentare, per cui una persona può prendere più pensioni, quando la mia generazione non ne prende neanche una. Gerry Scotti ha scritto su Twitter: sono stato parlamentare per cinque anni, voglio rinunciare al vitalizio ma non posso farlo. Troveremo il modo di accontentarlo, ma è il segnale di una persona che si rende conto che anche il piccolo contributo personale è giusto‘.
E la cosa non poteva sfuggire naturalmente al popolo di Twitter che ha riservato grandi complimenti al conduttore di Pavia. Questi ha ringraziato sul social network il premier: ‘Grazie Matteo per aver reso pubblico il mio appello. In questo momento tutti devono dare una mano, piccola o grande che sia‘.

La faccenda naturalmente non fa altro che sottolineare i paradossi burocratici tutti italiani per i quali chi volesse rinunciare ad un privilegio non trova scappatoie per portare a termine la propria iniziativa ‘rivoluzionaria’. Intanto, la questione del vitalizio ad ex parlamentari, seppur dibattutissima da tutti gli schieramenti politici negli anni della crisi, continua ad avere proporzioni record: 2308 tra ex deputati e ex senatori (oltre 1064 vitalizi di reversibilità, cioè versati agli eredi dei deputati defunti), con stipendi mensili che oscillano da 1.700 euro mensili fino a oltre 7mila euro netti.