Non accenna a placarsi la bufera scoppiata mercoledì sera durante la quarta puntata dell’Isola dei Famosi 7: le roventi parole di Busi, che ha commesso il gravissimo errore di far riferimento a politica e religione, gli sono costate l’esclusione da tutte le trasmissioni Rai. Una decisione maturata ieri dai vertici di Viale Mazzini che divide i nostri lettori e alla quale si oppone pubblicamente solo Simona Ventura. “Mi auguro vivamente che la Rai ci ripensi. La censura non è certo il mezzo migliore per chiarire dubbi o sciogliere eventuali questioni” ha detto la conduttrice. In alto il momento clou della lite tra Busi, Venier e Ventura.

La Par Condicio Rai sta piegando RaiTre: la prima puntata della Tribuna Elettorale in prima serata, in onda martedì al posto di Ballarò, ha fatto ascolti ottimi per La7 ma non certo per il terzo canale della Tv di Stato: solo 2,48% di share e 718.000 telespettatori a fronte della media settimanale di Giovanni Floris. Il conduttore è ovviamente sul piede di guerra e con lui c’è Michele Santoro che stasera sarà ospite di Serena Dandini a Parla con Me: chissà se ne approfitterà per promuovere Raiperunanotte, iniziativa lanciata ieri su Il Fatto Quotidiano. Di seguito i dettagli.
Come immaginabile la Commissione di Vigilanza Rai, sollecitata ieri dal CdA Rai a prendere una decisione sugli eventuali ‘aggiuntamenti’ in merito ai talk politici, ha risposto ‘picche’ votando a maggioranza il mantenimento del regolamento sulla Par Condicio, giudicato inammissibile (almeno nella formulazione adottata dall’Agcom per le Tv private) dal Tar del Lazio con l’accoglimento del ricorso di Sky e Telecom Italia Media. Non c’è speranza di rivedere Porta a Porta, Ballarò e Annozero in tv prima della fine del mese.

Dopo la pronuncia del CdA Rai, che ha rimandato alla Commissione di Vigilanza Rai la decisione sul ritorno dei talk show politici in Rai, e immaginando la posizione che prenderà la Commissione, vi presentiamo il calendario delle Tribune elettorali e delle conferenze stampa politiche previste dalla Rai in vista delle Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. Si è partiti già oggi, come già annunciato qualche giorno fa: le Tribune vanno in onda alle 14.00 su RaiDue da oggi al 26 marzo e in differita dalle 17.00 su Radio1, mentre le conferenze stampa saranno trasmesse il martedì su RaiTre e il giovedì su RaiDue alle 21.05 da domani (e in diretta anche su RadioDue), quindi al posto di Ballarò e Annozero.
E’ una curiosa coincidenza che Tribuna Elettorale compia 60 anni proprio nell’annus horribilis dell’informazione politica in tv e soprattutto in Rai, artefice proprio del primo sostanziale cambiamento nella comunicazione politica nazionale. Vale la pena ricordarlo proprio oggi, mentre il CdA Rai sta decidendo se reintrodurre i talk show politici - cancellati qualche settimana fa per rispettare al meglio il regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza contro cui si è espresso il Tar del Lazio, almeno per quel che riguarda l’estesione del regolamento alle Tv private - e alla vigilia del ciclo di tribune e conferenze stampa elettorali in vista delle Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. E certe coincidende acquistano un valore simbolico: nel 1960 la Rai apriva le porte della tv alla Politica, prima ancora che lo facessero gli Usa; nel 2010 speriamo in uno spiraglio. In alto la sigla e l’inizio della prima tribuna elettorale.
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Sky, La7 e Mediaset contro il regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai in materia di par condicio, che ha di fatto reso impossibili i talk politici in tv, esteso poi a tutte le tv private. Per una ‘migliore’ applicazione del regolamento, poi, il CdA Rai ha deciso lo stop ‘incondizionato’ per tutti i programmi ‘potenzialmente’ politici (da Annozero a Ballarò, da Porta a Porta a L’Ultima Parola) onde evitare possibili sanzioni all’Azienda. Ma a questo punto torna tutto in gioco: previsto per lunedì un CdA Rai per ridiscutere la misura alla luce della sentenza del Tar, che dà a questo punto alle tv private la possibilità di occuparsi delle prossime elezioni regionali.
La sospensione di tutti i talk show politici della Rai sconvolge i palinsesti delle tre reti di Viale Mazzini: se ieri RaiTre ha sostituito Ballarò con un documentario de La Grande Storia sulla Dittatura mussoliniana (casuale?), RaiDue ha deciso di collocare al posto di Annozero i due film de La Carica dei 101. E al posto di Porta a Porta cosa c’è di meglio de Il Commissario Rex? In alto alcune immagini dalla manifestazione di protesta tenutasi ieri a Viale Mazzini.
Nuovo capitolo nella lotta tra Bruno Vespa e Michele Santoro: lo stop ai talk show politici imposto dal CdA Rai fino alle Elezioni Regionali sta scatenando i conduttori che si vedono fuori dai palinsesti per il prossimo mese. Sebbene si cerchi di compattare i fronti, la decisione ha rinfocolato l’atavica guerra tra Vespa e Santoro. “La decisione della Rai, come quella della Vigilanza, hanno un nome ed un cognome: Michele Santoro, passato sulla par condicio con il garbo di Attila” ha detto Vespa. Santoro replica: “Berlusconi uccide la tv pubblica“. In alto l”omaggio’ di Vespa al ‘garbo’ di Santoro e alle sue lezioni di giornalismo da Porta a Porta del 22 febbraio.
Dopo la decisione del CdA di bloccare tutti i talk show politici fino alle elezioni regionali, il clima a Viale Mazzini è incandescente: il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, avanza “seri dubbi sulla costituzionalità” di alcune parti del regolamento approvato a inizio febbraio dalla Commissione di Vigilanza Rai, ma la dichiarazione più sconvolgente è quella del DG Rai, Mauro Masi, che ha definito la scelta del CdA “l’unica concretamente possibile per adempiere al regolamento varato dalla commissione di Vigilanza e di escludere così il rischio di sanzioni per l’azienda“. Michele Santoro, intanto, medita come andare in onda con il suo Annozero in versione ‘integrale’: che sbarchi sul web? Youdem.tv è pronto a dargli spazio.
Il Cda della Rai ha deciso di sospendere tutti i talk show politici in onda sui tre canali della Tv di Stato fino alla tornata elettorale del 28 e 29 marzo prossimo. Stop quindi per Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola, che verranno sostituiti, dove possibile, da tribune elettorali. Rivolta del mondo dell’informazione: Giovanni Floris parla di “silenzio dell’informazione“, Vespa di “decisione grave, ingiusta e sorprendente”, mentre la Fnsi insieme al sindacato dei giornalisti Rai ha indetto per le 17.00 una conferenza stampa con tutti i conduttori coinvolti dalla decisione del CdA.
La Commissione di Vigilanza Rai ha confermato in toto il testo del regolamento per le trasmissioni elettorali valido nel mese precendente alle elezioni Regionali (in programma il 28 e il 29 marzo), che mette a rischio i talk politici. Non si è riusciti a trvare una mediazione tra vertici Rai e politica. Intanto l’Agcom, come previsto, ha esteso tale regolamento anche alle tv private: una decisione contro cui, preventivamente, si era mossa Sky chiedendo un intervento del Tar del Lazio.

Mentre Valerio Scanu, I Raccomandati e Marco Mengoni festeggiano (chi più, chi meno) il risultati di Sanremo 2010 si guarda già alla prossima edizione. La Clerici non ci sarà, ma il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, assicura che alla conduzione ci sarà un personaggio Rai. Il direttore artistico Gianmarco Mazzi è pronto a lasciare a chi verrà lascia l’arduo compito di rivedere il regolamento e il peso del televoto. Infuria anche la polemica sulla rivolta degli orchestrali: un comportamento inaccettabile per il capostruttura Azzalini e per Mazzi, ma che ha già catturato Facebook.

Nuovo capitolo nella vexata quaestio del regolamento Rai per la campagna elettorale in tv: dopo giorni di tira e molla, con il centrosinistra che chiede la modifica del regolamento per non penalizzare i talk politici e il centrodestra che non molla, ora Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza Rai - che ha approvato a maggioranza il discusso testo presentato dal radicale Marco Beltrandi - ha intenzione di riportare il regolamento davanti al plenum della Commissione. Una mossa, questa, inizlamente considerata impossibile da parte dello stesso Zavoli, ma che ora sembra sia l’ultima spiaggia per arrivare a un compromesso. Indignato Beltrandi.
Finalmente possiamo ascoltare la canzone che Morgan avrebbe dovuto portare a Sanremo 2010, La Sera. Ma intorno a lui continuano le polemiche, alla quale ha deciso di rispondere, attaccando gli organizzatori del festival. Morgan ha scritto a Il Giornale per criticare apertamente chi continua a servirsi del suo nome per creare attesa e interesse intorno al Festival: “Il vero scandalo non è più il mio, visto che io ho chiesto scusa pubblicamente, ma è il vostro. Voi, che sfruttate in ogni occasione il mio nome, la mia vicenda, la mia persona per vostro tornaconto“.