In Italia la vedremo a fine febbraio, ma austriaci e tedeschi hanno già avuto modo di seguire la miniserie in due parti La Principessa Sissi, con Cristiana Capotondi nel ruolo della battagliera Elisabetta di Wittelsbach. L’attrice romana è stata chiamata a sostenere il confronto con la mitica interpretazione di Romy Schneider, protagonista dell’indimenticabile trilogia anni ‘50 che la portò alla fama internazionale, e pare ci sia brillantemente riuscita. Ottimi risultati di ascolto e critiche entusiaste per la coproduzione Rai (con Publispei), Sunset Austria ed Eos Entertainment. In alto il promo tedesco.
Sono iniziate le riprese di Tutti Pazzi per Amore 2: le nuove 26 puntate, divise in 13 appuntamenti, andranno in onda a marzo su RaiUno con qualche sostanziale variazione nel cast, come abbiamo avuto già modo di scrivere tempo fa. Nel frattempo, però, il format, scritto dalla Publispei, è stato venduto alla Spagna, Paese dal quale proprio la società di Carlo Bixio ha acquistato Un Medico in Famiglia e I Cesaroni. E data la forte impronta musicale data alla serie si sta pensando a realizzarne una versione musical per il cinema. In alto il backstage del primo giorni di riprese di Tutti Pazzi per Amore 2.
Un Medico in Famiglia 7 si fa sempre più probabile: nonostante le defezioni annunciate, Carlo Bixio, capo della Publispei, sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di non chiudere la serie tv. In alto il promo dell’ultima puntata, in onda domani alle 21.1 su RaiUno.
Un Medico in Famiglia 6 e Tutti Pazzi per Amore: il legame tra i due family drama di RaiUno prodotti dalla Publispei continua. Un po’ di originalità, però, ogni tanto non guasterebbe.
New entry nel cast di Tutti Pazzi per Amore 2: dopo la ‘defezione’ di Stefania Rocca, assente per maternità e sostituita da Antonia Liskova, arriva anche Alessio Boni nel ruolo del fratello di Michele, interpretato da Neri Marcoré. Ma perché arriva il fratello di Michele? Se volete scoprirlo seguiteci dopo il ‘more’.

Andrea Osvart vestirà i panni di Grace Kelly in una miniserie prodotta dalla Publispei di Carlo Bixio. Si lavora ancora alla sceneggiatura.

L’Avvenire ha commentato il finale della terza stagione de I Cesaroni mettendo a confronto la serie di Canale 5 con Tutti Pazzi per Amore, successo stagionale di RaiUno che condivide con la famigliona della Garbatella la stessa produzione, la Publispei di Carlo Bixio. Risultato? I Cesaroni sarebbero meno ‘etici’ dei rivali, sia per l’ambigua storia d’amore tra i ‘fratellastri’ Marco ed Eva sia per il minor tasso di ironia espresso dalla scrittura. Rispondono Claudio Amendola e Stefania Rocca.
Commentando il successo dell’ultima puntata de I Cesaroni (qui i video) l’Avvenire si è lasciato andare a un secco giudizio sui contenuti e sul tono della serie, mettendola a confronto con l’altro esempio fictional di famiglia allargata proposta in questa stagione da RaiUno, ovvero Tutti Pazzi per Amore.
“In quel panorama di ‘famiglia allargata’ che già all’inizio della serie aveva alluso con qualche ambiguità al rapporto fra i fratellastri Marco ed Eva - dice l’Avvenire de I Cesaroni - [appare] tutto molto complicato, nel ritratto di società attuale cui l’intonazione teatrale e ridanciana del racconto offre una facile legittimazione: e tutto sottilmente inquietante, nel sovrapporsi di generazioni e di personaggi che della vita accolgono ogni suggerimento senza discriminare, definendo un relativismo che fa di ogni erba un fascio e si astiene da giudizi morali o da considerazioni di opportunità“. In altre parole, I Cesaroni si astengono da un giudizio morale e legittimano tutto, grazie a una spruzzata di ‘ridanciana’ superficialità.
Ben diverso, per l’Avvenire, l’atteggiamento dei protagonisti di Tutti Pazzi per Amore “che ha raccontato una simile storia di famiglie allargate con analoghe situazioni imbarazzanti, ma con il sovrappiù raffinato di un’ironia divertita che ha in qualche modo introdotto una valutazione etica“, scrive ancora il quotidiano cattolico.
Entrambe, però, ‘peccano‘ per “la confusione generalizzata fra ‘amore’ e ‘amori’, [per] una legittimazione degli istinti e delle infatuazioni, [per] una indulgenza costante nei confronti delle suggestioni che una volta si chiamavano, con più aspra chiarezza, tentazioni. E se tutti alla fine ridono e si vogliono bene, perdonandosi a vicenda debolezze e insicurezze, questo genere di ritratto del mondo, che tutto consente e tutto assolve, ha un sapore asprigno che i sorrisi non cancellano“.
Insomma il giudizio per entrambe non è proprio assolutorio: tutte e due si presentano ‘lascive’ nel non frenare le tentazioni e nel restituire un quadro ‘cristianamente’ confuso delle leggi della morale. “Si tratta di un giornale palesemente orientato, con una precisa missione, dunque è giusto che rispetti il suo ruolo” risponde al quotidiano Claudio Amendola che procede d’ufficio a una legittima difesa: “Anche I Cesaroni rispettano il proprio [ruolo], che è quello di rispecchiare la società in cui viviamo: basta dare un’occhiata al numero crescente di divorzi e di convivenze, alla formazione sempre più frequente delle cosiddette coppie di fatto, di quelle famiglie dove i figli dell’uno si incontrano e convivono pacificamente con quelli dell’altra… Il segno evidente del cambiamento dei tempi“. E non gli si può dare gran torto: il limite de I Cesaroni, al massimo, è quel di aver confezionato una favoletta fin troppo edulcorata.
Questa sera penultimo appuntamento per la fiction rivelazione di RaiUno, Tutti Pazzi per Amore, che si concluderà martedì in prima serata, sempre su RaiUno, con la messa in onda degli ultimi due episodi.

Ieri abbiamo dato la notizia della probabile ’scomparsa’ di Nonno Libero a metà della sesta serie di Un Medico in Famiglia, su RaiUno nella prossima primavera, oggi arriva una dichiarazione più completa di Lino Banfi, interprete del nonno più amato della tv italiana, nella quale sembra essere scongiurata la morte del capofamiglia di Casa Martini. Si parla sì di una partecipazione ridotta alla sesta e ultima edizione della fiction, ma spalmata nell’arco delle 13 puntate previste. Cerchiamo di capirci qualcosa.
Lino Banfi ha chiesto agli sceneggiatori la morte di Nonno Libero e pare sia stato accontentato. L’amatissimo nonno Libero Martini comparirà solo nelle prime sette puntate della sesta, e ultima, serie di Un Medico in Famiglia. Si conclude quindi la saga di una delle famiglie storiche della fiction italiana e fa specie scoprire che dietro la morte di Nonno Libero ci siano semplici questioni di budget. In alto uno spezzone della prima puntata della prima serie.