Directors Guild Of America
La DGA autorizza le trattative, ma gli sceneggiatori continuano a protestare

Come abbiamo detto ieri in un aggiornamento in coda a questo post, il presidente della DGA Michael Apted e il “capo negoziatore” Gil Cates – nonostante la “contrarietà” di 300 membri (su 1400) che sono sia registi che sceneggiatori – sono stati autorizzati ad aprire “al più presto e in qualsiasi momento” le trattative con l’AMPTP.
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E’ presto per dire se succederà qualcosa, ma pare che la base della Writers Guild of America (tra cui membri molto autorevoli) stia spingendo affinché i vertici tornino al tavolo delle trattative.
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Non c’è ancora una data di inizio di ripresa delle trattative, e lo sciopero potrebbe protrarsi a dopo le festività natalizie, festività in cui gli sceneggiatori smetteranno di picchettare gli studios e le strade (per poi ricominciare la prima settimana di gennaio).
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Il più grande cliffhanger di questi giorni ad Hollywood è se e quando finirà lo sciopero, quanto gli sceneggiatori rimarranno in sciopero, ma soprattutto come questo sciopero inciderà sull’industria televisiva. Nell’attesa, la parola d’ordine delle reti televisive americane è una sola: ricliclo!
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Dialogo? Speranza? Parole al vento. Dopo il gran rifiuto della WGA, a lasciare il tavolo delle trattative è stata l’Alliance of Motion Picture and TV Producers, convinta oramai che qualunque discussione sui così detti ‘residuals’ sia inutile e irrisolvibile prima dell’anno nuovo.
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Lo sciopero degli sceneggiatori è oramai giunto alla sua quarta settimana, e ancora non si vede una fine: nonostante l’ottimismo (i più ottimisti parlavano di risoluzione in tempi brevi – leggi: questa settimana – i meno ottimisti di una risoluzione prima di Natale), le due parti sono ancora ad un punto morto, ed hanno deciso di interrompere le trattative fino martedì prossimo, quando lo sciopero raggiungerà la quinta settimana.
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