Zelig, la critica di Aldo Grasso

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Alla vigilia della seconda puntata di Zelig, in onda stasera su Canale 5 alle 21.10, vi segnaliamo la critica fatta da Aldo Grasso sul Corriere della Sera all’indomani dell’esordio della nuova stagione del cabaret di Gino & Michele. Grasso può non piacere a tutti, ma riteniamo abbia messo in luce i punti deboli di un programma che continua a fare ascolti soprattutto grazie ad alcuni cavalli di razza che tengono alta la bandiera della comicità in Italia. Il resto è business per Grasso. In alto il Duo Idea con una versione davvero carina di Certe Notti di Ligabue.

Zelig, la risata piegata al business“: così s’intitola l’articolo pubblicato da Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 21 gennaio scorso nella sua rubrica di critica tv A Fil di Rete. E il titolo dà ben il senso del punto di vista di Grasso su uno dei fenomeni tv di maggior successo degli ultimi anni, che però sta effettivamente forse patendo un po’ di ripetitività, tanto da spingere gli stessi autori quest’autunno a cercare una formula diversa con le puntata monografiche e che li ha spinti qualche stagione fa a prendersi un anno sabbatico.

In Zelig non è il singolo comico che strappa la risata (succede anche questo), è la bottega che fa spettacolo, è il brand. Quella bottega e quel marchio che si traducono nel programma, ma anche in serate teatrali, libri, partecipazioni, sagre. Quella bottega e quel marchio che fanno da cuscinetto anche ai meno dotati: Teresa Mannino è brava ma se pensa di far ridere raccontando le avventure di neo-mamma sappia che ai giardini Montanelli o al parco delle due Basiliche o davanti a un asilo nido ci sono mamme che si esibiscono davanti a 4 amiche e fanno racconti molto più spiritosi“: non ci va poi tanto tenero Grasso che però non dimentica la professionalità e la bravura dei conduttori, Claudio Bisio (“un formidabile capocomico o capo-officina“) e Vanessa Incontrada (“una deliziosa assistente di volo“).

Quel che più lo colpisce in Zelig, però, non è il format (“ormai clonato da altre trasmissioni (la sfilata di comici contingentati nel tempo e contrassegnati da un tormentone immediatamente reiterabile dal pubblico in sala)” che strizza l’occhio anche a una par condicio tra Nord e Sud, con “una giusta calibratura tra comicità di stampo settentrionale (tradizione storica del cabaret) e omaggio al Sud“. L’aspetto che più lo colpisce è quello imprenditoriale, la vera mission ormai del programma per Grasso. “Mediaset ha tirato fuori la vera anima di Gino&Michele e Giancarlo Bozzo. Hanno messo su un’industria coi fiocchi, da apprezzare in tempo di crisi. Producono risate. E i comici, si sa, sono come il buon vino, vanno ad annate. Però, ogni tanto, è sufficiente lanciare un Checco Zalone e l’impresa è salva“.

Voi che ne pensate?

Fonte | Corriere della Sera

Mar 26/01/2010 da Giorgia Iovane

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Vale 26 gennaio 2010 19:43
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Non mi piace Zelig, non mi piacciono i comici e le persone che vogliono farti ridere a tutti i costi. Bisio è adorabile, però.

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*Marisa* 26 gennaio 2010 22:47
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Zelig non è + quello di una volta….
ora continuo a seguirlo, ma la metà del tempo ci sono comici che mi fanno + piangere che ridere…..e nel frattempo mi faccio i cavoli miei, nell’attesa ch arrivino quei rari comici in grado di farmi ridere

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Anonimo 27 gennaio 2010 09:53
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Io credo che sia un’ottima officina di talenti nuovi, ma come tutte le scuole c’è qualcuno più bravo e qualcuno meno, non si può pensare che un programma simile faccia ridere dall’inizio alla fine io per esempio non sopporto quando cantano e fanno i balletti claudio e vanessa, magari qualcun’altro li trova adorabili…

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*Marisa* 27 gennaio 2010 12:35
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altro che adorabili, mi fanno venire l’orticaria!!! :D

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Anonimo 27 febbraio 2010 20:26
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attenta a non garattarti.

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