La Lega propone fiction in dialetto sottotitolate

Nuova proposta della Lega Nord per la nostra fiction: Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole e forestali, propone che i titoli di maggior successo della Rai vengano girati in dialetto e trasmessi con i sottotitoli

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    Nuova proposta della Lega Nord per la nostra fiction: Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole e forestali, propone che i titoli di maggior successo della Rai vengano girati in dialetto e trasmessi con i sottotitoli. E a noi viene in mente uno splendido film di qualche anno fa, Lacapagira, di Alessandro Piva, girato in barese e uscito al cinema sottotitolato. In alto uno spezzone.

    Continua la calda estate della Lega, mai così prodiga di proposte e di consigli per la gestione della nostra tv e soprattutto attiva per la difesa e la promozione dei dialetti. Dopo aver accusato la fiction italiana di fare troppo ricorso al romanesco e dopo aver proposto una sezione di musica in ‘lingua municipale’ per Sanremo 2010, ora Luca Zaia, Ministro per le Politiche Argicole, spinge la Rai a produrre i suoi titoli di successo, dal Commissario Montalbano a Nebbie e Delitti, da Gente di Mare a Capri, per fare qualche esempio di fiction geograficamente connotata, in dialetto (rispettivamente siciliano, emiliano, calabrese e napoletano) da trasmettere in tv con i sottotitoli. Quando ci sarà il pieno passaggio al digitale terrestre si potrà predisporre un canale audio dedicato alla lingua ‘originale’.

    L’intento è sicuramente nobile: “Attraverso la fiction si può promuovere la cultura regionale e bbbiamo la necessità di nobilitare tutte le lingue locali“, ha detto il ministro intervistato alla radio da Klaus Davi. E trovandosi in radio ha anche ipotizzato la nascita di un canale interamente dedicato a tutti i dialetti d’Italia con rigorosa par condicio regionale.

    Interessante, infine, la motivazione addotta dal ministro per spiegare la predominanza dei giornalisti di origine romana in tv: “Mentre noi eravamo impegnati a difendere gli interessi del mondo produttivo e lavorativo del Nord, questi facevano i concorsi alla Rai“: teoria quantomeno originale.

    Ma voi che ne pensate?