XFactor, si pensa alla seconda edizione

XFactor, si pensa alla seconda edizione

XFactor, dopo la vittoria degli Aram Quartet si pensa alla seconda edizione del Talent Show di RaiDue

    Gli Aram Quartet con il trofeo di XFactor

    Con la vittoria degli Aram Quartet si è conclusa la prima edizone di XFactor, il talent show di RaiDue che ha conquistato critica e addetti ai lavori per l’attenzione data alla musica e per l’assenza di polemiche e litigi che solitamente costituiscono il nerbo di un reality. Martedì prossimo c’è Il Gala con Leona Lewis (RaiDue, 21.00), ma già si pensa alla seconda edizione con la stessa squadra e uno studio più grande.

    Per quanti si siano persi la finalissima, tesa e avvincente, di ieri sera rimandiamo alla blogcronaca della serata.
    Grande la soddisfazione di Antonio Marano, direttore di RaiDue, e di Giorgio Gori, presidente della Magnolia. Certo, ci si attendeva qualche punto di share in più, ma la semifinale e la finale hanno rialzato la media di un programma che si è attestato nelle prime dieci settimane intorno al 10% e ieri ha raggiunto il 13,9% con 2.750.000 spettatori. Poco per un reality, molto per un programma concentrato sulle esibizioni musicali (con cover che hanno ripercorso la storia del rock e della musica del mondo occidentale, grazie alla maestria e alla voglia di provocazione di Morgan) e sui commenti tecnici.

    Nessuna lite tra i partecipanti, niente scene da fratelli coltelli, qualche tensione comprensibile, ma nessuno scontro all’ultimo sangue, nessun rvm su quanto detto, fatto o pensato dai rivali, ma la sensazione di un grande gruppo teso sì alla vittoria ma concentrato soprattutto di sè e sulla propria carriera.
    Eppure Giorgio Gori confessa al Corriere che gli scarsi ascolti avevano spinto qualcuno a chiedere un cambio di rotta: “Dopo le difficoltà iniziali qualcuno ha avuto la tentazione di spingere il tasto del reality, ma abbiamo tenuto dritta la barra”, e aggiungeremmo per fortuna. Le liti si sono consumate per lo più in studio, con qualche sprazzo polemico più o meno violento tra i giudici, soprattutto tra Morgan e Simona, che non si sono risparmiati frecciatine (Simona: “Sei spocchioso”; Morgan: “Non capisci niente di musica”). Ma alla fine l’interesse di tutti era rivolto alle esibizioni dei propri concorrenti, quindi battutina di stempero e via con la successiva canzone.

    Insomma, un programma di spessore; “Abbiamo dato credibilità alla musica“, incalza Francesco Facchinetti, e non gli si può dar torto se è vero che i big della musica hanno seguito con interesse, così come i critici, questo programma, scivolato senza clamore, ma con costanza. Qualche cosa da mettere a punto c’è ancora, ad esempio una scaletta che divaga poco, è vero, ma certe volte rallenta il ritmo della competizione (soprattutto nelle fasi iniziali), così come sbagliata si è rivelata la scelta di controprogrammarlo contro Amici, al mercoledì sera. Da allora, tra spostamenti, elezioni e necessità aziendali, il programma ha avuto qualche difficoltà ad attecchire nei consumi televisivi, ma ha trovato una nicchia di affezionati ed appassionati che non l’hanno più abbandonato. Come sottolinea Marano: “A differenza dei reality, che comunque anch’io mando in onda, qui non c’era chi voleva solo apparire.

    La scommessa era la professionalità“. Una scommessa vinta, sebbene Marano guardi con un po’ di sospetto i dati Auditel, fermi su una media dell’11%, che però, stando a quanto riporta il Corriere, premiano proprio la qualità del talent.

    XFactor, infatti, è stato il programma di prima serata più visto dai laureati, con il 56% del pubblico concentrato nella fascia dai 4 ai 44 anni (Raidue ha il 36,5%), e 100.000 televoti a puntata, saliti a oltre 300.000 per la finale, contro una media dell’Isola che si aggira intorno ai 40.000. XFactor è riuscito ad agganciare una fetta di pubblico giovane e di qualità, che può far gola agli inserzionisti pubblicitari.

    La vittoria degli Aram Quartet è anche la vittoria dello stile di Morgan, l’elemento più passionale e musicale della triade di giudici che ci agiriamo davvero resti nella prossima edizione. Certo, la giustizia non può appartenere al meccanismo di un reality ad eliminazione: Silvia Aprile, Giusy, i SeiOttavi, I Cluster (per citarne solo alcuni) sarebbero stati meritevoli della vittoria almeno quanto gli Aram. Ma siamo sicuri che XFactor per loro sarà un iimportante trampolino. L’augurio è che non vengano fagocitati dal mercato usa e getta ma possano davvero mettere le basi per una lunga e proficua carriera.

    Intanto venerdì 30 maggio uscirà il primo singolo degli Aram, l’inedito Chi (Who), scritto da Morgan e Gaudi, il 6 giugno la compilation di XFactor, ma già da oggi i brani sono disponibili su ITunes. Spazio alla musica e al sudore di un sogno, da conquistare non con la simpatia, la tenerezza, la bellezza, ma con la passione, l’impegno, l’umiltà. E Gli Aram rappresentano bene tutto questo.

    Appuntamento quindi a martedì 3 giugno per la Grande Festa di XFactor, con le migliori esibizioni del programma e con un’ospite d’eccezione, Leona Lewis. A Morgan, Mara Maionchi, Simona Ventura e a tutti i protagonisti di XFactor i nostri complimenti e i nostri in bocca al lupo.

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