XFactor, Aram Quartet: adesso è il nostro turno

in una intervista al tgcom gli aram quartet, vincitori della prima edizione di xfactor, il talent show di rai due, hanno presentato il loro nuovo album di inediti: adesso è arrivato il nostro turno, hanno detto

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    Bisessualità, temi sociali, guerra, amore: c’è di tutto di più nel primo album di inediti degli Aram Quartet, vincitori della prima edizione di XFactor. Il pericolo di essere liberi, uscito nei negozi venerdì scorso e frutto di molti mesi di lavoro in uno studio di registrazione, si ispira alle sonorità inglesi degli anni 60 e in particolare ai Beatles. Antonio Maggio ne ha parlato a lungo in una intervista al Tgcom.

    Dopo il trionfo (meritatissimo) alla prima edizione di XFactor, l’iniziale successo e poi il flop del loro singolo Chi-Who (scritto da Morgan, scopritore della band salentina) gli Aram Quartet non si sono affatto scoraggiati, si sono rimboccati le maniche e sono tornati a fare quello che volevano: ovvero “i musicisti 24 ore su 24”. E se il risultato è un brano come Il pericolo è il mio mestiere, presentato durante la finale di XFactor 2 in vista dell’uscita del nuovo album Il pericolo di essere liberi e in occasione del passaggio di consegne al nuovo vincitore (Matteo), ben vengano i quasi sette mesi di assenza dal video. La loro canzone è davvero bella e si lascia ascoltare che è una meraviglia.

    E Antonio Maggio, il più giovane degli Aram Quartet, non nasconde a Tgcom che questo disco di inediti rappresenta per la band “il primo banco di prova per dimostrare la nostra vera essenza dopo XFactor e l’Ep con cover che abbiamo pubblicato successivamente”.

    Il pericolo di essere liberi è dunque frutto di sette mesi di intenso lavoro in studio di registrazione insieme a Lucio Fabbri, al produttore di testi e supervisionatore Pippo Kaballà e al musicista Luca Chiaravalli. Quest’ultimo, ribattezzato dai salentini il quinto Aram, è anche l’autore della musica di Impossibile, l’inedito di Matteo. E chissà magari anche per questo facevano il tifo per lui!

    Due sono i brani scritti direttamente dal quartetto: L’amore può tutto e Lettera al fronte, canzone questa che parla di guerra. “È un grido di dolore contro gli uomini che riescono in qualche modo a distruggere l’umanità stessa ripetutamente”, ha spiegato Maggio.

    Ma oltre ai temi sociali nell’album, ispirato alle sonorità dei Beatles, c’è spazio anche per raccontare l’amore, con tutte le sue varie sfumature: in Rita non ha pietà ad esempio cantano la bisessualità di “una ragazza moderna che ama sia le donne che gli uomini, insomma un sentimento a 360 gradi”.

    Magari con un po’ di ritardo, a questo punto giustificato, è arrivato finalmente il turno degli Aram Quartet. Ma se l’anno scorso dovevano vedersela solo con Giusy Ferreri, quest’anno sarà ancora più dura con i Bastard Sons of Dioniso, Matteo, Noemi, Ambra Marie, Daniele, Jury e i ragazzi di Amici. La concorrenza è agguerrita, ce la faranno?