X Love: l’alter ego buono de Le Iene che parla d’amore (e sesso) proprio a tutti

X Love: l’alter ego buono de Le Iene che parla d’amore (e sesso) proprio a tutti

X Love su Italia1, lo spin off de Le Iene

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    X Love fa l’alter ego «buono» de Le Iene. E non se ne vergogna affatto. Dopo Sex Education Show, Nina Palmieri è approdata nel lunedì sera di Italia1, senza aver paura di fare Le Iene «soft»: stesso studio, stesso staff, storie d’amore raccontate con un linguaggio molto simile a quello del programma più noto, ma qualche volta diverso (direzione da potenziare), a metà tra divulgazione,(auto)ironia e attualità.

    L’amore è amore. E’ questo il concept di base proposto da X Love. La vera sfida è raccontarlo da più punti di vista possibili, e diversissimi tra loro. Così stasera, nella prima puntata, le storie d’amore, cosiddetto «diverso», sono state davvero tante e piacevoli da seguire.

    La storia di Sofia, ad esempio, la bambina nata da una donna omosessuale che ama Francesca. Un gioco di immagini e parole: nella vita di una bimba; spiegare come due mamme siano una risorsa non un difetto, in cinque minuti di tivù. Vanno spiegati anche i paradossi: ecco allora Luxuria liberata dopo l’arresto a Sochi, in manette per aver esposto una bandiera pro-gay; o omosessuali, all’apparenza e inspiegabilmente, contrari alle adozioni per le persone che amano chi è dello stesso sesso. Ma questa è un’altra storia.

    Vladimir Luxuria per Le Iene a Sochi 2014: arrestata e rilasciata

    Così X Love fa le pulci ai carnefici e alle vittime di stalking, raccontando – senza giudizio morale – questo mo(n)do da entrambi i punti di vista, mettendoli a confronto, e rivolgendosi al pubblico della generalista, quello che ne ha più ‘bisogno’.

    A volte, in casi cosiddetti «delicati», come la prova di convivenza tra ragazzi affetti da sindrome di Down (l’amore up di Mauro e Marta), X Love si è fatto aiutare da una figura-filtro, spesso necessaria in tivù e altrettanto spesso poco presente: la psicologa Stefania Mazzetti, che ha così contribuito all’intenzione meta-divulgativa del programma. E l’abbiamo apprezzato.

    Divulgazione che, però, se da un lato insegna a conoscere mondi spesso distanti da chi guarda il servizio (così capiamo che le persone affette da sindrome di Down hanno una loro fertilità e che non per forza mettono al mondo figli con la stessa malattia), dall’altro rallenta un ritmo che – se è vero che è uno spin off – è un po’ più lontano da quello ricercato, diciamo così, de Le Iene.

    Complici alcuni temi affrontati, sicuramente complessi per essere trattati in tivù in 10 minuti, il ritmo è talvolta in discesa accompagnato da qualche difetto narrativo, sui cui siamo certi si possa ancora lavorare; su tutti: gli stand up comedians – forse chiamati per favorire l’alternanza coi servizi – non sono risultati sempre così divertenti. Nemmeno sempre lontani da comicità stereotipata. Stereotipi che, invece, i servizi mandati in onda cercano di evitare, qualche volta riuscendoci. E anche bene.

    Meglio, in questo senso, la familiarità col pubblico proposta da Debora Villa e la “strizzata d’occhio” al web con la star del popolo virtuale, Frank Matano, alle prese con la sua prima «pippetta». E se ci sono tutti i buoni requisiti, ci chiediamo: perché allora il monologo sul matrimonio gay, non ammesso in Italia, finisce in seconda serata con Alessandro Fullin? Come a C’è posta per te, la prima storia gay.

    A C’è posta per te Maria De Filippi sdogana le coppie gay in prima serata

    Il documentario di Pif – da domani all’opera con l’anteprima prologo al Festival di Sanremo – ha raccontato il matrimonio di Luigi Pelazza, già inviato a Le Iene; di lì a poco – intorno alle 11.00 – siamo entrati nella zona «hot» del programma. In seconda serata, X Love è diventato più pruriginoso ma ha saputo mantenere la struttura divulgativa data al programma.

    Anche in questo caso un andrologo, senza eccessivi tecnicismi, ha spiegato effetti negativi e positivi del viagra e dei suoi ‘omonimi’. Così, poco prima, sempre a X Love, abbiamo visto perlopiù ragazzi pagare quasi 700 euro per un corso di approccio ai sentimenti con le donne. Insomma, per «rimorchiare».

    E qui, finalmente, nella seconda parte del programma, è venuta fuori la vera «iena» che è in Nina Palmieri a cui, quasi paradossalmente, sembrano stare più stretti i panni di Ilary Blasi e meno stretti, anzi per niente, quelli di inviata, in giro tra ragazzi “normali”, vecchie e nuove star della tivù.

    L’effetto confusione con Le Iene (intelligente) premierà la sfida degli ascolti? Tre puntate per adesso, ma in futuro l’on the road? Ah, il “furto” di Nadia Toffa col servizio «Tre grandi donne» è l’ (auto)ammissione di una parte «buona» de Le Iene che cambia sesso, come le protagoniste della storia.

    Auguri.

    Nella fotogallery di Televisionando il racconto in immagini della puntata

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