X Factor 8, Elio conferma l’addio: ‘Non è un programma rivoluzionario’

X Factor 8, Elio conferma l’addio: ‘Non è un programma rivoluzionario’

X Factor 8, Elio conferma l'addio: 'Non è un programma rivoluzionario'

    Dopo la conferma di Mika, X Factor 8 perde Elio: dopo quattro edizioni, il frontman degli Elio e le storie tese annuncia il suo addio al talent di Sky con un’intervista a “Il Fatto Quotidiano”, nel quale spiega le motivazioni della sua decisione e non risparmia frecciatine al veleno.

    Chiaramente X-Factor non è un programma rivoluzionario, anche se a Sky è migliorato. Lo volevo fare solo un anno, sono rimasto quattro, e non lo farò mai più: mai più. Sono contro la filosofia dei talent, ma se non li avessi frequentati non mi sarei potuto permettere Il Musichione”.

    Così Elio annuncia il suo addio da X Factor 8, che ritroverà comunque Mika – in attesa di capire cosa faranno Simona Ventura e Morgan; al suo posto potrebbero arrivare Marco Mengoni o Tiziano Ferro, e, in posizione (molto) più defilata, Arisa o Anna Tatangelo.

    Non è la prima volta che Elio critica X Factor, ricordiamo l’anno scorso, proprio al sito di Sky, aveva spiegato di non “credere più nell’originalità a X Factor. Quest’anno ho accettato dopo lunghi tentennamenti, mi sono confidato con gli organizzatori che mettono in piede edizioni sempre più interessanti di questa trasmissione. Insieme a loro ho cercato motivi validi per prendere parte ancora una volta alla kermesse, visto che loro insistevano. Altrimenti non mi sarei neanche impegnato“.

    E nell’attesa di sapere cosa attende Stefano Belisari, in arte Elio, per il futuro, non si può non lodare la coerenza di un personaggio che, preso atto di non trovarsi più a suo agio in un format, lo abbandona per rispetto di se stesso e dei telespettatori.

    Certo, visti gli ascolti, è improbabile un nuovo Musichione, anche se il cantante ringrazia la Rai per “Ringraziamo la Rai che ci ha dato carta bianca, anzi bianchissima, infatti il programma era un caos. E comunque basta con il mito degli ascolti. La tv deve anche essere altro: diffusione, cultura, sperimentazione. Ancor più in Rai. Ecco perché, dal mio punto di vista, Il Musichione è stato un successo”.

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