Weekend di rivolta sull’Isola dei Famosi: prova Leader sospesa e Belmondo pronto a ritirarsi

Weekend di rivolta sull’Isola dei Famosi: prova Leader sospesa e Belmondo pronto a ritirarsi

Nuove polemiche sull'isola dei famosi

    “Fischia il vento e infuria la bufera” sull’Isola dei Famosi, dove nel fine settimana ha tenuto banco la rivolta dei naufraghi contro la Produzione. Motivo del contendere la prova Leader, considerata troppo rischiosa e ai limiti delle norme sulla sicurezza dei lavoratori(!).

    A capo dei ribelli, neanche a dirlo, il prof. Cecchi Paone che torna a farsi sentire dopo l’exploit della prima serata e due settimane di relativa calma. Di fronte alla reazione dei partecipanti la prova viene sospesa con tanto di minacce di sanzioni verso i naufraghi da parte della Produzione, con la quale i partecipanti hanno poi avuto un incontro chiarificatore. Alla fine tutto sfuma in una bolla di sapone: la prova si farà esattamente come previsto, senza alcuna variazione. Si scopre infine che il gruppo aveva già stabilito di boicottare la prova prima ancora che venisse loro illustrata per sottolineare la necessità di una maggiore attenzione nei propri confronti. Peccato che Paul non fosse stato avvertito dell’accordo e che abbia cercato di minimizzare il suo incidente. L’unico risultato ottenuto, quindi, è il probabile ritiro di Paul, stanco dell’ostilità dei compagni.

    Innazitutto la cronaca: la prova leader del sabato consiste nel rimanere, il più a lungo possibile, in equilibrio su un palo con un solo piede in appoggio. La difficoltà maggiore consiste nel fatto che il palo si abbassa progressivamente, grazie a delle piccole detonazioni determinate dall’accensione di alcuni petardi alla base dello stesso. Da qui la polemica, che vede Cecchi Paone gridare alla violazione delle norme della legge 626 (sicurezza dei lavoratori) e accusare la produzione di negligenza, considerati gli incidenti occorsi a Paul Belmondo e a Claudio durante prova ricompensa di mercoledi scorso e la ferita di Coco, che ha rischiato di tagliarsi un nervo della mano con il machete. Al grido “Siamo tutti professionisti” il gruppo – alquanto passivo a dire il vero – segue la decisione di Cecchi Paone di non sostenere la prova. L’unica vera pasionaria che combatte accanto al prof. è Viviana, che già minaccia una nuova polemica in diretta (e sono tre!).

    la_rivolta_dell_Isola

    Ma la rivolta è stata studiata a tavolino dal gruppo, che però non ha avvertito Paul, appena tornato dall’ospedale. Risultato?
    Nella sua invettiva operaia, Cecchi Paone chiama in causa proprio la spalla lussata di Belmondo come caso esemplare della scarsa professionalità della Produzione. Ma Paul non ci sta. Non ha fatto polemica in prima persona e non sopporta di essere “usato” come vessillo di insubordinazione. Una richiesta comprensibile che viene paradossalmente letta come una connivenza con il “padrone”, come l’ennesimo tentativo, da parte di Paul, di mettersi sul piedistallo e di mostrarsi superiore ai suoi compagni. Dati i presupposti, la reazione del gruppo poteva essere letta come un’ulteriore recita a supporto della propria protesta, ma così non è. I compagni continuano ad accusarlo anche sulla via del ritorno e lo isolano. Davvero incredibile, dal momento che nessuno gli aveva preannunciato le intenzioni del gruppo.

    Secca la decisione di Belmondo di abbandonare il gioco. La notizia circola rapidamente senza agitare più di tanto il gruppo che non aveva neanche visto di buon occhio il suo ritorno sull’Isola. “Che torna a fare se non è in condizione di far nulla” sentenzia prima del suo ritorno Cristiano Malgioglio, con la benedizione di Karen, Vittorio, Manuela e Coco che, perso il suo fair-play, non esita a dirgli “Ma che sei tornato a fare?”, a poche ore dai grandi abbracci di bentornato.

    il_ritorno_di_Paul_Belmondo_isola_dei_famosi

    La riunione richiesta con gli autori ha luogo. In rappresentanza del gruppo va il “diplomatico” Cecchi Paone che torna poi dai compagni annunciando che la Produzione è disposta a mettere una pietra sopra all’accaduto, annullando quindi le sanzioni previste dal regolamento, a condizione che la prova si svolga senza alcuna modifica. Il gruppo, incomprensibilmente, accetta. Intanto la frattura con Belmondo appare insanabile, ma la Produzione ottiene una “proroga” al ritiro, che potrà avvenire in diretta con gli opportuni chiarimenti dovuti al pubblico.

    L’ulimo atto si svolge nella cornice di Quelli che il calcio e…: la prova Leader si è tenuta e il vincitore verrà svelato nella striscia di stasera. Ma la vera notizia la dà Paul Belmondo che dichiara di essersi lussato la spalla sbattendo non contro un tronco, bensì contro le generose forme di Debora Caprioglio durante la staffetta (per rinfrescarsi la memoria sulla prova ricompensa di mercoledi scorso rileggi la nostra blog cronaca).

    Fin qui i fatti, ma ci sia permesso un commento finale. Che la quinta edizione del reality Rai si annunciasse particolarmente calda si era capito sin dalla prima puntata, con Cecchi Paone intenzionato a moralizzare le regole del gioco e a svolgere il ruolo di “distubatore”. Ma qui le contestazioni sono ormai all’ordine del giorno, complice anche la difficile integrazione tra famosi e non famosi – stavolta coalizzati contro un comune nemico – e le particolari difficoltà nel reperimento del cibo.
    Cresce però il sospetto che sia tutta una farsa costruita non sulla spiaggia di Cayo Cochinos ma negli studi della Rai. Il progressivo e generalizzato calo degli ascolti televisivi, la tanto annunciata morte dei reality, la personale necessità di riscatto di Simona Ventura, tornata alla conduzione dell’Isola dopo il flop di Colpo di Genio, fanno pensare che sia tutto studiato. Ma c’è un errore nella sceneggiatura: se si vuole la lotta per alzare gli ascolti che lotta sia, fino in fondo, fino alla rottura. Non si può vedere Simona cedere al primo colpo con Cecchi Paone nè ridurre la sicurezza sul lavoro ad una pantomima per alzare lo share della striscia quotidiana e avere qualcosa da dire il mercoledi. C’è davvero qualcuno che lotta per i propri diritti.
    L’Isola poteva unire l’utile al dilettevole. La battaglia dei “lavoratori dello spettacolo” poteva servire sia agli ascolti sia al pubblico, che avrebbe potuto vedere i vip lottare come loro per il rispetto di leggi essenziali. L’occasione è stata persa e in maniera davvero discutibile.

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