Warehouse 13, una prima recensione (foto e video)

Warehouse 13, una prima recensione (foto e video)

Cosa succederebbe se nel mondo ci fossero oggetti pericolosi che potenzialmente fanno impazzire la gente ispirandogli istinti omicidi? La risposta è che ci sarebbe una misteriosa organizzazione governativa e supersegreta 'capitata' da una Mrs Frederick (CCH Pounder, semplicemente maestosa sin dalla prima puntata) che assolda due agenti dell'FBI diversissimi tra loro i quali, coadiuvati da uno scienziato, tenteranno di rendere questi oggetti innocui

    Prendete Fringe, mischiatelo ad Indiana Jones con un tocco di crime umoristico (à la Moonlight), aggiungeteci X Files ed Indiana Jones: il risultato sarà Warehouse 13, serie al debutto nei giorni scorsi su Sci Fi Channel che per l’occasione ha cambiato nome in SyFy.

    Cosa succederebbe se nel mondo ci fossero oggetti pericolosi per il mondo, che ad esempio fanno impazzire la gente ispirandogli istinti omicidi? La risposta è che ci sarebbe una misteriosa organizzazione governativa e supersegreta ‘capitata’ da una Mrs Frederick (CCH Pounder, semplicemente maestosa sin dalla prima puntata) che assolda due agenti dell’FBI diversissimi tra loro i quali, coadiuvati da uno scienziato, tenteranno di rendere questi oggetti innocui. La loro destinazione è “la soffitta d’America”, appunto lo Warehouse 13 (magazzino 13).

    E’ questa la trama della nuova “Warehouse 13″, serie nata da un’idea di Rockne O’Bannon, Jane Espenson (Battlestar Galactica e Dollhouse) e D. Brent Mote, con protagonisti l’agente Peter Lattimer (Eddie McClintock), agente istintivo che vive seguendo delle non meglio precisate “vibrazioni”, l’agente Myka Bering (Joanne Kelly), precisina e ambiziosa, e lo scienziato/capo della struttura Arthur “Artie” Nielsen (Saul Rubinek).

    Questo il cast principale della serie, ma come personaggi di contorno troviamo anche Leena (Genelle Williams), giovane proprietaria del bed & breakfast dove i nostri agenti soggiornano, Claudia Donovan (Allison Scagliotti), l’esperta tecnologica che collabora con Artie, la già citata Mrs. Frederick (C. C. H. Pounder), che sembra riuscire ad arrivare ovunque e dovunque, e Daniel Dickenson (Samuel Reynolds), ex boss dei due agenti protagonisti.

    Al debutto il sette luglio scorso, “Warehouse 13″ è stata vista da 3.5 milioni di telespettatori, terzo miglior risultato per la rete dopo “Stargate: Atlantis” ed “Eureka”, nonché programma più visto sulle reti via cavo nella serata di venerdì.

    Almeno dal pilot, ci sentiamo di dire che se la serie saprà evitare di prendersi troppo sul serio – per quello, abbiamo già Fringe di JJ Abrams in onda su Fox – e soprattutto se i due agenti non si infileranno in una relazione senza speranza à la Mulder e Scully (personalmente la sottoscritta pensa di non poter aspettare altri 27 anni per vedere un bacio, no grazie), le potenzialità per un buon progetto ci sono tutte.

    La relazione tra Eddie McClintock e Joanne Kelly, i due attori che prestano il volto ai protagonisti, va comunque tenuta d’occhio: “I due – ha spiegato il produttore esecutivo Jack Kenny – sono più come fratello e sorella, sanno come ‘spingere’ i bottoni dell’altro, litigano, sanno quello fa ridere l’altro. Insomma, sanno così tanto l’uno dell’altro che sarebbe strano se finissero insieme, cosa che non succederà per un po’…semmai accadrà“.

    Nelle prossime puntate di Warehouse 13, inoltre, vedremo Tricia Helfer (sarà l’agente Bonnie Belski), Mark Sheppard (Dollhouse, Medium) ed una tripletta di attori da Eureka (Joe Morton, Niall Matter ed Erica Cerra), continueremo a vedere Gabriel Hogan (Sam, l’ex partner deceduto di Myka, i cui veri genitori Michael e Susan Hogan, nella serie interpretano i genitori di Myka): insomma, come ha spiegato Kenny “Ci manca solo Hulk Hogan per avere l’intera famiglia nella serie!

    Particolare attenzione va fatta agli oggetti da cacciare: vero è che nelle prossime puntate vedremo il vaso di Pandora e lo specchio di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma secondo il produttore esecutivo “i manufatti sono sempre collegati alle persone, a come queste vogliono che sia la loro vita. Anche i nostri personaggi hanno i loro manufatti, Myka la foto di Sam e Pete il distintivo da pompiere del padre. Tutti noi abbiamo dei manufatti, cose che portiamo con noi, storie che hanno un effetto sulle nostre vite e su come agiamo“.

    Serietà a parte, in Warehouse 13 non mancheranno le risate: “Ce ne saranno un sacco – anticipa Kenny – soprattutto perché quando i nostri andranno in cerca di questi oggetti pericolosi faranno cose che penserete non possano esistere. E quindi ci sarà un sacco di divertimento“.

    Warehouse 13 – Il trailer

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