Walter Chiari rivive con Alessio Boni: la miniserie stasera e domani su RaiUno

Walter Chiari rivive con Alessio Boni: la miniserie stasera e domani su RaiUno

Walter Chiari - Fino all'ultima risata: la 'maschera tragica' di un grande del nostro spettacolo in una miniserie di RaiUno con Alessio Boni, in onda domenica 26 e lunedì 27 febbraio

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    Al via questa sera, domenica 26 febbraio, su RaiUno la miniserie in due parti Walter Chiari – Fino all’ultima risata, biografia del celebre attore di cui lo scorso dicembre è ricorso il 20mo anniversario della morte, che rivive sullo schermo con lo sguardo e la bravura di Alessio Boni. Un progetto di cui si parla da tempo e che arriva in tv prodotto dalla Casanova Entertainment di Luca Barbareschi e con la regia di Enzo Monteleone, che ne ha curato anche soggetto e sceneggiatura con Luca Rossi. E la presenza del figlio Simone Annichiarico in un cameo na inizio prima puntata è il ‘suggello’ della sua ‘benedizione’.

    Dal ring al palcoscenico, dalla Dolce Vita al carcere negli anni ’70 per uso, detenzione e spaccio di cocaina: difficile sintetizzare la vita artistica e la parabola umana di Walter Chiari, protagonista indiscusso dei palcoscenici italiani, balzato dalla catena di montaggio della Isotta-Fraschini e dai ring di periferia come pugile dilettante alle ribalta ribalza del jet-set internazionale grazie a un assoluto talento comico e attoriale e al savoir-faire da seduttore che ha conquistato anche una delle dive hollywoodiane più in voga del momento, la magnetica Ava Gardner. Genio e sregolatezza, virtù artistiche e vizi privati costellano l’intensa vita di Walter Chiari, che Alessio Boni cerca di restituire a vantaggio del pubblico più giovane, che non l’ha conosciuto, e senza ‘tradire’ i ricordi di chi lo ha apprezzato seguendone la carriera teatrale, cinematografica e televisiva. Operazione non facile, né per l’attore protagonista, né per il reparto scrittura, che si spera (ma lo scopriremo solo domani, al termine della miniserie) non abbia puntato solo sull’aspetto ‘scandalistico’ e voyeristico di una storia per alcuni versi archetipica della capacità autodistruttiva di un talento assoluto e abbia davvero tentato di raccontare per quanto possibile, le tante sfaccettature di un uomo complesso e difficilmente ‘catalogabile’.

    Lo spartiacque narrativo intorno cui ruota il racconto è proprio l’arresto per cocaina negli anni ’70: inizia da qui la prima parte, in onda stasera alle 21.30 su RaiUno, che poi procede in flashback a ricostruire l’ascesa del giovane Walter Annichiarico, capitato quasi per caso sulle tavole dell’avanspettacolo e quindi ‘imprenditore’ di se stesso come fondatore di una nuova compagnia con l’inseparabile Carlo Campanini, col quale riporta in auge le gag dei De Rege, caposaldo del suo repertorio. Dalla sinossi, il rutilante successo nel mondo dello spettacolo è raccontato essenzialmente dalle sue vicende sentimentali: dall’incontro con Lucia Bosé all’amore per Ava Gardner, naufragato per le gelosia della donna e il suo ricorso all’alcool, fino all’incontro fulminante con Alida Chelli, che gli dà il suo unico figlio, Simone – oggi attore e ‘prestato’ alla conduzione di Italia’s Got Talent.

    La chiave, quindi, resta quella privata: dopo i 100 giorni in carcere, la Rai (cui pure ha regalato perle rimaste nelle Teche di Viale Mazzini), il teatro e il cinema lo abbandonano. Ed è stridente il contrasto con quello che 40 anni dopo – certo non pochi – succede nel nostro show-biz, con protagonisti più o meno discutibili che conquistano riflettori e copertine proprio sulla scia di scandali un tempo causa di ostracismo e di oblio. Va a pezzi anche la sua vita privata: Alida Chelli, da pochi mesi sua moglie, lo lascia portando in America il figlio Simone. Ma è proprio il rapporto con il figlio Simone a costituire la chiave narrativa della seconda parte: tra il declino in locali di second’ordine, le difficoltà economiche, la solitudine cercata e subita, il ritorno alla cocaina, che mina per sempre la sua carriera, è il figlio a ridargli la voglia di vivere, o quantomeno cerca in lui un’àncora di salvezza.

    E’ proprio Simone a offrirgli l’occasione del riscatto, con un film, Romance, che vede Chiari in lizza per la Coppa Volpi come miglior attore protagonista al Festival del cinema di Venezia. La manca per un soffio e sarà la sua ennesima delusione. Muore pochi giorni prima del Natale 1991 con un’unica consolazione, quella di ver ritrovato suo figlio.

    Non facile neanche ricostruire un cast ‘credibile’ per raccontare la vita di Chiari: a Bianca Guaccero il compito di interpretare il ruolo di Valeria Fabrizi, l’amica di una vita, mentre Dajana Roncione è Alida Chelli e Anna Drijver si misura col mito Ava Gardner. Karin Proia è Sophie Blondel, Caterina Misasi veste i panni di Lucia Bosè e a Federico Costantini tocca il ‘peso’ di misurarsi col ‘coetaneo’ Simone Annichiarico.

    Sfida ostica, per molti aspetti, non ultimo il voler raccontare la storia privata di un grande del nostro spettacolo, ancora vivo nella memoria del pubblico. Vedremo stasera e domani il risultato.

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