Vittorio Sgarbi si rifugia a Canale 5 dopo il flop su RaiUno

Vittorio Sgarbi si rifugia a Canale 5 dopo il flop su RaiUno

Vittorio Sgarbi corre a Canale 5 per riappropriarsi del suo ruolo tv preferito, quello dell'ospite, dopo il flop alla conduzione di Ora Ci tocca anche Sgarbi, su RaiUno

da in Domenica Cinque, Vittorio Sgarbi
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    Vittorio Sgarbi figlio carlo raiuno

    Dopo il bruciante flop su RaiUno con Ora ci Tocca anche Sgarbi, Vittorio Sgarbi va a farsi leccare le ferite dal ‘caloroso’ (e ammaestrato) pubblico di Domenica Cinque, che gli dedica un’ampia pagina del suo contenitore per ‘riflettere’ suugli errori commessi nello show cancellato dopo una sola puntata (bastata a far abbassare drasticamente la media degli ascolti primaverili dell’ammiraglia Rai). Sgarbi ammette di aver sbagliato nell’aver voluto fare tutto da solo e dichiara: “Non posso e non voglio condurre“. E’ una promessa?

    Vittorio Sgarbi corre a Canale 5 dopo il flop del suo programma da prime time su RaiUno e si consola nel salotto domenicale di Federica Panicucci, che gli lascia ampio spazio per analizzare gli errori commessi e per ‘rilanciare’ la sua immagine tv, appannata dalla prova poco felice in casa Rai. “Se il contenuto di una trasmissione si misura sull’ascolto, è una tragedia” dice Sgarbi, che però si dichiara comunque vincitore. “Ho vinto su un punto però. Nessuno ha parlato del programma che ha vinto la serata in cui sono andato in onda io (Chi l’ha Visto?, n.d.r.). Il vincitore è stato occultato, il perdente è stato ovunque discusso; evidentemente erano felici della mia sconfitta e io sono felice della loro felicità“.

    Vabbé, la retorica non difetta certo a Sgarbi, che riesce sempre a cadere in piedi, nonostante l’assurdità di certe dichiarazioni (ovvio che si parlasse di lui e non del programma vincitore, chi fa grandi proclami alla vigilia rischia di diventare il bersaglio delle critiche), ma il critico ammette di aver sbagliato a gestire il suo programma già nella decisione di non aver voluto al suo fianco ‘un mediatore’, un conduttore che gli facesse da contraltare. Si era parlato di Giletti, di Lamberto Sposini, nonché di Alessandro Cecchi Paone che, in studio con lui, si becca anche una ‘promozione postuma’. “Cecchi Paone sarebbe stato il conduttore giusto perché avrebbe contribuito a equilibrare il tutto. Ho sbagliato” dice quindi Vittorio, che nel corso di Ora ci Tocca anche Sgarbi si era di fatto ‘scusato’ con lui per una rissa tv di qualche anno fa, incentrata sulla morte di Eluana Englaro.

    Per non farsi mancare nulla chiama in diretta anche Morgan (definito da Sgarbi ‘il Caravaggio dei nostri tempi’) che lo difende a spada tratta dopo averlo fatto anche sulle colonne del Corriere della Sera ospitato da Aldo Grasso, cui ha inviato una lettera aperta. “Hanno rimproverato a Sgarbi uno stile confusionario e non perfetto, cadendo così nella trappola degli schemi rigidi – ha scritto Morgan – L’imperfezione di Vittorio, invece, è sintomo di fantasia e creatività, frutto di improvvisazione e di una capacità di non fissare le scalette in modo meccanico o preordinato, libera dall’ossessione della forma.

    [...] La Rai pareva tornata alla funzione del servizio pubblico: educativa, capace di prendere per mano il mercato e di condurre il pubblico verso la conoscenza. [...] Quando si tratta di Cultura i numeri andrebbero lasciati da parte. [...] E’ certo che Sgarbi non è un uomo comune, ha il Verbo dalla sua. Noi che siamo incapaci di comprendere quanto questo sia prezioso, oggi gli tappiamo la bocca“.

    Di certo l”incidente di percorso’ non fermerà Sgarbi, che anzi si è immediatamente riappropriato del ‘suo ruolo, quello di ospite dirompente, di opinionista puntuto, di rissoso accentratore di telecamere. Diciamo che ha messo da parte la conduzione, per sua stessa ammissione a lui non confacente: “Io sto bene in una trasmissione in cui c’è tanta gente che parla e io che reagisco. Io non posso e non voglio condurre, lo trovo mortificante“.
    Beh, e si decidesse a fare (e glielo permettessero) una striscia sulla storia dell’arte sarebbe imbattibile.

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