Virtuality rimane un film per la tv

Virtuality rimane un film per la tv

Virtuality sarà solo un film per la tv da due ore: la Fox ha finalmente (e purtroppo) deciso cosa fare della nuova creazione di Ronald D

    Virtuality, il cast

    Virtuality sarà solo un film per la tv da due ore: la Fox ha finalmente (e purtroppo) deciso cosa fare della nuova creazione di Ronald D. Moore, che purtroppo sarà un progetto autoconclusivo.

    Di Virtuality si parla da oltre un anno – era stata ‘presentata’ assieme con Fringe – ma non ci pare che la Fox ci abbia mai creduto veramente: il tv movie non diventerà mai una serie tv vera e propria, ma gli executive della rete sono rimasti impressionati dall’alta qualità del prodotto ed hanno deciso di trasmetterlo questo venerdì.

    Nei giorni scorsi era emersa la possibilità che la Fox avrebbe dato il via libera alla serie, ma passati gli upfronts e visto niente di nuovo all’orizzonte, i fan hanno un po’ perso le speranze, anche a causa delle parole di Doug Drexler (l’addetto agli effetti speciali), che in un post sul suo blog aveva scritto “there is no word on a series”, ossia “non ci sono news su [un ordine per diventare] una serie tv“.

    Non che la cosa ci stupisca, visto che dall’aprile del 2008 Virtuality (qui un video da un quarto d’ora) era praticamente sparita dai radar dei media (a parte quelli dedicati alla fantascienza, non è che se ne parlasse come si parla di Dr House & co.): ambientata su Phaeton, navicella spaziale che da 10 anni è in viaggio per raggiungere un sistema solare simile al nostro, Virtuality racconta della vita virtuale dei dodici membri dell’equipaggio, realtà creata dalla Nasa per aiutare i dodici a tenersi allenati: ma la missione entrerà in una fase decisamente no quando un misterioso virus infetterà il sistema e metterà le vite di tutti in pericolo…

    Nei giorni scorsi Ronald D Moore aveva parlato del progetto, spiegando le differenze con Star Trek: “La sala ologrammiaveva spiegato Mooreè uno spazio fisico creato di fronte a voi, che potete toccare e sentire ed in cui potete interagire. In termini di storyline non punteremo sul fatto che se una persona muore nello spazio virtuale muore anche in quello reale, chi muore viene solo cacciato dal programma.

    Su Phaeton la gente si dedica alla realtà virtuale per divertirsi e passare il tempo“.

    Ed anticipando quello che poi sarebbe avvenuto, l’intervistatore aveva chiesto a Moore cosa avrebbe fatto in caso di mancata promozione a serie: la risposta è stata che potrebbe essere probabile un altro tv movie, qualche extra per dvd o addirittura una versione fumetto che contribuisca ad creare una mitologia di Virtuality. Insomma, tutte le opzioni sono sul tavolo, certo è che dopo aver visto Battlestar Galactica, ci mancherà il non avere Virtuality in versione serie tv.

    Foto: scifiwire.com

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