Virtuality debutta il 4 luglio su Fox, con qualche problema

Buone/brutte notizie per i fan di Ronald D

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    Ronald D. Moore, Virtuality

    Buone/brutte notizie per i fan di Ronald D. Moore: la Fox ha infatti dato uno slot al pilot di Virtuality, nuova serie sci-fi della “volpe”, che però gli americani vedranno a partire dal 4 luglio…un sabato.

    Se di solito lo slot della morte viene considerato il venerdì, non è che il sabato sia poi meglio; come che sia, gli americani vedranno le due ore del pilot di Virtuality, progetto co-creato da Michael Taylor e Ronald D. Moore (“Battlestar Galactica”), a partire da sabato 4 luglio.

    Qua e là avevamo già parlato di Virtuality, serie ambientata su Phaeton, navicella spaziale che da 10 anni è in viaggio per raggiungere un sistema solare simile al nostro. Per aiutare i dodici membri dell’equipaggio a tenersi allenati, la NASA ha equipaggiato Phaeton con un avanzatato sistema di realtà virtuale, che permette ai dodici di assumere le identità – tramite avatar – a loro più congeniali e andare dove vogliono. Ma la missione entrerà in una fase decisamente no quando un misterioso virus infetterà il sistema e metterà le vite di tutti in pericolo.

    Tra i protagonisti di Virtuality, Clea DuVall, Erik Jensen, Jose Pablo Cantillo, Gene Farber, James D’Arcy, Jimmi Simpson, Kerry Bishe, Joy Bryant, Nelson Lee, Nikolaj Coster-Waldau, Omar Metwally, Richie Coster e Sienna Guillory.

    Insomma, per quanto possiamo dirci contenti che un progetto di cui si parla da oltre un anno sia finalmente realtà (non virtuale, eheh) c’è anche da dire che il sabato non è esattamente un buon giorno per far debuttare una nuova serie.

    E come già accaduto con produzione e sceneggiatura,”>Dollhouse (problemi di produzione e soprattutto sceneggiatura), pare che Fox, sin dallo scorso dicembre, abbia pesantemente “influito” su alcuni cambi di sceneggiatura apportati in corso d’opera, per rendere il pilot più “mainstream”. Non è chiaro però, vista l’ambientazione spaziale, quanto esattamente mainstream possa diventare Virtuality, senza considerare che – secondo chi ha già visto il pilot – lo ha definito sicuramente più mainstream di Battlestar Galactica, ma comunque come un prodotto che non attirerà, ad esempio, (tutti) i fan di Desperate Housewives e Battlestar Galactica.

    Nota a margine, infine, lo scorso settembre la serie è finita in qualche guaio dato che lo scrittore Joe Haldeman ha fatto sapere che “Virtuality” ricorda molto il suo romanzo del 2005 “Old Twentieth” (“L’astronave immortale” in italiano), incentrato su un’astronave, Aspera, in viaggio da 1000 anni verso Beta Hydril. E anche qui, per far passare il tempo e non far ammattire l’equipaggio, c’è un sistema di realtà virtuale che dà la possibilità di “viaggiare”. Al momento non risultano querele in corso, ma la Fox potrebbe essere ritenuta responsabile di aver diffuso il plagio.

    Immagine tratta da: http://www.midamericon.org/