Vinicio Marchioni e Alessandro Roja a Giffoni Experience

Vinicio Marchioni e Alessandro Roja, rispettivamente il Freddo e il Dandi di Romanzo Criminale - La Serie, hanno raggiunto nel pomeriggio Giffoni Experience

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    Vinicio Marchioni e Alessandro Roja, rispettivamente il Freddo e il Dandi di Romanzo Criminale – La Serie, hanno raggiunto nel pomeriggio Giffoni Experience per incontrare i giurati del Festival, ormai vicino alla sua conclusione. Televisionando li ha intervistati per voi.

    I nomi di Vinicio Marchioni e Alessandro Roja sono, si voglia o meno, strettamente legati a qualli de Il Freddo e de Il Dandi, i due membri della Banda della Magliana rivista in salsa fictional da Sky Cinema per la serie Romanzo Criminale: una sfida non facile la loro, così come per tutti gli altri interpreti della serie tv che hanno dovuto fare i conti, in un lasso di tempo davvero breve, non solo con il grande successo del romanzo di Giancarlo De Cataldo (2002), ma anche con il clamoroso riscontro della versione cinematografica firmata da Michele Placido, del 2005.

    Insomma, una situazione non certo agevole, in cui il rischio del confronto è stato davvero molto alto, ma che cast e produzione hanno superato brillantemente: dopo aver conquistato il pubblico di Sky Cinema, la serie di Romanzo Criminale ha riscosso grandissimo successo anche in Francia, dove è in onda da un paio di settimane su Canal + con un incremento costante di ascolti e un gran calore da parte della stampa e della critica. Mentre si sta contrattando per la vendita della serie in America Latina, Germania e Svizzera, manca ancora tempo per la realizzazione del sequel: Marchioni e Roja confermano di non aver ancora ricevuto la sceneggiatura (“Stiamo fremendo”, dice Vinicio) ma annunciano che dovrebbero tornare sul set a gennaio 2010.

    Intanto entrambi stanno lavorando a nuovi progetti cinematografici: ma andiamo con ordine e godiamoci insieme questa nostra intervista ai due attori, che approfittiamo per ringraziare ancora anche dalle ‘colonne’ di Televisionando.

    Romanzo Criminale è un prodotto ‘atipicoì per la produzione audiovisiva italiana: grande successo come libro, una prima trasposizione cinematografica diventata rapidamente un cult, cui è seguita una versione per la tv: qual è stato il vostro rapporto con il testo letterario e con il film nella preparazione dei vostri personaggi tv?

    Vinicio Marchioni: “Avevo già letto il libro e avevo visto il film all’uscita. Se il libro è rimasta una fonte primaria, quando ho saputo che avrei interpretato il Freddo ho preferito non rivedere il film per ‘evitare sensi di colpa’: l’interpretazione di Kim Rossi Stuart era stata splendida, dovevo cercare una mia strada. Ma nessuno di noi ha sentito il peso del confronto con gli interpreti del film: in questo è stata fondamentale la scrittura, la sceneggiatura, necessariamente molto diversa da quella cinematografica. Sapevamo che saremmo stati i ‘fratellini minori’ del film, ma la serialità ha i suoi aspetti positivi: permette di approfondire temi e personaggi che in tre ore di film tratti in maniera diversa. Alla fine sono usciti fuori due prodotti completamente diversi, anche perché il romanzo di De Cataldo, per come è denso, potrebbe davvero non ‘finire mai’ potrebbe continuare a essere una fonte narrativa a lungo: trovi sempre storie, aspetti, dettagli su cui puoi tranquillamente continuare a scrivere sceneggiature“. E in questa risposta si sente tutto l’eco della grande passione di Vinicio per la letteratura: del resto da piccolo voleva fare lo scrittore e ha studiato letteratura all’università. Vedremo tra breve come questa sua passione e questa sua inclinazione non sono andate affato perdute.

    Il ruolo centrale della scrittura seriale viene riconosciuto anche da Alessandro Roja, che ha seguito un percorso analogo a quello di Vinicio: “Ho letto il libro in tempi non sospetti e quando ho saputo che avrei interpretato il Dandi ero casualmente su Skype con Claudio Santamaria (il suo ‘alter ego’ cinematografico, n.d.r.), mio grande amico. Nel fare mio quel ruolo non sono stato influenzato dalla sua interpretazione o per lo meno non mi ha influenzato sullo specifico: essendo mio amico ed essendo un grande attore certo guardo a lui come fonte di consigli e di ispirazione, ma a prescindere dal Dandi“.

    Romanzo Criminale – La Serie è stato un prodotto di rottura nel panorama fictional italiano degli ultimi anni, insieme ad altri prodotti della ‘nuova scuola’ di matrice satellitare (Sky Cinema e Fox Italia per intenderci, n.d.r.). Entrambe, però, avete già lavorato nella ‘fiction tradizionale’, quella analogica: quali differenze avete trovato tra questi due mondi?

    Vinicio Marchioni: “Beh, senza dubbio c’è più libertà a Sky, ma non è tanto una questione di minore pressione per l’Auditel o cose meramente commerciali: non solo abbiamo trovato un team di sceneggiatori di altissimo livello, ma finora non mi era mai capitato di incontrare persone entusiaste di aver cominciato a lavorare al progetto un anno e mezzo prima della sua effettiva realizzazione. Certe cose altrove non esistono“.

    Conferma la maggiore libertà di espressione, di mentalità e di rapporto anche Alessandro Roja, che ricorda la sua esperienza in Incantesimo 7: “In fin dei conti io per primo sono uno ‘di rottura’: ricordo la mia esperienza in Incantesimo, dove lavorai quando era ancora in pellicola (insomma, prima della svolta soap, n.d.r.) e io, fresco di studi approcciai al ruolo così come avevo sperimentato alla Scuola Nazionale di Cinema: mi fecero immediatamente capire che avrei dovuto avere un atteggiamento diverso, più canonico. Alla fine Romanzo Criminale è stato un matrimonio perfetto con la mia indole fuori dagli schemi“.

    Chissà perché questo aneddoto ci fa venire in mente una scena di Boris, in cui il regista affronta l’attore teatrale guest star della serie (interpretato da Roberto Herlitzka) e come suggerimento per affrontare al meglio il suo cameo ne Gli Occhi del Cuore lo esorta a recitare “a ca**o di cane!”. Il caso ci sembra analogo.

    L’ultima domanda non poteva che vertere sui progetti futuri, a parte la seconda stagione di Romanzo Criminale.

    Vinicio Marchioni: “Sono nel cast dell’opera prima di Emiliano Corapi, Sulla strada di Casa, insieme a Donatella Finocchiaro, Claudia Pandolfi e Daniele Liotti e ho scritto una pièce teatrale su Dino Campana che debutterà dal 7 al 20 dicembre al teatro Argot di Roma. In tv mi vedrete dal 7 settembre su La7 in Città Criminali, una serie di 8 puntate dedicati a casi di cronaca che hanno interessato altrettante città del nostro Paese, dalla Genova di Donato Bilancia alla Bologna della Uno Bianca per intenderci. Il mio ruolo sarà quello di ‘narratore’, a me spetta introdurre e accompagnare il pubblico nella ricostruzione fictional girata sui ‘luoghi del crimine. Inizialmente non volevo farlo, ero un po’ perplesso: non mi andava di farmi vedere troppo, poi il pubblico si abitua e si finisce per perdere la magia dello schermo. Ma il progetto mi è piaciuto e così sono entrato a farne parte“.

    Cinema anche per Alessandro Roja, impegnato in Tutto l’Amore del Mondo, un film prodotto da Medusa Cinema e diretto da Riccardo Grandi: “E’ un ruolo completamente diverso da quelli che ho finora interpretato, è un personaggio comico che mi ha dato modo di ispirarmi a uno dei miei miti, Carlo Verdone“. In ballo c’è anche un progetto di Alessandro Celli, regista di Uova, che ha vinto il premio come MIglior Cortometraggo ai David di Donatello 2008. Ma di questo parla ancora poco, c’è ancora qualche dettaglio produttivo da mettere a punto. Intanto Alessandro si lascia andare a qualche considerazione sui tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo, uno degli argomenti caldi dell’agenda mediatica italiana (non tanto di quallea politica) che tiene banco anche qui a Giffoni Experience. “Io vorrei sapere quali alternative concrete ha in mente il governo per ‘colmare’ l’annunciato buco di circa 300 milioni di euro previsto per i prossimi anni. Credo che ci sia di fondo un serio problema di comunicazione, sia verso le istituzioni sia verso la gente: si continua a parlare di un danno per l’arte, per la cultura, me nessuno sembra rendersi conto che al di là dei contenuti si è di fronte a un’industria, con un indotto, dei posti di lavoro, un peso economico-produttivo: in un periodo di crisi bisogna incentivare i settori a rischio, per evitare che la produzione si blocchi. Il Fus dev’essere visto principalmente in quest’ottica“.

    Sacrosanto, forse bisognerebbe intervenire, aggiungiamo noi, con la logica sottesa all’ormai famoso Piano Casa per il rilancio del settore edile (lasciamo stare le applicazioni pratiche): ma questa è un’altra storia.