Vigilanza Rai, VinaVillari non si dimette

Riccardo Villari non accenna a dimettersi dall'incarico di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai ottenuto con un blitx del centrodetsra

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    Sembra divertirsi Riccardo Villari, il discusso presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, eletto con i voti della maggioranza. Ex di Barbara D’Urso, noto tra gli scranni del Senato per essere un ‘burlone’ e già soprannominato nel’infanzia VinaVillari, le sue mancate dimissioni stanno impedendo la nomina di Sergio Zavoli, nome sul quale PdL e Pd dichiarano di aver trovato finalmente un’intesa. In alto un servizio a lui dedicato dal Tg3.

    Intervistato da Claudio Sabelli Fioretti, che ha pubblicato il lungo botta e risposta sul suo blog, Riccardo Villari scherza sulle sua permanenza sulla poltrona di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ottenuta con un blitz del centrodestra dopo mesi di secco rifiuto della candidatura di Leoluca Orlando avanzata dal Pd.

    Sembra divertirsi molto: già avvezzo al titolo di Presidente, in virtù della sua nomina a capo del Napoli Club Parlamento, circondato dalla fama di tombeur de femmes (annovera tra i suoi flirt Barbara D’Urso), Riccardo Villari pare non dar molto peso alle polemiche che da giorni hanno come fulcro il suo nome. Eletto senza il placet della sua parte politica, e a quanto pare senza neanche il suo voto, è stato fin da subito spinto alle dimissioni dal centrosinistra, ma ha preso tempo dichiarando che si sarebbe dimesso solo quando si fosse trovato un accordo bipartisan su un nuovo candidato. Spuntato il nome di Sergio Zavoli, ha fatto dietrofront e continua a mantenere la sua posizione, forte dell’impossibilità d’azione da parte di qualsivoglia istituzione o esponente politico. Nonostante l’espulsione dal gruppo parlamentare del Pd e i calorosi inviti del centrodestra a farsi da parte, Villari resta al proprio posto dichiarando di voler cominciare a lavorare e di non dimettersi perché convinto che “la funzionalità delle istituzioni va garantita senza giochetti e sotterfugi e le cose non vanno fatte sotto i tavoli“.

    Stimolato dalle ironiche domande di Sabelli Fioretti, Villari non esita a parlare di sé, del nomignolo affibbiatogli dagli amichetti d’infanzia, VinaVillari, quanto mai adatto data la situazione, ma non fa che trincerarsi dietro a numerosi no comment di fronte alle domande inerenti alle sue intenzioni, alla situazione che ha creato, alle sue contraddittorie dichiarazioni, al comportamento fin qui tenuto. Per l’intervista completa vi rimandiamo al blog di Claudio Sabelli Fioretti. Di sicuro ha il dono dell’ironia, ma proprio per questo dovrebbe sapere che uno scherzo è bello quando dura poco.