Vigilanza Rai, il PdL minaccia dimissioni

I capigruppo del PDL di Camera e Senato chiedono ancora una volta a Ricardo Villari, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, di rassegnare le dimissioni, pena allontanamento dei propri membri dalla Vigilanza, e chiedono l'aiuto dell'opposizione

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    Riccardo Villari

    Il PdL minaccia le dimissioni dei propri membri in carica nella Commissione di Vigilanza Rai se non verrà sciolto definitivamente il nodo Villari: chiedono ancora l’allontanamento del discusso Presidente della Commissione.

    I capigruppo PdL di Camera e Senato annunciano con una lettera la possibilità di andar via dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai se non verrà finalmente risolto il caso che ha per protagonista il neo presidente della Commissione Riccardo Villari, eletto a sorpresa con un blitz del PdL dopo mesi di dura battaglia sul nome di un candidato gradito a maggioranza ed opposizione.

    La situazione è a un vicolo cieco” scrivono Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello. “Senza il concorso dell’opposizione - aggiungono – la Commissione di Vigilanza non può procedere né all’elezione del nuovo Cda, né a quella del presidente della Rai“.

    In breve la Rai continua a sopravvivere in una situazione di stallo che risale alla scorsa primavera, con il cambio di governo. Al cambio di leadership segue una riorganizzazione di tutte le cariche dirigenziali di Viale Mazzini, partendo proprio dall’elezione della Commissione Parlamentare di Vigilanza, organo di controllo politico chiamato a ‘vegliare’ sull’operato della Tv di Stato.

    Dopo mesi di impasse dovuta al mancato accordo tra maggioranza e opposizione sul candidato da proporre all’incarico di Presidente della Commissione, teoricamente da approvare da ambo le parti, e l’elezione a sorpresa di Riccardo Villari, membro (ora ex) del PD, sgradito però a tutte le compagini politiche, ora si è tornati allo stallo.

    Come ricorderete, Villari ‘promise’ che si sarebbe fatto da parte qualora maggioranza e opposizione avessero trovato un accordo su un altro nome: ma quando questo avvenne, con tutti propensi ad eleggere presidente Sergio Zavoli, Villari (ribattezzato dagli amici VinaVillari) non se ne volle andare. A nulla sono valsi gli sforzi di maggioranza e opposizione, che lo ha espulso dalle proprie fila: VinaVillari è ancora lì.

    Urge soluzione: ecco perché il PdL cerca di sbloccare la situazione con un appello allo stesso Villari e all’opposizione perché qualcosa cambi. Ma visto che il presidente della Commissione non può essere sfiduciato né rimosso dall’esterno, abbiamo la sensazione che ci voglia una mossa decisa e concordata di maggioranza e opposizione per resettare tutto e riprendere le procedure dall’inizio. Nel frattempo la Rai continua ad andare avanti con la vecchia gestione: e per ora sembra che continui a cavarsela egregiamente.