Vieni Via con Me, RaiTre: “Una tv diversa è possibile. Grazie Fazio, Saviano e Benigni”

Vieni Via con Me, RaiTre: “Una tv diversa è possibile. Grazie Fazio, Saviano e Benigni”

Il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, ringrazia Fazio, Saviano, Benigni e Abbado per Vieni Via con Me: non solo epr gli ascolti, ma anche perché hanno dimostrato che "La libertà non è nemica della buona televisione

    Il record di ascolti registrato ieri dalla prima puntata di Vieni Via con Me, che ha portato a casa 7.6 milioni di telespettatori, dovrebbe ben inorgoglire la Rai, ma finora l’unico commento ufficiale arrivato da Viale Mazzini è quello del direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, che ha diffuso una nota entusiasta non solo per i dati Auditel del debutto del programma di Fazio e Saviano, ma anche per i contenuti trasmessi, per il potere evocativo del programma. “La libertà non è nemica della buona televisione. E una tv diversa è possibile” dice Ruffini.

    Record storico di ascolti per RaiTre, netto distacco dal Grande Fratello 11 (che si ferma sotto i 5 milioni di media): con dati di questo tipo c’era da aspettarsi un Te Deum da parte dei vertici Rai. Ma evidentemente, dopo le aspre polemiche che hanno accompagnato la vigilia della prima puntata di Vieni Via con Me, i vertici hanno preferito un basso profilo, lasciando al direttore di RaiTre Paolo Ruffini, strenuo difensore del programma, l’onore di celebrare il successo.

    Una nota commossa e partecipata quella rilasciata dall’ufficio stampa Rai a firma di Ruffini: “Sono felice per quello che è successo ieri. Come tanti, tantissimi italiani, mi sono ritrovato a ridere, a pensare, a commuovermi. E a riflettere anche sulla televisione, sul senso del servizio pubblico“: questo l’incipit del comunicato stampa che evidenzia il netto coinvolgimento del direttore di rete nel progetto di Fazio e Saviano, straordinariamente coadiuvati da Roberto Benigni (con il monologo su Ruby e l‘elenco delle proprietà di Berlusconi, diventato subito un tormentone di YouTube), da Nichi Vendola, con il suo elenco sui sinonimi di gay (e non solo) e da Claudio Abbado, protagonista di una intensa intervista in chiusura di trasmissione.

    Proprio alla luce di tali contributi Ruffini può affermare: “Sono felice del programma, di quello che ha raccontato e di come lo ha raccontato.

    E sono felice degli ascolti, per quello che significano, per quello che dimostrano, per quello che insegnano. La libertà non è nemica della buona televisione. E una tv diversa è possibile“. Una convinzione che il pubblico tv ha da tempo, sebbene costretto a un menu ospedaliero… ma la speranza ieri è stata ben ricompensata.

    E sui dati Ruffini aggiunge: “Il programma di ieri ha avuto un ascolto medio di 7.623.000 telespettatori con punte di oltre 9 milioni. E’ stato visto da un pubblico giovanissimo, giovane, adulto e anziano. E non è facile tenere insieme età così diverse per un tempo televisivo così lungo“. Giusto e meritato il sentito ringraziamento con cui si chiude la nota: “Se tutto questo è stato possibile, lo dobbiamo tutti, io per primo, a chi ci ha creduto nonostante tutto. Grazie! A tutta Rai3 e a chi nella Rai le vuole bene, a Fabio Fazio, a Roberto Saviano, a Roberto Benigni, a Claudio Abbado; a tutti quelli che hanno partecipato alla puntata di ieri e che parteciperanno alle prossime“.
    Ad maiora!

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