Vieni Via con Me: per Masi nessuna censura, Fazio stufo, Saviano ad Annozero

Vieni Via con Me: per Masi nessuna censura, Fazio stufo, Saviano ad Annozero

Vieni Via con Me come Annozero? Dubbi sulla messa in onda, a causa di contratti ancora non firmati con ospiti e produzione

da in Fabio Fazio, Mauro Masi, Palinsesto Rai, Programmi TV, Rai 3, Roberto Saviano, Vieni via con me, polemiche-Rai
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    Non si è ancora chiusa la vicenda Annozero - stasera in onda per effetto dell’arbitrato – che in Rai infuria la polemica su Vieni Via Con Me, il cui destino si presenta incerto perché non sono stati ancora firmati i contratti necessari, in primis alla casa di produzione Endemol e al primo superospite, Roberto Benigni, disposto a partecipare anche gratis. Fazio si dice stufo, Roberto Saviano – ospite stasera di Annozero - ha scritto al presidente della Rai, mentre Masi chiarisce: “Nessuna censura preventiva su Vieni Via con Me“.

    Rischia di slittare la messa in onda di Vieni Via con me, nuovo programma prodotto da Endemol e firmato da Fabio Fazio e Roberto Saviano: improvvisi rallentamenti sulla firma dei contratti e dubbi sulla messa in onda stanno esacerbando l’animo soprattutto di Fabio Fazio, che in una lunga intervista a La Stampa manifesta tutta la sua stanchezza per l’atteggiamento della Rai. “E’ da febbraio che si parla del programma, otto mesi, e ancora oggi la società Endemol non ha un contratto firmato – dice Fazio -. I programmi, si sa, dispongono di un budget, se il mio editore mi dice che si va in onda, basta, non si può ricominciare daccapo ogni volta. Prima la riduzione del numero delle puntate, poi la scelta che andassimo in onda solo quando ci sono le partite di Coppa, adesso la storia dei compensi, alla fine passa la voglia. Capisco che i contenuti espressi da Saviano siano considerati pericolosi, ma non è possibile procedere in questo modo“.

    In effetti la questione ha un doppio binario: la Rai dice di avere perplessità per gli alti costi dovuti agli ospiti, ma sono stati subito smentiti dai diretti interessati. Sia Saviano che Fazio hanno ribadito che Roberto Benigni, primo ospite atteso, sia disposto a partecipare anche gratuitamente. “La sua adesione è generosa e apprezzabile - ha commentato Fazio – ma la Rai non è una onlus, è un’azienda, e allora diciamo pure via tutta la pubblicità…“.
    Secondo Saviano, invece, un ulteriore rallentamento sul via libera si è avuto dopo che la direzione ha avuto, come richiesto, scalette e contenuti del programma, corredati dei testi di Saviano, che spaziavano dal post-terremoto a L’Aquila ai rapporti tra mafia e politica, al racket dei rifiuti. “Guarda caso quando i diri­genti Rai hanno conosci­uto la scaletta delle trasmis­sioni, tutto è diven­tato più dif­fi­cile” ha detto Saviano in una recente intervista al Tg La7.

    Masi però smentisce tutto e attacca: “‘Nella vicenda Vieni via con me non c’è alcun ritardo ne tantomeno alcuna censura preventiva – ha fatto sapere il dg Rai al Consiglio di Amministrazione riunitosi per valutare la situazione – Chi parla dell’uno e dell’altra dimostra grande superficialità o perché non conosce nel dettaglio i fatti o, sicuramente in buona fede, si fa fuorviare da chi persegue interessi estranei alla trasmissione e alla Rai“. Ergo sembrerebbe che Masi intenda dire che Fazio e Saviano partono ‘prevenuti’ nei confronti di Viale Mazzini per non ‘specificati’ interessi personali.

    In tutto questo Saviano, che non demorde e che evidentemente farà la tv di Stato oggetto di una sua prossima inchiesta, ha scritto al presidente della Rai Paolo Garimberti: in basso la sua lettera e stasera ad Annozero si tornerà a parlare della vicenda. Sembra davvero che l’unico modo per andare in onda in Rai è quello di far pressione: chi alza la voce forse ha la possibilità di vedere mantenuti gli accordi.

    Caro presidente Rai,
    una dichiarazione del direttore generale Masi assicura che Vieni via con me andrà in onda senza problemi. Purtroppo non è vero. La favola sui compensi “astronomici” degli ospiti – agitata dai vertici Rai – è appunto, una favola, un ultimo pretesto per metterci i bastoni tra le ruote.

    Tutte le persone che abbiamo invitato si sono dette pronte a dimezzare i loro compensi e persino a intervenire gratis, pur di partecipare al nostro progetto: eppure, oggi, a meno di tre settimane dalla prima puntata nessuno dei loro contratti è stato ancora firmato.

    Ma a parte il fatto che sarebbe ingiusto chiedere a chiunque di lavorare gratuitamente, la verità è che i soldi non c’entrano: anche perché Vieni via con me sarebbe comunque un grande affare per la Rai, viste le cifre a cui sono stati già venduti gli spazi pubblicitari. Il danno economico per la tv di Stato sarebbe cancellarlo.

    La Rai ha fatto di tutto in questi mesi per boicottare il nostro lavoro: ci hanno ridotto lo studio, gli attori, gli ospiti, hanno tentato di tagliare le puntate da quattro a due, ci hanno messo in programma prima contro le partite di coppa e poi contro Il Grande fratello. Nel continuo braccio di ferro con l’azienda abbiamo avuto al nostro fianco solo la direzione di Raitre.

    Alla fine è stato chiaro, ci troviamo di fronte ad un paradosso: un editore che, non avendo la forza per bocciare una trasmissione, fa di tutto per farla andare male, per ridurne al minimo l’audience e costringerla in una nicchia dove non dà più fastidio. Noi avremmo voluto fare un programma ambizioso, di qualità, con ospiti importanti e destinato ad un grande pubblico per raccontare un’Italia che raramente appare in tv. Volevamo parlare di macchina del fango, di mafia e politica, di come funzionano i voti di scambio, delle bugie sul terremoto, del business dei rifiuti: guarda caso, quando i dirigenti Rai hanno conosciuto la scaletta delle trasmissioni, tutto è diventato più difficile. È allora evidente che sono i contenuti della trasmissione a fare paura: ma sui contenuti nessuno di noi è disposto a trattare, sono la nostra libertà.

    In questo clima, con un editore che rema contro, e che fa di tutto per ridurre mezzi, spazio, possibilità, non possiamo né vogliamo lavorare. Non ci sono la condizioni per andare in onda. I vertici dell’azienda hanno fatto di tutto per dimostrarci di non volere Vieni via con me. La Rai dimostri che non è così, se ne è capace. Caro presidente, ci dica con chiarezza se questo programma si può fare liberamente, oppure no.

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