Vieni Via con Me dice no ai Pro-Life che vanno a Porta a Porta e da Sgarbi

Vieni Via con Me dice no ai Pro-Life che vanno a Porta a Porta e da Sgarbi

Bruno Vespa organizza una puntata speciale di Porta a Porta per dare voci alle associazioni pro-life che domani non saranno ospiti dell'ultima puntata di Vieni Via con Me

    Vespa e Sgarbi ospitano i Pro-life

    Vieni Via con Me nega ai gruppi pro-life la partecipazione alla puntata di domani, 29 novembre, l’ultima di questo primo ciclo, ma a raccogliere le proteste delle associazioni contro l’eutanasia ci pensa Bruno Vespa che sta organizzando con la Rai una puntata speciale di Porta a Porta tutta dedicata alle testimonianze di quanti hanno deciso di non staccare la spina ai propri cari ridotti in stato vegetativo permanente o affetti da malattie degenerative. Ancora da stabilire titolo e data di messa in onda dello speciale Porta a Porta. Spazio anche nel nuovo programma di Vittorio Sgarbi, che si candida a diventare l’anti-Saviano della Rai.

    Il ‘caso Maroni’ non si è ripetuto: se il ministro dell’Interno ha avuto modo di replicare alle dichiarazioni di Roberto Saviano durante uno dei suoi monologhi a Vieni Via con Me con un suo elenco, le associazioni pro-life che hanno protestato per lo spazio dedicato ai casi Englaro e Welby nella seconda puntata del programma di RaiTre non saranno domani ospiti di RaiTre nella quarta e ultima puntata della trasmissione condotta da Fabio e Saviano.

    Nonostante la pronuncia del CdA Rai, gli autori del programma hanno spiegato in un comunicato le ragioni del proprio no, ma a garantire alle associazioni in difesa della vita, supportate nella loro protesta dall’UdC di Pierferdinando Casini (che nei giorni scorsi hanno organizzato anche un sit-in davanti a Viale Mazzini), ci pensa Bruno Vespa. E’ stata infatti annunciata una puntata speciale di Porta a Porta che sovvertirà il proprio format per dare spazio alle testimonianze dei tanti che hanno deciso di non staccare la spina ai propri cari sostenendo la difesa della vita a tutti i costi.
    Si parlerà soltanto con chi ha deciso di non interrompere il ciclo vitale dei propri cari. Nessun politico, nessun commentatore, solo protagonisti di storie alle quali altrove si è deciso di non dare voce“: questa la struttura della puntata speciale che andrà in onda la prossima settimana in un giorno ancora da definire.

    Oltre a Bruno Vespa, anche Vittorio Sgarbi si candida a diventare portavoce dei difensori della vita, ritagliandosi un ruolo da anti-Saviano che potrà presto incarnare in un nuovo programma di RaiUno al momento ancora in attesa di collocazione. Si tratta di un ciclo di sei appuntamenti dedicati alla libertà di parola che dovrebbe partire agli inizi del 2011. Sgarbi, che ha già incontrato più volte il dg della Rai, Mauro Masi, dovrebbe rivederlo domani per “dare una stretta ai tempi per la realizzazione della trasmissione“.
    Quelli che resistono e sono per la vita, se non avranno spazio da Fazio e Saviano ne avranno comunque e quanto vogliono da me. Sappiano che da me potranno venire quando vogliono” ha detto Sgarbi. “L’idea che una persona che assiste un malato non possa parlare in tv è assurda. Queste persone avranno lo spazio che serve per affrontare problemi profondi e parlare del bello, di Dio, della grazia, del miracolo, del mistero e della vita“.

    Bene, dopo Paragone anti-Santoro, la Rai si procura uno Sgarbi in versione anti-Saviano: noi pensiamo solo che i temi della vita e della morte meritino rispetto e non possano essere né strumenti di battaglia politica, tantomeno strumenti di promozione televisiva, nè essere costretti in ‘etichette ipocrite’ come ‘fine vita’, utilizzata per un disegno di legge che ha imperversato un paio di anni fa all’apice del caso Englaro e che poi è misteriosamente scomparso dall’agenda politica: le leggi in Italia si fanno sulle ‘emergenze’, anche dei singoli. Meritiamo di più, o no?

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