Vieni Via con Me, la Rai risponde a Fazio: “Nessuna censura e richiamo doveroso”

La Rai risponde alle accuse avanzate ieri da Fabio Fazio a Che Tempo che Fa circa la lettera di richiamo per i due minuti di sforamento dell'ultima puntata e la sospensione di 15 giorni decisa per il capostruttura di RaiTre Mazzetti

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    Dopo lo sfogo di Fabio Fazio a Che Tempo che Fa di ieri, la Rai decide di replicare alle accuse mosse dal conduttore circa la lettera di richiamo per i due minuti di sforamento dell’ultima puntata di Vieni Via con Me e la sospensione di Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre per il quale si è anche temuto il licenziamento per le posizioni nette assunte contro il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Nessun ‘rimprovero’ e meno che meno nessuna ‘censura’ a ‘Vieni via con Me’, ma soltanto una dovuta comunicazione interna di natura esclusivamente tecnica” dice la Rai.

    “Nessun ‘rimprovero’ e meno che meno nessuna ‘censura’ a ‘Vieni via con Me’, ma soltanto una dovuta comunicazione interna di natura esclusivamente tecnica indirizzata, come è suo diritto/dovere, autonomamente dalla Direzione Palinsesto alla Direzione di Rai3, com’è avvenuto, avviene e avverrà in casi analoghi per tutte le Reti, per tutti i Canali e per tutte le trasmissioni, senza che nessuno abbia mai gridato maniacalmente a fantasiose e del tutto improbabili ‘libertà violate’”: così la Rai ha risposto a Fabio Fazio che ieri, in chiusura di Che Tempo che Fa, ha rivelato al pubblico del richiamo ricevuto dai piani alti di Viale Mazzini per uno sforamento di due minuti registrato nell’ultima puntata di Vieni Via con Me, che ricordiamo essere stato uno dei programmi di maggior ascolto della storia recente della Rai.

    Ma pesa tra i corridoi di Viale Mazzini la sospensione di 15 giorni comminata a Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre, per il quale si vociferava addirittura il licenziamento. La Rai contesta al capostruttura alcuni articoli scritti per‘Il Fatto Quotidiano, più alcune dichiarazioni rese durante Vieni via con Me – e legate per lo più alla netta opposizione alla replica del Ministro Roberto Maroni al monologo di Roberto Saviano sulla ‘Ndrangheta al Nord, e altre frasi raccolte da La7. Le dichiarazioni sono considerate “lesive” per l’immagine dell’azienda di viale Mazzini, ma il provvedimento, che prevede la sospensione temporanea di incarichi e retribuzione, non è ancora definitivo: Mazzetti potrebbe ricorrere alla via dell’arbitrato aziendale, come fece Santoro.

    Gli animi in Rai sono caldi: il vice presidente della commissione di Vigilanza, Giorgio Merlo, ritiene la sospensione “francamente esagerata e rischia di trasformare una bella trasmissione come ‘Vieni via con me’, seppur caratterizzata da un singolare ed originale pluralismo, in una parentesi buia del servizio pubblico“; ancor più netto il consigliere di minoranza, Nino Rizzo Nervo, che ‘invita’ la Rai a occuparsi degli sforamenti della carta di credito del TG1 e del direttore Minzolini, piuttosto che di quelli di Vieni Via con me. “E’ una decisione dovuta ad arrogante stupidità: come definire altrimenti l’iniziativa di sospendere il capostruttura di ‘Vieni via con me’ e di ‘Che tempo che fa’ e di contestare al direttore di Rai3 lo sforamento di meno di tre minuti dell’ultima puntata della trasmissione di Fazio e Saviano? E’ evidente che il successo dà alla testa, non di chi lo ha procurato ma di chi lo ha subito” ha dichiarato Rizzo Nervo. E aggiunge: “Non si era mai visto in un’azienda vendicarsi di coloro che ottengono i risultati migliori ed è anche per questo che la Rai deve al più presto voltare pagina. Invece che allo sforamento di un evento televisivo visto da dieci milioni di telespettatori, il direttore generale pensi piuttosto allo sforamento della carta di credito aziendale del direttore del Tg1 e alle sue allegre trasferte di servizio: si faccia restituire i soldi che sono soldi pubblici, e assuma con urgenza e serietà i provvedimenti disciplinari conseguenti” ha concluso il consigliere.