Vieni Via Con Me, l’effetto Saviano tiene banco ad Agorà

Vieni Via Con Me, l’effetto Saviano tiene banco ad Agorà

Ancora un successo di ritorno per Vieni via con me, che questa mattina ha tenuto sveglia l'attenzione di ospiti illustri nel corso del programma Agorà, in cui si è discusso dell'influenza di Saviano sulla gente

    Vieni via con me tiene banco con Saviano anche ad Agorà. Questa mattina il programma di attualità condotto da Andrea Vianello ha dedicato gran parte del suo spazio ad un’animata discussione sul programma di Fazio e in particolare su Saviano e sull’effetto che ha sul pubblico. Insomma, suo malgrado, Veni via con me sta diventando un fenomeno, un programma nel programma, alimenta dibattiti e interventi, manca solo il plastico di Vespa, poi sarà l’evento mediatico più famoso dell’anno.

    Ed evento, Vieni via con me, lo sarà non soltanto per i suoi contenuti o per aver scosso il CdA della Rai, ma anche per l’indotto, per tutto quello che grazie al team di Fazio possono o potranno guadagnare gli altri programmi sulla sua scia. Fino a qualche tempo fa i contenitori, a tutti i livelli, non erano altro che volani per i vari reality, oggi con Vieni via con me, qualcosa è cambiato, in meglio. Di prim’ordine il parterre degli ospiti di questa mattina ad Agorà, Norma Rangeri direttore del quotidiano il Manifesto, Simona Ercolani autrice tv, Giampiero Mughini opinionista, Gianluigi Paragone vice direttore RaiDue, Filippo Rossi direttore del web magazine FareFuturo.
    La discussione ovviamente è partita dalle parole di Roberto Saviano che hanno fatto infuriare il ministro Maroni. Non sono mancate però le sorprese.

    Intanto, Paragone ha sottolineato per quasi tutta la trasmissione, che la Endemol, che produce Vieni via con Me è di Berlusconi e dunque Saviano è pagato da lui e poi che anche la Mondadori è di Berlusconi e quindi Saviano è doppiamente un ingrato, punti di vista. E’ vero, però, anche il contrario e cioè che le casse si queste aziende si riempiono proprio grazie alla presenza di Saviano e questa è la tesi di Simona Ercolano, Norma Rangeri e Filippo Rossi.
    Ma il dato più interessante che è emerso dall’analisi di Agorà, è che lo zoccolo duro dei 9 milioni che hanno seguito il programma Vieni via con me, non sono stati anziani, ma giovani tra i 20 e i 24 anni con un bel 30% e qui, Andrea Vianello, ha prontamente mandato in onda un servizio con cui ha dimostrato, andando sul campo, all’Università a Roma, che i ragazzi hanno gradito aspetti particolari del programma, non soltanto il lungo monologo di Roberto Saviano sulle mafie, ma anche il racconto su Welby, lo sbarco degli anni ’90 raccontato dalla ragazza, l’intervento di Fini e Bersani, ma su tutti, il dato più alto lo ha registrato l’intervento a tarda sera di Antonio Albanese nei panni di Cetto La Qualunque.
    Non male per i detrattori che pensano che il programma venga visto solo per la sensazionalità di Saviano e, soprattutto, non male se vogliamo dare a questi dati il significato di un riavvicinamento alla vita politica e sociale del paese da parte dei giovani, insomma, non più soltanto Grande Fratello nelle loro serate casalinghe, ma anche qualcosa che si è rivelato un buon esercizio per il cervello, allora, forse, non tutto è perduto, a prescindere dal colore politico.

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