Vieni Via con Me, il caso Saviano-Maroni in CdA Rai

A Vieni Via con Me Saviano parla della 'Ndrangheta al Nord e Maroni si indigna: chiede una replica in diretta tv nella prossima puntata e scrive ai vertici Rai

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    Al nord la ‘Ndrangheta interloquisce con la Lega“: questo il passaggio del monologo di Saviano nella seconda puntata di Vieni Via con Me (nel video in alto) che ha fatto imbufalire il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “Infamie sulla Lega” dichiara il Ministro, che si appella al diritto di replica chiedendo a gran voce un confronto in diretta con Saviano e invoca il Presidente Napolitano. Il capostruttura di RaiTre, Mazzetti, non intende cedere, ma il caso approda oggi nel CdA Rai.

    Se la prima puntata di Vieni Via con Me è stata accompagnata da polemiche politico-aziendali, incarnate dalle ‘perplessità’ sui costi del programma del dg Mauro Masi e di parte del CdA Rai, la seconda puntata – che ha polverizzato i record di ascolti di RaiTre, e non solo, con oltre 9 mln di telespettatori e uno share del 30% – è stata preceduta e seguita da polemiche squisitamente politiche.

    La vigilia, infatti, è stata agitata dalla presenza di Gianfranco Fini (con l’elenco dei valori della Destra) e Pierluigi Bersani (con l’elenco dei valori della Sinistra), cui Fazio ha praticamente risposto ad inizio puntata con l’elenco di tutti i partiti politici italiani che secondo alcuni esponenti dei vertici Rai sarebbero dovuti essere invitati per ‘par condicio’ (“Non siamo una tribuna elettorale, né un talk show” avevano contestato gli autori); il giorno dopo, invece, è stato contraddistinto dall’indignazione del ministro dell’Interno Roberto Maroni, offeso dalle parole di Saviano, che nel suo monologo ha affrontato il tema della ‘Ndrangheta al Nord e dei suoi legami con la politica locale, messa in luce da una recente inchiesta delle forze dell’ordine, ancora in corso,

    La ‘Ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega” dice Saviano e cita un passaggio di un’intervista, un po’ datata, a uno degli ideologi della Lega, Gianfranco Miglio, che avrebbe auspicato una ‘costituzionalizzazione’ delle Mafie, sostegno all’economia. Il condizionale è d’obbligo, visto che un’affermazione avulsa dal contesto può essere facilmente fraintesa.

    Immediata la reazione del ministro Maroni che ha inviato una lettera al Presidente della Rai Paolo Garimberti, al Cda, al dg Mauro Masi, al direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, al Presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, Sergio Zavoli, e ai presidenti di Camera e Senato. “Saviano ha affermato che ’la ’ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega. Queste dichiarazioni, totalmente prive di fondamento, sono gravemente offensive e diffamatorie nei confronti del movimento politico a cui appartengo – scrive Maroni, che aggiunge – Come ministro dell’Interno, che combatte quotidianamente ogni forma di criminalità organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo pertanto di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsità nel corso della prossima puntata del programma“.

    Saviano si dice stupito e allarmato della reazione del Ministro, visto che si è limitato a citare un’inchiesta in corso, mentre Loris Mazzetti, capostruttura RaiTre, risponde seccamente a Maroni che l’idea di una sua replica non è minimamente contemplata. “Maroni è un ministro della Repubblica e ha disposizione telegiornali e altri programmi di approfondimento politico per replicare” ha detto Mazzetti; e tra i comunicati diffusi a mezzo stampa e le dichiarazioni rilasciate a Radio Padania, senza contare le ospitate nei talk dei prossimi giorni (ce ne aspettiamo una a L’Ultima Parola) di certo Maroni non ha, sulla carta, difficoltà a sostenere le sue ragioni. “Il nostro è una programma culturale, dove i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate – ha aggiunto Mazzetti – Se poi abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c’è sempre la magistratura a cui rivolgersi“. In più Mazzetti ventila lo spettro di una tentata ‘intimidazione’ nei confronti dello scrittore casertano: “Io penso che l’onestà intellettuale di Saviano non possa vivere di condizionamenti – ha infatti affermato ancora Mazzetti – La cronaca ci racconta di episodi di criminalità in cui sono coinvolti esponenti leghisti e se Saviano non ne avesse parlato, si sarebbe autocensurato“.

    Ma l’ultima parola, molto probabilmente, spetterà al CdA Rai che affronterà il caso nella riunione di oggi. Intanto Maroni ha coinvolto anche il Quirinale, chiedendo di fatto una forma di ‘intervento’: “Chiederò al Napolitano se una accusa così infamante sia compatibile con una funzione come quella di ministro dell’Interno che sto sostenendo” ha detto Maroni.

    Occhi puntati, quindi, sulle decisioni del CdA e sulle reazioni degli autori di Vieni Via con Me, che intanto possono far leva sull’appoggio del pubblico. Ascolti del genere valgono qualcosa nel CdA Rai?