Vieni Via con Me costa quasi 3 mln. Il mistero della scheda programma

Vieni Via con Me costa quasi 3 mln. Il mistero della scheda programma

Vieni Via con Me, infuriano le polemiche anche se si avvicina la firma dei contratti: Saviano e Mazzetti contestano Mauro Masi in diretta tv, durante Annozero

    Vieni Via con Me è stato al centro della puntata di ieri di Annozero: tra le indiscrezioni rivelate da Maurizio Belpietro, ospite in studio, le dichiarazioni di Roberto Saviano e le puntualizzazioni di Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre, si sono raccolti un po’ di dati interessanti sul prossimo programma di RaiTre con Saviano e Fazio, che a questo punto dovrebbe partire come previsto l’8 novembre. Mazzetti annuncia una firma ormai prossima dei contratti con Endemol e con gli ospiti, per un programma che dovrebbe costare, da preventivo, 2.800.000 euro. Il Codacons chiede in visione i contratti: “Favorevoli a programmi di qualità ma non a tutti i costi“.

    Partiamo dagli aggiornamenti: ieri pomeriggio Endemol ha preso visione del contratto con la Rai per la realizzazione di Vieni Via Con Me, al via il prossimo 8 novembre su RaiTre (contro un vero caposaldo della produzione Endemol, il Grande Fratello 11), e Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre, si dice ottimista sulla possibilità di far partire il programma, anche se ha subito gravi ritardi e una serie di decurtazioni, relative anche alla scenografia. “Tra ieri e oggi è stato visionato il contratto dell’azienda con Endemol, che dovrebbe essere firmato a breve e da questo dipende anche il contratto di Saviano – ha detto Mazzetti -. Stasera (ieri, n.d.r.) saremo ad Annozero e diremo che noi vogliamo andare in onda. E visto che il Presidente Garimberti si fa garante della libertà, che il Dg Masi dice che sul programma non ci sono problemi, vogliamo essere ottimisti. Certo – aggiunge – sarà una corsa contro il tempo, ce ne voleva molto di più. Speriamo di non avere altri ostacoli burocratici“.

    Intanto sono stati confermati gli ospiti della prima puntata, ovvero Roberto Benigni, che avrebbe rinunciato al suo compenso – pare che la cifra richiesta fosse di 250.000 euro, smentita però dall’agente del regista toscano, Lucio Presta – e presenterebbe il monologo ‘Tutto mio’ sulle proprietà di Berlusconi; con lui Paolo Rossi e Antonio Albanese, che dovrebbero chiudere, rispettivamente, per 6.000 e 20.000 euro.

    La questione contratti è il nodo centrale della vicenda: Maurizio Belpietro ha parlato di un budget per il programma di 2.800.000 di euro, una cifra che la Rai riterrebbe troppo alta data la situazione economica di Viale Mazzini. Ma a contestare le ‘preoccupazioni’ sui costi sono smentite dal direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, prodigo di dettagli su quanto avvenuto in questi mesi, da quando, cioè, si è iniziato a mettere in cantiere il programma di Fazio e Saviano.

    RaiTre ha amministrato con oculatezza il budget assegnatole per il 2010 anche per poter fare un programma come Vieni via con me con ospiti come Roberto Benigni senza certo pretendere di farli lavorare gratis“: così Ruffini difende il progetto e la condotta della rete. “Nella scheda proposta programmi approvata dalla direzione Generale è peraltro specificato sia il costo complessivo del programma che lo stanziamento dedicato agli ospiti. E su tale stanziamento, in linea con i costi televisivi, nessuno ha mai avuto nulla da ridire sino ad oggi – ha specificato Ruffini – Eppure di tempo ce n’è stato.

    Quanto al contratto con Benigni, dalla vice direzione Generale diretta dalla dottoressa Lei non è mai stato comunicato a RaiTre che il compenso concordato e offerto a Benigni, peraltro dalla stessa vice direzione Generale, fosse troppo elevato. Al contrario c’è stato detto, ripetutamente, che esso era vantaggioso considerato il valore dell’artista e i precedenti Rai negoziati dalla stessa Vice Direzione. Mi resta una domanda visti i problemi che hanno coinvolto i programmi di RaiTre negli ultimi mesi: ma a RaiTre si può lavorare solo sotto il proprio valore di mercato o meglio ancora gratis? Se qualcuno la pensa così, questo qualcuno pensa di fatto a ridimensionare il valore di RaiTre”.

    E a proposito della scheda programma, sembra ormai protagonista di un giallo: Masi ritiene di non averla mai ricevuta, Saviano e Mazzetti, invece, dichiarano di aver non solo consegnato una scheda programma rispondente al format richiesto, ma di averla corredata di una serie di approfondimenti sui temi che sarebbero stati trattati nel corso del programma, proprio per sgombrare il campo da equivoci, ambiguità e contestazioni. E proprio il dettaglio della scheda sarebbe, per Saviano, la principale causa delle lungaggini legate al programma.
    Del resto, però, i contratti in casa Rai restano un nervo scoperto: a parte quello tanto contestato di Antonella Clerici, vale la pena ricordare quelli firmati in zona Cesarini per Santoro e per Serena Dandini, senza contare che Marco Travaglio e Vauro ne sono ancora privi.

    E sui contratti scende in campo anche il Codacons che ha chiesto alla Rai di visionare i costi della trasmissione di Fazio e Saviano. “Siamo assolutamente favorevoli a programmi di qualità come quello di Fazio e Saviano purché tali trasmissioni non siano realizzate ‘a tutti i costi’, e cioé sostenendo spese esagerate per la tv di Stato – afferma in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Per questo chiediamo alla Rai di farci avere copia dei contratti dei due conduttori e degli ospiti che interverranno, al fine di verificare se vi siano uscite incongrue e che ricadrebbero sui cittadini, i quali, come noto, finanziano la tv pubblica attraverso il canone“. E facendo leva su una recente sentenza del Tar del Lazio il Codacons ricorda che gli abbonati Rai hanno il diritto di interessarsi degli “effetti che un’operazione economica può avere sul bilancio della Rai e sulla misura, in continua lievitazione, del canone televisivo”.
    Una piccata puntualizzazione il Codacons la fa proprio nei confrotni di Fabio Fazio, tra i più pagati in casa rai e che evidentemente il Codacons tiene ‘sotto controllo’: “Già in passato siamo intervenuti contro le spese folli della Rai specie per i format che acquista all’esterno e che potrebbe benissimo realizzare in casa, con risparmi monetari enormi. In questa categoria rientra anche il programma ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio – specifica Renzi – motivo in più per verificare quanto la Rai elargisce al bravo conduttore sia per il suo lavoro di presentatore, sia, eventualmente, attraverso il format acquistato dalla Endemol“.

    Contenuti indigesti e costi elevati: con queste premesse come pensate andrà a finire questa storia?

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