Video gossip e politica: PresaDiretta e il potere di Signorini e Berlusconi (passando per i tristi torpedoni di ex gieffini)

Video gossip e politica: PresaDiretta e il potere di Signorini e Berlusconi (passando per i tristi torpedoni di ex gieffini)

    PresaDiretta ha chiuso il suo primo ciclo di trasmissioni (tornerà domenica 8 gennaio 2012) con un’inchiesta sulla ‘macchina del fango’, procedura sempre più in voga sui mass media per ‘distruggere’ l’immagine pubblica soprattutto dei protagonisti della politica e condizionare la vita pubblica del Paese. Un’approfondita inchiesta guidata dall’ex Iena Alessandro Sortino traccia un ritratto sconcertante del funzionamento dell’editoria del gossip, dal meccanismo dei ‘ritiri’ (più o meno estorsivi) oggetto di Vallettopoli, dalle foto scandalo con cui ‘ricattare’ i politici, allo ‘strapotere’ che ricoprono ora testate come Chi e Oggi, le uniche a pagare i servizi fotografici e che quindi ricevono in anteprima tutti le news, decidendo, quindi, cosa pubblicare e cosa no. Del resto il caso Marrazzo insegna…

    Il conflitto di interesse del premier Silvio Berlusconi passa anche, e soprattutto, dal controllo della stampa rosa: è questa la tesi sostenuta da PresaDiretta, il programma di Riccardo Iacona che ieri ha terminato il suo ciclo autunnale di appuntamenti pronto a tornare (chissà…) all’inizio del 2012 sempre su RaiTre. L’ex Iena Alessandro Sortino si è messo sulle tracce dei paparazzi più quotati del momento per capire cosa ne è stato del meccanismo dei ‘ritiri’ e degli scoop ‘congelati’, che ha portato Fabrizio Corona dietro le sbarre e che è diventato di dominio pubblico con i casi di Lapo Elkann e soprattutto di Piero Marrazzo.

    Si scopre, facilmente, che il giro dei ritiri (al di là delle possibili derive estorsive e ricattatorie) è ancora in auge: l’indagine di Woodcock e il caso Vallettopoli hanno semplicemente portato alla caduta della vecchia rete, ma il meccanismo è ancora in funzione; è semplicemente passato di mano. Non è più la Corona’s, l’agenzia di Fabrizio Corona, a controllare il giro di notizie (del resto non è mai stato l’unico a farlo, probabilmente è stato il più spregiudicato), ma sono entrate in gioco altre agenzie di ‘intermediazione’, che raccolgono i servizi dei paparazzi, li girano alle testate interessate che poi possono provvedere all’acquisto del materiale, con l’obiettivo di pubblicarlo o meno. A fungere da collettore pare che ormai siano solo testate come Chi (in primis) e Oggi (in secundis), le uniche ad avere un budget utile allo scopo – almeno a quanto emerge dalle interviste e dall’inchiesta in onda ieri – con tutto l’immaginabile squilibrio informativo che ne può derivare.

    E’ Max Scarfone, il paparazzo entrato nella vicenda Marrazzo perché contattato da uno dei carabinieri che fecero irruzione a Via Gradoli per la vendita del video compromettente che ritraeva l’ex Governatore del Lazio insieme alla trans Brenda (ma autore anche delle foto su Sircana e di alcuni altri scoop scottanti), a spiegare i vantaggi che una situazione del genere porta, ad esempio, al direttore Alfonso Signorini, sulla cui scrivania passano tutti le news e che poi può decidere anche di non acquistare/pubblicare le notizie, ‘rivendendosele’ in programmi tv e radiofonici come ‘primizie’. Niente di illegale, sia chiaro, ma questo, a detta di Scarfone, mette il direttore e le sue testate in un posizione predominante, da “re del gossip”, dice il paparazzo. Lo sostiene anche un altro protagonista del mondo del gossip, il fotografo Maurizio Sorge, altro pezzo da novanta del mondo dell’editoria scandalistica.

    Insomma, la conclusione è che ci vuole poco a controllare/ricattare i politici e i personaggi beccati in situazioni ‘indecenti’ o a ‘irretirli’ in qualche tranello: pare che sia il caso di Italo Bocchino, beccato sì in estate con l”Ape Regina’ Sabina Began, ma anche al centro di una chiacchierata storia con una trans, Manila Gorio, l’ultima spiaggia (come si definisce lei stessa) per ex Gieffini, ex Tamarri, ex tronisti, ex corteggiatrici (che porta in giro, modello gita scolastica, per massacranti tour tra spiagge e discoteche alla conquista di cachet da dividersi in 50; una tristezza indicibile). Ma vi lasciamo alle immagini, il racconto sarebbe troppo lungo.





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