Vespa vs Grasso sul ‘diritto di marketta’

Scontro duro tra Bruno Vespa e Aldo Grasso: oggetto del contendere il solito tour promozionale del giornalista di Porta a Porta e la piaggeria dei suoi colleghi

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    Denso botta e risposta tra il critico tv de Il Corriere della Sera, Aldo Grasso, e Bruno Vespa, in libreria e in tv con Viaggio in un’Italia Diversa. Al centro della diatriba proprio il massiccio tour promozionale di Vespa favorito, secondo Grasso, dalla complice piaggeria della stampa verso il ‘Presidente del terzo Ramo del Parlamento’ che ha sede nel salotto di Porta a Porta. Un ‘diritto di marketta’ che non piace a Grasso e che Vespa rifiuta categoricamente: “Grasso è invidioso”.

    E’ un fatto incontrovertibile che a ogni nuovo libro Bruno Vespa compare immediatamente, a volte anche contemporaneamente, in tutti i possibili talk, varietà, game della Rai e della concorrenza per promuovere il suo libro. Viaggio in un’Italia Diversa è già il secondo libro del 2008, che segue L’Amore e il Potere uscito la scorsa primavera e sul quale è stato costruito anche un ciclo di speciali di Porta a Porta andato in onda in estate.

    Ora però si ricomincia: tra le ultime apparizioni di Vespa vanno ricordate quella a Tutti Pazzi per la Tele e la partecipazione a Otto e Mezzo, dove Lilli Gruber ha riservato al suo ospite un trattamento che Grasso non ha esistato a definire ‘complice’, quasi si trattasse di un reato. In basso la puntata ‘incriminata’.

    Il fenomeno Vespa ‘dalla tv alla libreria’ è diventato oggetto di un forum su corriere.it curato direttamente da Grasso per la sua rubrica on line, Televisioni.

    La risposta di Bruno Vespa alle insinuazioni di Grasso non si è fatta attendere. “L’impudenza di Aldo Grasso ha superato ogni limite” scrive Vespa, che ormai si sente vittima dei ripetuti attacchi di Grasso che arrivano puntuali a ogni ‘normale’ giro di promozione editoriale. E come suo stile, non esita ad attaccare il critico del Corriere, reo di ‘dimenticare’ analoghi casi che riguardano firme che fanno parte del suo stesso giornale, come Stella e Rizzo, più volte ospiti di Matrix con La Casta.

    1. Piaccia o no i miei libri fanno un certo rumore. I giornali non sono istituzioni benefiche e i loro direttori non sono tutti ‘corrotti’ da partecipazioni a ‘Porta a porta’. 2. Quando partecipo a un programma televisivo, l’ascolto non cala mai, ma aumenta quasi sempre. Nel caso di Lilli Gruber è andato largamente al di sopra della media. 3. Quando è uscito il bel libro di Stella e Rizzo (“La Casta”), gli autori hanno fatto più di un giro in televisione e soprattutto furono gratificati da tre (dico tre) trasmissioni di ‘Matrix’ dedicate al loro libro. Il tema era popolare e Mentana ha fatto bene. Ma Grasso si è guardato bene dall’arricciare il naso sul Corriere: sarà perché gli autori sono giornalisti del Corriere della Sera? 4. Per un trattamento del genere rinuncerei a tutte le piccole apparizioni in programmi ‘leggeri’: valgono più tre domandine in dieci di questi programmi o mezz’ora in prima serata da Fazio o tre ore in seconda da Mentana?

    Il Vespa furioso non lesina frecciatine e conclude dando dell’invidioso a Grasso che non ha mai ricevuto tanta attenzione per i suoi libri.

    Poteva mai Aldo Grasso sottrarsi allo scontro? Ovviamente no e consegna la sua risposta sempre al forum, mai tanto agitato.

    Il successo dei suoi libri è anche propiziato dal poderoso tour promozionale che lei sistematicamente attua. Un salotto come Porta a porta è un centro di potere mediatico con cui i giornali devono per forza confrontarsi. Sto discutendo di un’esagerazione, di un’anomalia e della piaggeria di molti suoi colleghi che la intervistano. Il problema sono Stella e Rizzo? Forse Mentana, Fazio e altri (ma sarà mica invidioso?) hanno ritenuto che il libro sulla casta fosse un argomento di interesse pubblico, forse, e sottolineo forse, più interessante del suo“.

    E sulla questione dell’invidia Grasso ci tiene a sottolineare che si tratta di una precisa scelta il fatto di non intervenire in tv. “Come critico televisivo, per non dare adito a ‘voti di scambio’, ho rifiutato tutti gli inviti che ho ricevuto (e mi creda sono stati tanti, quasi quanto i suoi) a presentare in tv il mio libro sulla serialità americana. Mi permetta infine un atto di orgoglio: non mi cambierei mai con Bruno Vespa, che non invidio. Specie se è costretto a scrivere lettere simili“.

    Il duello continuerà, ne siamo certi: voi cosa ne pensate?