Vespa cancella Ballarò

Vespa cancella Ballarò

Bruno Vespa annuncia uno speciale in prima serata di Porta a Porta dedicata al terremoto per l'inaugurazione della nuova stagione tv, martedì 15, nel giorno in cui verranno consegnate le prime case agli sfollati, e l'Azienda decide di far slittare la prima puntata di Ballarò, prevista per lo stesso giorno e sullo stesso argomento

    Domenica pomeriggio di fuoco in casa Rai: Bruno Vespa annuncia una puntata speciale in prima serata di Porta a Porta (salta quindi Tutti Pazzi per la Tele) dedicata al terremoto per martedì 15, giorno in cui verranno consegnate le prime case agli sfollati, e l’Azienda decide di far slittare la prima puntata di Ballarò, prevista per lo stesso giorno e sullo stesso argomento. Protestano Giovanni Floris, il direttore di RaiTre Paolo Ruffini, l’Usigrai e il centrosinistra.

    Tira un’aria decisamente pesante nei corridoi di Viale Mazzini: dopo i ritardi nella contrattualizzazione dei collaboratori di Annozero, la decisione di togliere la tutela legale a Report tocca ora a Ballarò stare nell’occhio del ciclone e subire ‘gli effetti’ del cambio della guardia ai vertici della tv di Stato. Il caso è effettivamente ‘assurdo’ e andiamo brevemente a illustrarlo.

    Da mesi è annunciato il ritorno di Ballarò per martedì 15 settembre con un’apertura dedicata al terremoto dell’Aquila. Del resto proprio il 15 settembre verranno consegnate le prime strutture abitative per i primi fortunati sfollati che potranno così abbandonare le tende dei campi allestiti dalla Protezione Civile dallo scorso 6 aprile. Previsa una cerimonia ufficiale alla presenza del premier Silvio Berlusconi, che mantiene così la promessa fatta già all’indomani del terremoto e che dovrebbe portare alla consegna di tutte le abitazioni prima di Natale.
    Un evento senza dubbio rilevante dal punto di vista politico, su cui Ballarò aveva deciso di puntare l’obiettivo in occasione della sua prima puntata. All’improvviso la Rai ha però comunicato al conduttore, Giovanni Floris, la decisione di far slittare di una settimana il suo esordio. Motivo? L’intenzione di Bruno Vespa, aquilano di nascita, di aprire la stagione di Porta a Porta, anch’esso previsto in partenza martedì 15 (ma in seconda serata), con una speciale in prime time dedicato allo stesso tema.
    Inutile, quindi, per la Rai sovrapporre due trasmissioni di approfondimento, quindi fuori Ballarò e spazio a Vespa.

    Inutile dire che Floris è infuriato come una biscia. “Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di RaiUno, non vedo il motivo di sostituirci – ha dichiarato a caldo Floris – Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da tempo, da prima che presentassimo la trasmissione.

    Si tratta di un avvenimento in agenda; non di un evento, non di un imprevisto, nè di un’emergenza. Saremmo potuti essere noi lo speciale. So che il Direttore Ruffini lo ha fatto notare all’azienda, ma non è stato ascoltato. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica. Sono dispiaciuto, certo, ed è dire poco. A tutti quelli che mi telefonano allarmati dico che mi auguro che sia solo un episodio sgradevole e grave e che mi auguro che andremo in onda prima possibile dicendo tutto quello che abbiamo da dire“.

    Il clima è senza dubbio rovente. Mentre Vespa rimanda ogni dichiarazione alla conferenza stampa che si terrà oggi e si limita a commentare che con i quattro milioni di euro raccolti dalla sua trasmissione in fin dei conti questo speciale è anche “un riconoscimento” per i generosi telespettatori e per l’impegno profuso, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, scuote la testa, considerando di fatto questo ‘incidente’ come frutto di una certa disorganizzazione. “La consegna delle prime case ai terremotati era un evento programmato e programmabile. Si poteva fare tutto per tempo ed evitare di mettere la Rai al centro di nuove polemiche politiche“, ha detto Garimberti che questa rogna se la sarebbe risparmiata volentieri.

    E’ immediatamente sceso in campo anche Paolo Ruffini, prossimo alla destituzione come direttore di RaiTre e mai tanto ompegnato come in questo periodo a difendere le sue trasmissioni di punta. “Si tratta di una decisione presa contro il nostro parere” ha dichiarato Ruffini che fa giustamente notare come una decisione del genere, presa a meno di 48 ore dal programma, sia quantomeno controproducente per l’azienda, assumendo “un nuovo sapore e danneggiando l’immagine aziendale“.
    Furiose le reazioni dei consiglieri di amministrazione di centrosinistra, su tutti di Nino Rizzo Nervo, mentre il Pd con Gentiloni parla di “normalizzazione” di RaiTre e per il presidente della FNSI, Roberto Nobile, Roberto Natale ritiene che “il vertice Rai sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico“.

    La situazione è rovente, tra poco ci sarà la replica di Vespa, ma ormai i segnali sono preoccupanti.

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