Venti di Striscia, la Triennale di Milano festeggia Striscia la Notizia

Venti di Striscia, la Triennale di Milano festeggia Striscia la Notizia

Si apre Venti di Striscia, la mostra dedicata ai vent'anni del tg satirico di Canale 5

    La locandina della mostra Venti di Striscia

    Puntata speciale, ieri sera, di Striscia la Notizia, trasferitasi nelle sale della Triennale di Milano per un’anteprima della mostra Venti di Striscia, con la quale si celebrano i primi venti anni del tg satirico di Canale 5. La mostra sarà visitabile gratuitamente dall’11 al 25 novembre.

    Un’eposizione per ricordare e rilanciare, qualora ce ne fosse bisogno, il valore di questo trasmissione satirica che ha influito sulla vita sociale e politica del Paese, trasformandosi sempre più in una sorta di simbolo della lotta alle truffe, agli sprechi, alle forme di sopruso dei confronti del cittadino. Anche la stampa internazionale nel tempo ha dedicato più di un articolo al valore politico del Gabibbo diventato una specie di “spauracchio” degli uomini di potere, chiamati più di una volta a dare spiegazioni e prendere seri impegni verso il pupazzo rosso e i vari inviati della trasmissione.

    Il vero simbolo della trasmissione, insieme alle Veline, è senza dubbio il tapiro, oggetto di rivisitazione artistica da parte di 10 grandi designer, da Pierluigi Cerri ad Aldo Cibic, da Michele De Lucchi a Piero Lissoni, cui si aggiungono Alessandro Mendini, Mario Piazza, Italo Rota, Denis Santachiara, James Jarvis, Ian Stevenson, per un totale di 100 tapiri d’arte che ripropongono le frasi-chiave della filosofia di Striscia.

    A questi si aggiunge un’installazione formata da 4000 mini monitor da 7 pollici, curata da Margherita Palli, che ripropone le puntate finora andate in onda, in una sorta di percorso evolutivo del format andato in onda per la prima volta nel 1988. Nel video in basso, tratto dalla puntata di ieri, qualche anticipazione della “nave-torta” della Palli.

    Fanno da contorno una serie di oggetti del dietro le quinte di Striscia che permettono di ricostrure anche la storia del costume dell’Italia degli ultimi venti anni. Come ogni mostra che si rispetti, a completare il tutto c’è un catalogo curato dall’Electa cui hanno collaborato alcuni fra i nomi più influenti e brillanti del costume, della cultura, dello spettacolo e dell’arte, a testimonianza delle influenze che Striscia ha avuto anche nel campo dell’espressione artistica oltre che nel mondo televisivo.
    La mostra è stata fortemente voluta da Davide Rampello, già regista di numerose trasmissioni Mediaset, direttore della comunicazione di Fininvest, docente universitario e ora presidente della Triennale.

    Come detto, Venti di Striscia sarà aperta e visitabile gratuitamente dall’11 al 25 novembre, con iniziative speciali rivolte alle scuole.
    Non resta che andarla a vedere.

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