Vendita La7: Cairo nuovo proprietario, Mentana soddisfatto. ‘E’ un editore puro’

Vendita La7: Cairo nuovo proprietario, Mentana soddisfatto. ‘E’ un editore puro’

Urbano Cairo è ufficialmente il nuovo proprietario di La7, acquistata per un milione di euro

    Vendita La7: Urbano Cairo in trattativa esclusiva, offerta in 2 settimane

    Alla fine, Urbano Cairo ce l’ha fatta. E’ lui il nuovo proprietario di La7, acquistata per un milione di euro. Nonostante alcuni intoppi, l’editore e il CdA di Telecom sono riusciti a trovare l’accordo definitivo, che ha consentito di chiudere la questione una volta per tutte. Enrico Mentana ha subito mostrato soddisfazione al riguardo, apostrofando il nuovo datore di lavoro come un ‘editore puro’ ed escludendo fermamente la sua natura di uomo berlusconiano.

    La conferma dell’acquisto è giunta direttamente da Urbano Cairo, che in un’intervista a Radio24 si è lasciato scappare un ‘Ho preso una bella patata bollente’. Sono quindi stati sciolti quei dubbi che negli ultimi giorni avevano frenato la trattativa esclusiva tra le parti, con buona pace degli altri contendenti. Ora si procederà alla ricapitalizzazione del network, ma la domanda che tutti si pongono è relativa alla linea editoriale che verrà impartita. Il nuovo proprietario seguirà l’andamento che si è avuto fino ad ora, o deciderà di dare una nuova impostazione contenutistica? In molti hanno sottolineato l’appartenenza di Cairo ad una certa sfera politica, cosa che si scontrerebbe con la presenza a La7 di diversi giornalisti di parte avversa. Non dimentichiamo le stesse minacce di dimissioni da parte di Mentana, quando si profilò il possibile inserimento di Mediaset nell’asta per l’acquisto di La7. Ma il direttore del Tg La7 sembra quanto mai tranquillo all’indomani del passaggio di proprietà. Mentana ha espresso soddisfazione per la risoluzione della vicenda e ha liquidato i chiacchiericci senza troppi giri di parole, come si legge su La Stampa:

    ‘Nessuno può pensare di comprare La7, confermare tutti quelli che ci sono dentro e cambiare la linea editoriale. Sarebbe una mossa suicida. Cairo è di suo un editore puro, vive di editoria e pubblicità, quindi ha tutte le carte in regola per essere un buon editore.’

    Il giornalista ha poi osservato che la definizione di Cairo quale ‘creatura del Cavaliere’ non rappresenta minimamente la realtà. Anzi, Berlusconi lo licenziò dalla Mondadori un ventennio fa.
    Vedremo quale sarà la veste che assumerà La7 nel prossimo futuro ma, a meno di clamorosi colpi di scena, tutti i personaggi chiave resteranno esattamente dove sono.

    Aggiornamento del 5 marzo 2013 a cura di Valentina Proietti

    Vendita La7: scaduta l’esclusiva con Cairo, avanzano nuove offerte

    Nuovo colpo di scena nella vendita di La7. La questione sembrava ormai chiusa, dopo che il CdA aveva votato a maggioranza la candidatura di Urbano Cairo e avviato con lui una trattativa esclusiva. Ma a quanto pare l’accordo tarda ad arrivare e nel frattempo scadono i termini per la suddetta esclusiva. Così, ecco che si riaffacciano i precedenti contendenti.

    Pare che siano insorte delle problematiche su alcuni punti del contratto di acquisizione della rete televisiva, che impedirebbero al momento la conclusione dell’affare. Cairo non è ancora uscito di scena e, anzi, resta il principale interlocutore di Telecom Italia Media, nonché l’unico con lui la trattativa è stata portata avanti fino a una fase avanzata. Nel frattempo, però, si fanno nuovamente avanti coloro che avevano perso la partita contro Cairo, nella fattispecie il Fondo Clessidra e Diego Della Valle. Quest’ultimo in particolare si era inserito all’ultimo momento, proponendo una cordata che avrebbe incluso anche dirigenti attuali dell’emittente. L’imprenditore toscano aveva richiesto più tempo per formulare la propria proposta, ma ormai i termini per l’asta erano scaduti e non si era potuto accontentarlo. Adesso Della Valle ha una nuova occasione per presentare l’offerta dettagliata che voleva, sempre che la situazione non si sblocchi con Cairo.
    Da segnalare anche l’entrata in scena di un nuovo soggetto, Guido Veneziani. Quest’ultimo è l’editore della rivista Vero e ha sottoposto un’offerta vincolante al presidente di TiMedia, mostrando interessa all’acquisizione sia di La7 e La7d che di Mtv.
    Il prossimo consiglio di amministrazione di Telecom è fissato per lunedì 4 marzo e, in quella sede, si valuterà lo stato dei fatti e si deciderà come procedere. La telenovela continua.

    Aggiornamento dell’1 marzo 2013 a cura di Valentina Proietti

    Vendita La7: Urbano Cairo in trattativa esclusiva, offerta entro 2 settimane

    Alla fine, è stato Urbano Cairo a spuntarla. Il Consiglio di Amministrazione di Telecom, che si è tenuto nella serata di ieri, ha approvato a maggioranza la sua candidatura per l’acquisto di La7. Sta quindi per calare il sipario sulla vendita della settima rete televisiva, che si è trascinata da questa estate e che ha provocato tanti mal di testa a Enrico Mentana.

    Il direttore del TgLa7 aveva infatti manifestato la propria preoccupazione quando si era fatto il nome di Mediaset quale possibile acquirente. Mentana si era mostrato quanto mai ferreo in proposito: se Berlusconi avesse acquistato La7, il giornalista avrebbe fatto i bagagli.
    Per fortuna l’ipotesi è poi tramontata e le candidature si sono ridotte via via a pochi contendenti, tra cui Urbano Cairo e Diego Della Valle. Nelle ultime ore si era pensato a una mossa a sorpresa di quest’ultimo, in grado di spiazzare la concorrenza, ma alla fine non si è verificato nulla del genere. Riuniti in assemblea, gli azionisti del gruppo La7 hanno optato per dare fiducia a Cairo, anche se si è specificato che la decisione è stata adottata a maggioranza e non all’unanimità.
    Con l’avvio della trattativa esclusiva, l’imprenditore torinese ha due settimane di tempo per presentare la sua offerta definitiva e perfezionare l’acquisto. La partita dovrebbe pertanto chiudersi intorno ai primi di marzo, con esito positivo per tutte le parti in causa.
    Della Valle ha preso atto della situazione, mentre Cairo è già focalizzato sul futuro e pensa a far partire immediatamente i ‘lavori di ristrutturazione’. Sì perché l’imprenditore si era fatto avanti nella gara con un certo numero di propositi e promesse. Che Enrico Mentana gli ha prontamente ricordato su Twitter, con tanto di link alle proprie dichiarazioni.

    Aggiornamento del 19 febbraio 2013 a cura di Valentina Proietti

    Vendita La7, Mediaset abbandona la gara: troppe strumentalizzazioni e polemiche

    Mediaset si fa avanti per La7, Mentana attacca: 'Me ne vado'

    Mediaset si è ufficialmente ritirata dalla competizione per l’acquisto di La7, partita chiusa per abbandono della squadra.

    La stessa azienda ha diffuso poco fa una nota in cui ha esposto le motivazioni di tale scelta. In sostanza, l’operazione era troppo costosa e avrebbe sollevato troppe polemiche. Il Biscione infatti è in piena fase di spending review, per ricorrere a un’espressione tanto usata al giorno d’oggi, e non può sostenere al momento esborsi di tale portata. Inoltre, il polverone sollevato dalla vicenda rischiava di compromettere la ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi, prossimo a riaffacciarsi sulla scena politica. La nota diffusa da Mediaset richiama comunque delle presunte strumentalizzazioni, con toni alquanto polemici:

    ‘Al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni e voci interessate prive di qualsiasi fondamento, Mediaset si vede costretta a intervenire sul caso Ti Media, comunicando di aver ricevuto il 15 giugno 2012 un formale invito da Mediobanca a manifestare eventuale interesse per ottenere l’information memorandum relativo alla cessione. Mediaset ha confermato tale interesse il 22 giugno. Tuttavia, già a luglio l’esame dei dati in nostro possesso ha ribadito l’orientamento che ha sempre sconsigliato alla nostra società qualsiasi impegno relativo agli asset in vendita del gruppo Telecom, orientamento che non si è mai modificato e che confermiamo a tutt’oggi. Chiarita pubblicamente la nostra estraneità all’operazione fin da prima della pausa estiva, auspichiamo che il processo di cessione prosegua con successo – e con nuove brillanti performance borsistiche – senza più utilizzare il nome della nostra società per creare visibilità e interesse intorno alla dismissione di un’attività in cerca di acquirenti che vanta risultati di bilancio da sempre negativi.’

    Per qualche motivo, l’ultima frase richiama alla mente la favola della volpe e l’uva. Specie considerando che la decisione del comitato dell’azienda è giunta dopo che a Mediaset era stato negata la visione dei dati sensibili della società in vendita.

    Aggiornamento del 18 settembre 2012 a cura di Valentina Proietti

    Mediaset si fa avanti per La7, Mentana attacca: ‘Me ne vado’

    Berlusconi scende in campo, ma in questo caso il Milan c’entra poco. Il Gruppo Mediaset si è appena fatto avanti con un’offerta per acquistare le frequenze di La7, che come è noto è stata messa in vendita da Telecom Italia Media. La notizia dell’interessamento del colosso di Cologno Monzese ha inevitabilmente scatenato allarmi e paure, nonché una minaccia di abbandono.

    La rete televisiva è già sul mercato da qualche mese e il 24 settembre scadrà il termine della prima fase delle offerte, quella in cui devono i potenziali acquirenti si limitano a esprimere il proprio interesse. A quel punto si aprirà il contest vero e proprio, con presentazione e valutazione delle offerte nei dettagli. Fino ad ora la situazione è andata avanti senza scossoni, ma ieri è esplosa la bomba: Mediaset è interessata alle frequenze di La7.
    Inutile dire che si è scatenato il panico, per vari motivi. Innanzitutto c’è la faccenda della concorrenza sul mercato e l’interessamento dell’azienda berlusconiana ha già fatto drizzare le antenne all’Antitrust. Tuttavia, la questione dei limiti legali è complessa e andrebbe studiata nei particolari. La legge Gasparri fissa un tetto massimo del 20% sulla raccolta pubblicitaria allargata e inoltre ciascun gruppo televisivo non può detenere più di cinque multiplex a testa. E’ vero che La7 è un’emittente ancora ‘piccola’ e bisogna vedere quanto effettivamente la sua acquisizione inciderebbe sul raggiungimento di tali soglie da parte di Mediaset.

    In secondo luogo c’è la questione editoriale. Negli ultimi due anni La7 è cresciuta, si è rinnovata e, soprattutto, ha richiamato tra le sue fila personaggi di spicco del panorama televisivo. In principio è stato Enrico Mentana, che ha portato il Tg La7 a vette mai raggiunte. Poi si sono aggiunti nomi come Lilli Gruber, Serena Dandini, Fabio Fazio e Roberto Saviano, Cristina Parodi, fino ad arrivare a Michele Santoro, che porterà Servizio Pubblico a La7. In pratica, la settima rete è diventata una sorta di rifugio per gli ‘epurati’ Rai e Mediaset, una piccola isola felice dove chi si è sentito costretto ha trovato piena libertà di espressione.

    L’avanzata di Mediaset getta ora un’ombra sul futuro della rete, perché è chiaro che la piccola isola felice non continuerebbe a essere tale, una volta entrata nel circuito berlusconiano. E c’è già chi ha manifestato la volontà di fare i bagagli nel caso in cui l’infausta prospettiva dovesse verificarsi. Enrico Mentana ha lasciato sul suo profilo Twitter il seguente messaggio:

    ‘Mediaset compra La7? Solo un’offerta di disturbo. Ma quando cambia l’editore è inutile gridare al lupo. Fosse Mediaset, lascerei: ne bis in idem.’

    Parole cristalline e ben comprensibili. C’è da scommettere che non è il solo a pensarla così e che Santoro, Marco Travaglio, Corrado Formigli, Lilli Gruber e Gad Lerner sarebbero pronti a fare altrettanto. A quel punto, avrebbe ancora senso chiamarla La7? E soprattutto, dove troverebbero rifugio gli esiliati?

    Articolo originale pubblicato il 15 settembre 2012 a cura di Valentina Proietti

    1940

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI