Unomattina, la ‘casa’ della politica per Stefano Ziantoni

Unomattina, la ‘casa’ della politica per Stefano Ziantoni

Stefano Ziantoni, co-conduttore di Unomattina, è stato 'eletto' simbolo del giornalismo servile verso la politica: al termine di un'intervista telefonica a Silvio Berlusconi lo salutò dicendo: "Presidente questa è anche la sua casa"

    Stefano Ziantoni, co-conduttore di Unomattina, è stato ‘eletto’ simbolo del giornalismo servile verso la politica: al termine di un’intervista telefonica a Silvio Berlusconi lo scorso 29 settembre (peraltro compleanno del premier) lo salutò dicendo: “Presidente questa è anche la sua casa” (nel video in alto). Ma per Ziantoni è un intercalare: di seguito lo sentiamo dire la stessa cosa a Pierluigi Bersani.

    I difficili rapporti tra la politica e la Rai, il clima di sospetto verso i ‘farabutti’ e verso il giornalismo ‘embedded’ di certe testate e di certi programmi fanno sì che gli ‘operatori’ del settore abbiano i nervi scoperti sull’argomento. E così persino Unomattina è entrata nella bufera che in questi giorni coinvolge la Rai, messa sotto esame sia dal Governo che dall’opposizione. Sentire Stefano Ziantoni, giornalista del Tg1 in prestito al contenitore mattutino dell’ammiraglia Rai, salutare il premier Berlusconi al termine di un’intervista con l’invito a consederare il programma come ‘casa sua’ ha fatto saltare dalla sedia gli ‘addicted’ del conflitto di interessi, avvalorando in loro l’ipotesi che tutto il sistema mediale italiano sia in mano al premier. Fiumi di critiche hanno immediatamente raggiunto Ziantoni e per difenderlo è scenso in campo anche il Tg1 che ieri sera, nell’edizione delle 20, ha dimostrato come Ziantoni abbia questa ‘metafora’ della casa come formula di saluto.

    In basso il commiato da Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del PD.



    Mettiamola così: l’eccesso di ‘ospitalità’ di Ziantoni nei confronti dei politici può effettivamente creare qualche imbarazzo, trattandosi peraltro di un giornalista e non semplicemente di un conduttore (cosa a nostro avviso ben diversa), ma non è da questo episodio che si può giudicare e sentenziare sulla natura di un sistema. Di prove a carico per l’esistenza di un conflitto di interessi e di una pervasiva presenza della politica nel sistema informativo italiano se ne possono trovare di ben più significative, volendo.
    Voi che ne dite?

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