Uno sguardo sulle maratone elettorali, tra exit poll fasulli e proiezioni fiume

Uno sguardo sulle maratone elettorali, tra exit poll fasulli e proiezioni fiume

    Foto di un seggio

    Dalle 14.40, minuto prima minuto dopo, è iniziata sulle reti tv italiane l’indigestione di dati, commenti, exit poll e proiezioni che durerà fino a domani mattina. La prima a diffondere i dati, qualche minuto prima delle 15.00, è stata RaiDue nello speciale L’Italia ha scelto. E come da tradizione gli exit poll sono stati sbugiardati dalle prime proiezioni degli Istituti di rilevazione messi in campo da Rai e Mediaset.

    Come detto il primo a lanciare i dati degli exit poll è stato Mauro Mazza, direttore del Tg2, che a seggi ancora aperti la presentato le prime schermate con le indicazioni rilasciate da un campione di elettori all’uscita dai seggi elettorali. Il primo dato vedeva un sostanziale testa a testa tra PdL e PD, con la coalizione di Berlusconi di poco sopra alla rivale capeggiata da Walter Veltroni, +2% alla Camera e +3% al Senato. Un dato in aperta controtendenza con gli ultimi sondaggi resi noti prima del silenzio elettorale, su cui, ovviamente, tutti i commentatori presenti nei vari studi Rai si sono mostrati piuttosto cauti. Va detto che questi exit poll elaborati dalla Consortium per la Rai sono rimasti per circa un’ora e mezza gli unici dati disponibili, visto che Mediaset, con i dati Ipsos, è entrata in gioco alle 16.30 direttamente con le prime proiezioni.

    Rivediamo i primi exit poll della Consortium trasmessi da Rai e Sky.

    In questa ora e mezza di dominio Rai è stata di sicuro rilevante l’invasione del direttore del Tg1, Gianni Riotta, piombato improvvisamente negli studi dello speciale di RaiUno, L’Italia al Voto, strappando di fatto di mano la conduzione del programma al buon David Sassoli che per mezz’ora ha cercato, con una certa fatica, di cavare qualche intervento succoso dalla pletora di giornalisti, di politici e di politologi in studio. Per cercare di smuovere il clima di comprensibile prudenza, alle 15.30 è intervenuto direttamente Riotta al grido di “Al prossimo ospite che dice che è troppo presto per commentare i dati togliamo il microfono. Se non vogliono parlare che vengono a fare“, riferendosi in particolar modo ai primi politici intercettati dagli inviati nelle sedi dei partiti in piena fibrillazione. Inutile dire che il nostro primo pensiero, da elettori in attesa dei dati e da appassionati di tv, è stato molto critico: cosa si pretende dagli intervistati e dagli opinionisti, considerato che, da sempre – o quasi – gli exit poll sono stati prontamente sconfessati dalle proiezioni e dai dati finali? Ed infatti la prima risposta automaticamente balenata nella nostra mente è stata, al contrario: “Cosa ci state a fare voi”. Ma su questo aspettiamo le vostre considerazioni.

    In realtà più saggia si è dimostrata la mossa delle reti Mediaset, entrate in gioco a partire dalle 16.30, prima con Tg4, poi con Tg5 e infine con Studio Aperto, per presentare le prime proiezioni sul voto al Senato elaborate dall’Ipsos di Nando Pagnoncelli (su un campione di 1300 seggi reali) che rivelavano un dato ben diverso da quelli diffusi dagli exit poll di Consortium e, quindi, dalla Rai. Il vantaggio del PdL sul PD saliva così, improvvisamente, al +9% (PdL 47,2% – PD 38,1%, seconda proiezione Ipsos delle 16.49), smontando tutte le congetture e le analisi elucubrate in casa Rai che intanto riceveva le prime proiezioni della Consortium, molto più morbide sul distacco tra i due partiti. Consortium, infatti, alle 16.30 vedeva al Senato il PdL al 43,7% e il PD al 39,1%, per un dislivello a favore della coalizione di Berlusconi del 4,6%. Dislivello salito poi alla quarta proiezione della Consortium (sul 67% del campione) su dati vicini a quelli delle 16.49 della Ipsos: la quarta proiezione di Consortium, infatti, poneva il PdL al 46,4 e il PD al 37,9%, con una differenza di +8,5% per il PdL.

    Da questo momento in poi sono partite le proiezioni regione per regione, utili per definire il quadro della composizione del Senato, di cui, ovviamente, sapremo di più solo in serata. Bruno Vespa, anche lui piombato a sorpresa negli studi del Tg1 – per lo sconforto di David Sassoli, scavalcato così non solo dal suo direttore ma anche dal “presidente della terza camera del Parlamento italiano”, quella di Porta a Porta – ha annunciato alcuni degli ospiti che interverranno allo Speciale Porta a Porta di stasera, in prima serata. Vespa ha annunciato la presenza di Fausto Bertinotti, Piero Fassino, Claudio Scajola, Umberto Bossi, Roberto Maroni, Lorenzo Cesa e forse Antonio Di Pietro. In studio con loro i politologi Giovanni Sartori e Mauro Pironi accompagnati dai direttori dei principali quotidiani nazionali in colegamento dalle proprie sedi. Garantiti i collegamenti con le sedi dei partiti e con altri leader politici, oltre che con il Viminale per la ricezione dei dati di spoglio.
    La serata è ancora lunga, non ci resta che aspettare che “passi la nottata”.

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