United States of Tara, le prime recensioni (foto + video)

Showtime, Steven Spielberg, Toni Collette e - ultima ma non meno importante - Diablo Cody: ragionevole sperare in qualcosa di grande da parte di "United States of Tara", nuova serie incentrata sulle vicissitudini di una famiglia alle prese con uno dei suoi membri, la madre, che soffre di personalità multiple

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    Showtime, Steven Spielberg, Toni Collette e – ultima ma non meno importante – Diablo Cody: ragionevole sperare in qualcosa di grande da parte di “United States of Tara“, nuova serie incentrata sulle vicissitudini di una famiglia alle prese con uno dei suoi membri, la madre, che soffre di personalità multiple.

    Abbiamo già parlato ampiamente di United States of Tara (qui un’altra photogallery e il video promozionale), nuova serie tv targata Showtime dove Toni Collette interpreta una casalinga affetta da un disturbo della personalità ed è ‘posseduta’ da tre ‘alterego’: Buck, la personalità maschile di Tara, bevitore di birra e vero uomo con tanto di fucile chiamato Persephone; Alice, perfetta casalinga che potrebbe essere la gemella di Bree, quella delle Casalinghe Disperate; e T, quindicenne fumatrice di marijuana che va in giro con magliette troppo alte e pantaloni troppo bassi spesso acquistati con la carta di credito di Tara.

    Le premesse per una serie strepitosa c’erano ed erano buone (e rimangono), ma a leggere le critiche sulla stampa americana (e, se vi interessa, è anche nostra opinione personale, ma vi consigliamo vivamente di dare una chance alla serie), United States of Tara non ha propriamente convinto (per quanto le recensioni siano state fatte dopo solo una puntata): tra i fan più entusiasti, Robert Bianco di Usa Today, secondo cui “il talento della Collette è quello di tenere quattro personaggi assieme, e far sì che ognuno dei quattro sia allo stesso tempo un personaggio a sé, e parte dei quattro. Lo fa in maniera lodevole, in maniera che è reale, toccante, divertente e mai o quasi mai spaventosa“.

    Questa capacità, o comunque i quattro personaggi, rischiano però di diventare, alla lunga, un limite della serie: “I suoi altri sono caricature, e mentre le esagerazioni grottesche sono spesso la realtà nella vita reale, una serie drammatica richiede finezza“, scrive Alessandra Stanley del New York Times, secondo cui “lo show ha grandi presupposti e dei tratti tutto sommato toccanti come i personaggi, ma Tara è l’ultimo di essi“.

    Un altro aspetto discusso, in positivo e in negativo, è la scelta del cast, ossia John Corbett (Max, il marito di Tara), Brie Larson (la figlia ribelle di Tara e Max, Kate), e Keir Gilchrist (Marshall, il figlio della coppia). “La Larson e Gilchrist, sottolinea il Times, balzano subito agli occhi, sono personaggi junoneschi, divertenti e toccanti in modi differenti: sono entrambi urbani, con la battuta veloce e di animo gentile“. Di parere completamente diverso USA Today, secondo cui i ragazzi “non si fanno mai notare se non come pura invenzione narrativa, come una sottotrama. Gilchrist è comunque affascinante e la Larson, se non altro, dimostra che Kate è una con gli attributi“. Quanto a Corbett, “il suo basso profilo è lo specchio perfetto degli atteggiamenti sopra le righe di Tara“, sottolinea Tim Goodman del San Francisco Chronicle.

    Tutto, comunque, ruota attorno alla trama: un disturbo della personalità non è un soggetto nuovo per la tv (o per il cinema), ma tutti lo hanno sempre visto come un tema da trattare seriamente, se non in maniera spezzacuore: ovviamente Diablo Cody non è tutto, e dopo aver trattato un altro tema serio come la gravidanza in un film ‘leggero’ come Juno, è la volta di Tara, che secondo il Times “è dipinta non come un mostro o una vittima, ma come una donna di valore e benvoluta che è gravata da qualcosa di più grande di continui sbaliz d’umore“. Secondo il Chronicle, invece, “questa è una serie che sì, tratta un soggetto difficile con humor e calore, ma anche da un punto di vista più fresco“.

    L’opinione generale (sempre fermo restando che si tratta di un pilot, e non di una serie intera, anche se i critici americani hanno visto qualche episodio in più rispetto a quelli già programmati), è che “la decisione di trattare il tutto con ‘leggerezza’ potrebbe far pensare a Tara come ad una sorta di scherzo, il che sarebbe un peccato dato che la recitazione della Collette è un piccolo capolavoro“, scrive Usa Today, mentre Andrew Wallenstein della National Public Radio pensa (avendone visti alcuni episodi) che sì, “alcune scene sembrano tratte da alcuni siparietti stupidi di Saturday Night Live, ma si vede che lo show ha mire più alte“.

    United States of Tara – Opening Theme

    United States of Tara: Trailer