Una vita spezzata nell’occhio del ciclone: Corona furioso, nessuna autorizzazione

Parole dure e ingiuste, visto che lui ha prontamente smentito tutto, per la partecipazione di Fabrizio Corona a Una vita spezzata, la miniserie dedicata alla piccola Graziella Mansi

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    fabrizio corona una vita spezzata

    Questa volta, Corona non c’entra assolutamente nulla. Del cast di Una vita spezzata, la miniserie dedicata a Graziella Mansi, la piccola di Andria uccisa in modo barbaro da cinque giovani nel 2000, lui non farà parte. Indisposto, lo ha dichiarato proprio recentemente ad Adkronos: È assolutamente una bufala, non c’è proprio nessuna fiction e io non ho dato alcuna adesione. Ma i guai per il responsabile della fiction, prodotta ed ideata dal cantante Enzo Di Napoli, non sono finiti qui. Lo scorso mese di settembre, infatti, la famiglia Mansi gli negò la possibilità di fare della storia della loro bimba la trama di una serie televisiva: I coniugi Mansi – dichiarò l’avvocato – sono stati contattati da una persona a cui hanno solo raccontato la storia della loro bambina, ma non hanno autorizzato alcun film. Ora valuteremo il da farsi. O l’autorizzazione è arrivata e non lo sappiamo oppure Mansi non sa ancora a cosa sta andando incontro.

    La notizia della partecipazione di Fabrizio Corona ha mandato su tutte le furie il sindacato indipendente di Polizia Coisp, il cui Segretario Generale non ha certo utilizzato belle parole nei confronti del vecchio Re dei Paparazzi:

    Siamo certi che si tratta soltanto di una boutade natalizia, di un pesce d’aprile decisamente fuori stagione: in ogni caso annunciamo fin da ora il boicottaggio di quella rete televisiva che dovesse mandare in onda una fiction televisiva con protagonista il signor Fabrizio Corona, indegnamente nei panni di un Carabiniere. So bene che intervenire su questa vicenda realizza l’obiettivo degli organizzatori di questa balorda iniziativa, e cioè che se ne parli. Eppure risulta impossibile contenere l’indignazione di tutti gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, che sono offesi e nauseati dal continuo svilimento mediatico di un lavoro difficile, faticoso, pericoloso, mai adeguatamente ripagato. [...] Oggi si pensa di sostituire l’eroismo di Salvo D’Acquisto con il fascino scapestrato di un Fabrizio Corona qualunque: un personaggio senza altro merito se non quello di sapersi muovere in maniera spregiudicata nei sottoscala del successo, e di essersi costruito un curriculum criminale di tutto rispetto, se si considerano le sue condanne per reati che vanno dall’estorsione alle frodi fiscali, dalla corruzione al possesso di armi rubate e banconote false. Insomma, mettere una divisa addosso a questo personaggio, fosse anche per una festa di carnevale, sarebbe un atto di gravissimo e intollerabile vilipendio

    Nient’altro da aggiungere.