Una Tv senza Auditel è possibile?

Una Tv senza Auditel è possibile?

Televisionando aderisce allo sciopero dell'Auditel per domenica 4 marzo nell'ambito di WIDG: ma una tv senza Auditel è possibile?

da in #WIDG - La tv che vorrei, Auditel
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    TV senza Auditel

    E’ possibile immaginare la tv senza Auditel? L’Auditel resta il parametro (più o meno condiviso) dalle emittenti tv italiane per stabilire il valore della propria offerta. Per usare una metafora cara alla società che si occupa della rilevazione degli ascolti tv in Germania, i dati sull’audience restano la ‘valuta’ unica per la circolazione degli spot e degli investimenti pubblicitari su cui si fonda la sopravvivenza delle emittenti tv, almeno per come le abbiamo conosciute finora. Una tv senza Auditel, quindi, non è immaginabile, ma per un giorno vogliamo farne a meno: domenica 4 marzo i blog e i siti che aderiscono a WIDG, tra cui ovviamente Televisionando, non pubblicheranno il proprio consueto articolo agli ascolti della sera prima. Una scelta che ha il sapore di una provocazione, di una ‘pausa’ che sugella una settimana di approfondimenti, interviste e contributi e che per una volta passa per l’oscuramento dei dati più ‘attesi’ dal mercato tv.

    Qualcuno potrebbe leggerla come una pausa ad effetto in stile Celentano, giusto per tornare su un argomento caldo dell’agenda tv italiana dopo le polemiche per Sanremo 2012 e il braccio di ferro tra la Lei e il Molleggiato circa il valore e la ‘qualità’ dei suoi interventi festivalieri. Certo non determinerà la trasformazione del sistema tv in un batter d’occhio – sia perché non c’è nulla di più conservatore della tv e nulla di più ‘intoccabile’ del denaro – ma è pur sempre un segno tangibile della volontà dei blog che aderiscono a WIDG di fare qualcosa di concoreto per supportare l’iniziativa che ci ha visti coinvolti in questa settimana.

    Domenica 4 marzo, quindi. Televisionando - con TvBlog, CineTivu, Televisionando, Chic o Choc, Chimachimera, Chissenefrega, Digital Sat, InsideTv, Isa & Chia, Mag Series, MatteoBlog, MondoReality, Pubblicodelirio, TvBlog.Girlpower, TvGlobo.it, TvZoom.it e UnDueTre – partecipa allo sciopero dell’Auditel. Per un giorno proviamo a far vivere la tv senza l’assillo dei numeri, capaci di determinare la chiusura di un programma o di esaltare fenomeni passeggeri, ma ancor di più di limitare a monte la spinta alla sperimentazione per paura del ‘flop’, dell’insoddisfazione degli investitori, peraltro sempre più ‘distratti’ dalla tv mainstream e sempre più attratti da forme di promozione ‘one touch’ e personalizzate, che web e piattaforme alternative possono garantire.

    L’idea che sottende questo sciopero dell’Auditel è quello di parlare, almeno per un giorno, di tv senza numeri e per restituire ai numeri il loro significato.

    La sfida tra Italia’s Got Talent e Ballando con le Stelle 8 si consumerà, per noi, esclusivamente sul piano dell’indice ‘edonico’, promosso dal Web Indice di Gradimento che ha inaugurato le proprie rilevazioni proprio con i talent del sabato sera. Certo, dal giorno dopo torneremo a fare i conti con tabelle, grafici e adamento degli ascolti, ma con una consapevolezza diversa che speriamo investa anche voi lettori, coinvolti in questa non-stop di contributi. L’Auditel, inteso come sistema di rilevazione degli ascolti, resta una pietra angolare del mercato tv, senza dubbio: come stiamo vedendo nel nostro ‘viaggio esplorativo’ nei mercati tv degli altri paesi (dagli Usa alla Francia), non c’è sistema tv che non si fondi sul parametro degli ascolti. Non si può, quindi, pensare a una tv senza ascolti, ma è forse il caso di riequilibrare un sistema che ormai è arrivato alla continua riproposizione di se stesso per non ‘turbare’ non più i telespettatori (secondo un vecchio adagio che vede la tv generalista soprattutto strumento ‘votato’ al mantenimento dello status quo), ma le proprie quote di mercato. La corsa all’ascolto ha finito per asciugare le risorse autoriali del nostro Paese e a mortificare la possibilità di un rinnovamento di idee, format, contenuti, personaggi.

    In tutto questo, il caso italiano diventa emblematico: a fronte della paralisi che le colonnine dei dati provocano nell’offerta tv c’è un Auditel che necessita di una riforma ‘strutturale’ del sistema di gestione e di rilevamento, che apra le porte a tutti i soggetti operanti nel mercato – indipendentemente dalle piattaforme di trasmissione – in parti quantomeno ‘eque’ e che restituisce una fotografia sempre più dettagliata delle nuove forme di consumo mediale. Un giorno senza Auditel non basterà, ma almeno è un inizio, no?

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