“Un Roma Film Fest più italiano”, ed il Sunday Times si scaglia contro Alemanno

“Un Roma Film Fest più italiano”, ed il Sunday Times si scaglia contro Alemanno

Avevamo già parlato delle preoccupazioni dei giornali americani che vedevano nelle dimissioni di Veltroni il segno di un probabile “ridimensionamento” della Festa del Cinema di Roma a beneficio della Biennale di Venezia ma nessuno, forse neanche lo stesso Alemanno, si aspettava una vittoria nella corsa contro Rutelli per il Campidoglio…e le polemiche che ne sono derivate

    alemanno

    Avevamo già parlato delle preoccupazioni dei giornali americani che vedevano nelle dimissioni di Veltroni il segno di un probabile “ridimensionamento” della Festa del Cinema di Roma a beneficio della Biennale di Venezia ma nessuno, forse neanche lo stesso Alemanno, si aspettava una vittoria nella corsa contro Rutelli per il Campidoglio…e le polemiche che ne sono derivate.

    Neanche una settimana dopo l’elezione, Sunday Times, Hollywood Reporter e Variety, prendendo spunto dalle frasi del neo sindaco su un Roma Film Fest maggiormente dedicato al cinema italiano, sparano a zero su Alemanno: “Il Duce di Roma congela le star americane”, scrive ad esempio il Sunday Times, che dopo aver definito il neo sindaco un ex fascista e raccontato delle sue disavventure giudiziarie, spiega come Alemanno abbia “lanciato una campagna per promuovere il cinema italiano a spese di star di Hollywood come Nicole Kidman e Leonardo DiCaprio, che sono state messe su una lista nera, per non parlare di George Clooney, che ha elogiato pubblicamente Walter Veltroni“. A noi, per la verità, l’idea di una manifestazione italiana che dia più spazio al cinema italiano non dispiace per niente, ma secondo il Times “gli attori americani che hanno affollato Roma per la rassegna non saranno più invitati, per ordine di Gianni Alemanno”. Il neo sindaco, dal canto suo, ha spiegato che “La Festa non va abolita, va collegata alla produzione nazionale e io ho l’idea di collegarla al David di Donatello. Ma soprattutto non deve essere solo una passerella di star hollywoodiane, un fatto solo di immagine. Questo non interessa i romani e non interessa neanche la nostra produzione. L’eccessiva presenza di star non serve a nessuno“. In una lettera, pubblicata sul sito internet del quotidiano Il Tempo e inviata all’ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, Alemanno puntualizza meglio quale sia la sua posizione: “Signor ambasciatore, recenti notizie apparse sulla stampa italiana e internazionale in merito ad un mio presunto atteggiamento pregiudiziale riguardo alla presenza di protagonisti del cinema americano nella nostra città mi inducono a inviarle questa breve nota. La notizia, priva di qualsiasi fondamento, è originata da un improvvido articolo del Sunday Times, rilanciato oggi da un giornale italiano, che mi attribuisce dichiarazioni, atteggiamenti e pensieri che non trovano il ben che minimo riscontro nella mia azione e nella mia cultura. Nel confermare la mia volontà di promuovere in tutte le forme possibili gli scambi e gli incontri tra la città che ho l’onore di governare e il Paese che lei rappresenta, scrive Alemanno, mi pregio di inviarle la presente. Il mio accento critico rispetto alle precedenti edizioni della Festa del Cinema riguarda infatti il modo con cui gli interpreti della cinematografia internazionale ed americana sono stati coinvolti.

    Ritengo che fino ad ora la partecipazione di questi interpreti sia stata limitata ad apparizioni effimere, prive di un progetto che comprendesse un reale scambio di esperienze e di promozione sul mercato delle produzioni italiane e statunitensi. L’ospitalità, conclude il sindaco, uno degli attributi sacri di Roma e per nessun motivo la città verrebbe meno a tale sua vocazione, in special modo con chi ha dimostrato nei suoi confronti un costante amore. I legami che ci uniscono, anche nel campo specifico di questa forma di arte, devono essere finalizzati a far crescere insieme il valore dell’attivita’ cinematografica dei nostri due Paesi. In attesa di poter approfondire di persona l’argomento, la prego di accettare i sensi della mia considerazione”. Parziale retromarcia, infine, anche su Goffredo Bettini, ex senatore, fedelissimo veltroniano e attuale presidente della Festa del cinema: dopo aver annunciato un’immediata ‘rimozione’ in caso di vittoria, con l’incarico che sarebbe stato affidato al regista e cineasta Pasquale Squitieri, nei giorni scorsi Alemanno ha fatto sapere di “rispettare Goffredo Bettini, una delle migliori intelligenze politiche del centrosinistra romano. Ma io credo che un politico non deve stare lì. Certo, non lo decido io: si vedrà, noi pensavamo a Squitieri, ne parleremo, con serenità”.

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