Un Posto al Sole festeggia i suoi primi 15 anni

Un Posto al Sole festeggia i suoi primi 15 anni

Un Posto al Sole festeggia il suo 15mo compleanno e per l'occasione propone in podcast la sua prima puntata

    Un Posto al Sole ha festeggiato i suoi primi 15 anni venerdì 21 ottobre: era, infatti, il 21 ottobre 1996 quando la prima soap opera italiana fece il suo debutto su RaiTre. Un evento memorabile, perché segnava l’ingresso nella produzione fictional italiana di un modello industriale di lunga serialità, fino ad allora sconosciuto nel nostro panorama, fossilizzato da anni su formati brevi e non seriali come le miniserie. Dopo 15 anni la nostra fiction sembra aver fatto qualche passo indietro: certo, il volume orario di titoli prodotti è straordinariamente cresciuto da allora, ma non si può non registrare una flessione dei titoli seriali a vantaggio, di nuovo, delle miniserie, per di più sempre più chiuse sui generi biografici, storici e letterari e sempre meno aperti all’attualità. In questo senso Un Posto al Sole resta uno dei pochi avamposti della ‘quotidianità’ nella nostra tv.

    Si sa, le soap opera festeggiano almeno due ricorrenze, gli anniversari e il numero di puntate: il 9 aprile 2010 Un Posto al Sole ha celebrato la soglia delle 3000 puntate e venerdì scorso ha spento le sue prime 15 candeline. Per festeggiare, Rai.tv ripropone in podcast la prima storica puntata, assolutamente da non perdere per i fans ‘dell’ultim’ora’ di Un Posto al Sole.

    Un successo straordinario quello della prima soap made in Italy, per molti versi insperato, considerato che UPAS (per gli amici) è stato un vero e proprio pioniere del genere, anche per la collocazione su RaiTre, non certo orientata al target classico delle soap.

    La scelta, però, si è rivelata lungimirante: l’ispirazione ai modelli della soap britannica, lontana dagli intrighi superpatinati delle soap Usa, ha reso il prodotto adatto a una rete ‘ostica’, conquistando un pubblico anche maschile e di alto profilo socio-culturale. Uno zoccolo duro che ha messo finora al riparo la soap dalle cancellazioni che invece hanno colpito altri esperimenti Rai di scarso successo (e gli esempi non mancano).
    Merito di un reparto di scrittura lucido e non banale, che ha saputo raccogliere la sfida apparentemente impossibile dell’adattamento del format australiano Neighbours. Una sfida vinta brillantemente, grazie alla capacità di coniugare i caratteri della napoletanità, senza cedere troppo agli stereotipi, a un prodotto di respiro nazionale e scegliendo anche un giusto mix linguistico, che ha abbracciato le diverse varietà che declinano dall’italiano standard al dialetto e che ha perfettamente caratterizzato i personaggi, dando loro spessore e caratterizzazione. Non va dimenticato poi il cast storico: attori come Patrizio Rispo e Marzio Honorato hanno saputo far vivere i propri personaggi, creando spunti comici che hanno decisamente contruibuito a sdrammatizzare i toni ‘cupi’ della soap tradizionale.

    Complimenti, Un Posto al Sole! Continua così!

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