Un, due, tre…stalla – reality da concimare

uno, due, tre

da , il

    un, due , tre...stalla!

    Sull’ incipit non proprio esaltante del nuovo real show di Canale 5, tutti hanno detto, tutti hanno scritto. Giunto alla terza puntata, spostato dal martedì al mercoledì (su Raiuno ci sarà Roma-Manchester, su Raidue il reality “La sposa perfetta”, su Raitre “La Squadra”) dopo il 20 per cento della prima puntata e una valanga di stroncature, la seconda puntata di “Un, due, tre stalla!” ha ottenuto soltanto il risultato del 17 per cento. Sembra che lo spostamento sia da attribuire all’arrivo del nuovo programma targato RaiUno, con alla conduzione Simona Ventura e Teo Teocoli (da martedì 10 aprile), anche se la conduttrice dichiara, in una intervista al Tgcom: “Io vado in onda a prescindere dalla controprogrammazione: non conta se mi devo scontrare con la signorina Ventura o con una partita di Champions”.

    L’altro colpo inferto allo show è quello odierno ovvero la sostituzione della “capoprogetto” del programma formato Endemol, Simona Ercolani, il cui lavoro è stato bocciato, sia dal direttore Massimo Donelli che dal producer Paolo Bassetti. Insomma colei che aveva scritto il successo dell’ultimo pseudo-fenomeno trash La Pupa e il Secchione viene oggi sostituita da Maria De Filippi!

    Ma la conduttrice del programma, così come ai tempi di Circus, difende il suo lavoro e dice che “come tutte le cose che nascono in campagna, Uno, due, tre… Stalla ha bisogno di essere concimato, poi poco a poco germoglia e crescerà una pianta sana e forte. Gli servono tempo e amore per “decollare”: come ogni cosa in natura”.

    Sarà ma quel che so io, è che ci vuol anche terreno buono, e diciamocela tutta, se prima nei vari reality, si costringevano i sedicenti vip a qualsiasi tipo di lavoro o esibizione, ora che le idee sono davvero poche, si prende uno dei reality più di successo ma neanche così tanto spumeggiante come La fattoria, lo si “innesta” su un altro prodotto come La pupa e il secchione che, peraltro, non ha avuto poi ascolti pari all’eco mediatica, per ottenere un ibrido senza nessun merito né gloria.

    Barbara D’Urso aveva inoltre precisato che avrebbero rinunciato al trash e agli opinionisti, questo per snaturare e moralizzare a tutti i costi il reality, privandolo della componente fondamentale quale il trash!

    Nella sopracitata intervista la D’Urso dice anche che non vorrebbe tra i suoi contadini il buon Lamberto Sposini, autoproclamatosi imprenditore agricolo, poiché i loro contadini sono quelli veri, quelli depositari dell’antica tradizione!

    Ecco allora perché la Cia, la Confederazione italiana agricoltori esprime costernazione e disappunto per la trasmissione con la quale si pretende di fare spettacolo dando un’immagine negativa, distorta e non reale dell’agricoltura, mettendo alla berlina un mondo giovanile, quello agricolo. L’indignazione è ancora più forte proprio perché in questa particolare fase i giovani produttori agricoli stanno sviluppando un’intensa azione volta a rilanciare la dignità dell’agricoltore, non più semplice contadino, ma imprenditore a tutti gli effetti.

    I malumori hanno colpito anche le alte sfere Mediaset: i beneinformati raccontano che l’altra sera a palazzo Grazioli a Roma, facendo zapping, qualcuno si sia arrabbiato di più per quella scena così allegorica di Un, due, tre… Stalla!… quella corsetta dietro i pennuti delle Pupe-Contadine nel guano, che per il duetto-dispetto tra Casini-Rutelli all’odiato Ballarò.