Umberto Eco è morto, le interviste tv più belle

Umberto Eco è morto, le interviste tv più belle

Si è spento all'età di 84 anni lo scrittore de Il nome della rosa

    Umberto Eco è morto, le interviste tv più belle

    Umberto Eco è morto all’età di 84 anni la sera del 19 febbraio. Tra le sue numerose apparizioni in tv, ricordiamo alcune delle interviste più belle in cui l’autore de Il nome della rosa, ha saputo raccontarci un modo diverso di guardare il mondo e la storia. Filosofo, semiologo, scrittore ed esperto di comunicazione e media, si era avvicinato alla televisione alla giovane età di 22 anni, nel 1954, quando iniziò a partecipare ai corsi di formazione del personale per la Rai, tv nascente all’epoca. La morte di Umberto Eco è un grave lutto per la cultura italiana che rimane orfana di un grande intellettuale e della sua fervida curiosità.

    Umberto Eco, prima della sua morte, ha lasciato segni inevitabili anche in tv con una serie di interviste in cui ha raccontato il suo punto di vista sul mondo e sulla cultura spaziando dalle vicende che hanno fatto la storia dell’Italia fino a quelle che hanno segnato il mondo. Una delle interviste più belle è quella rilasciata a Ballarò il 20 gennaio del 2015. Umberto Eco, invitato per la presentazione del suo ultimo romanzo, Numero Zero, si espresse in merito alla strage di Charlie Hebdo e alle parole di Papa Francesco: “Il rispetto delle opinioni altrui e il dovere di non offendere gli altri sono due problemi diversi”, senza dimenticare la situazione politica italiana e sottolineando la gravità della condizione attuale: “Da Piazza Fontana a Moro le vicende italiani sono passate senza passare traccia: questo è il dramma”. Di seguito l’intervista integrale di Umberto Eco ai microfoni di Rai3.

    Umberto Eco ha dimostrato come la cultura possa diventare un punto d’incontro per l’Europa e, durante l’intervista rilasciata ai microfoni della Rai in occasione dell’incontro L’Europa della cultura, risalente al 28 novembre 2014 presso il Salone dei Corazzieri al Quirinale, parlò proprio così: “La fondamentale unità europea, malgrado la differenza di lingue, è un’identità culturale. È su questa base che bisogna batterci per ricordare a tutti che l’Europa può essere una cosa sola” e continuò ritenendo che la cultura fosse un ‘motore economico’.

    Una delle interviste più belle che Umberto Eco ha rilasciato in tv risale al 2009 e alla sua partecipazione alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio. Ospitato per la pubblicazione di Vertigine della lista, testo elaborato per l’esposizione Vertige de la liste, da lui diretta, organizzata dal Museo del Louvre.

    Alla domanda di Fazio sulla lista, Umberto Eco la descrisse come “il linguaggio di chi non sa più dove mettere le mani”. Sorprende il pensiero ‘fuori dalle righe’, la mente geniale e la creatività del filosofo che, in merito al pacifismo e all’educazione dei bambini si espresse così: “Avevo il problema di cosa si deve regalare ai bambini e ho scritto una lettera a un bambino appena nato dicendo ‘cosa vorresti che ti regalassero da grande?’. Sono del parere che ai bambini bisogna regalare delle armi, dei fucili, perché l’unico modo di educarli al pacifismo è farli pensare che le armi sono un gioco e non una cosa da adulti”. Di seguito l’intervista integrale ai microfoni di Rai3.

    Nonostante le numerose interviste tv di Umberto Eco, il semiologo non amava tantissimo il piccolo schermo: “La televisione dà la cultura a chi non ce l’ha e la toglie a chi ce l’ha”. Erano note le sue provocazioni nei confronti di alcuni personaggi che hanno fatto la storia del piccolo schermo, su Diario minimo scriveva: “Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto”.

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