Uman Take Control, secondo giorno: malore per George Leonard

Uman Take Control, secondo giorno: malore per George Leonard

Uman Take Control, la sintesi del secondo giorno del reality di Italia 1

    Uman take control george leonard ciuccio

    Vita sempre più dura per i concorrenti di Uman Take Control: il secondo giorno di permanenza nel laboratorio, sempre coperto dallo streaming web di Mediaset, vede il gruppo di omini già ai limiti della sopravvivenza. Dopo le proteste e le crisi di Veronica Ciardi sono state concesse le sigarette e sulla scia di questa prima vittoria (piuttosto rapida) Bambola Ramona piange e strepita per avere il suo beauty case (!). Ma è George Leonard ad attirare l’attenzione, prima per una litigata con Veronica, poi per un malore, per fortuna senza alcuna conseguenza.

    Uman Take Control, sempre in streaming live su Mediaset, prosegue a fatica: i concorrenti sono costretti a dormire in cellette senza luce naturale e senza letti, hanno cibo contingentato, sono condannati a corsi assurdi di cinese e di aerobica a stomaco vuoto, sono – insomma – alla mercé dei capricci, spesso infantili, di autori e pubblico e a 48 ore dall’ingresso nel laboratorio hanno più volte minacciato di lasciare in blocco il programma. Minaccia sempre valida nei reality per ottenere qualcosa e che infatti ha portato alla conquista delle sigarette – la cosa peggiore che potessero avere, diciamocelo.

    Ma la vita è davvero dura: iniziano i litigi (assenza di cibo e ossigeno aiutano) e il primo violento scontro vede contro Veronica Ciardi e George Leonard, immediatamente puniti per l’accesso d’ira e per il linguaggio scurrile.

    Veronica è costretta in un loculo con una ciabatta in bocca, a George – anch’egli isolato in una celletta – tocca un bel ciuccio. Ma la permanenza nel loculo ha i suoi nefasti effetti e George inizia a denunciare un malore. Lo stress è già alle stelle, l’umanizzazione è disumana e questo reality si conferma davvero ‘estremo’: il problema è ch,e oltre che abbattere la dignità umana, solletica gli istinti ‘bastardi’ del pubblico, chiamati a decidere di loro anche sulle cose più ‘intime’. Maltrattare il prossimo, per il solo gusto di farlo, non ci sembra proprio una bella idea per un format.

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