Uman Take Control, la Ercolani lo difende: “Aspettate a criticarlo”

Uman Take Control, la Ercolani lo difende: “Aspettate a criticarlo”

Simona Ercolani, capoprogetto, difende Uman Take Control dalle critiche ingiuste e preventive piombate sul suo reality

    Uman Take control ciardi leonard

    Uman Take Control sta per terminare la sua prima settimana di programmazione e lunedì vivrà la sua seconda puntata in diretta: il reality ‘estremo’ di Italia 1 non ha conquistato molto pubblico tv (fermandosi a poco più del 9% di share in unsa serata dominata dalle notizie sull’uccisione di Osama Bin Laden), ma ha un suo nutrito seguito sul web, cuore dei rapporti tra pubblico, che ha in mano le sorti dei concorrenti, e gli ‘omini’ costretti a seguire pedissequamente quanto deciso dai capricci degli internauti (per lo più giovanissimi). La critica lo ha stroncato, ma Simona Ercolani, capoprogetto del reality, difende il prodotto e accusa le ‘critiche prevenute’, consigliando a tutti di aspettare almeno la seconda puntata prima di emettere la ‘sentenza’.

    Quello che si è visto è solo un antipasto, la vera partita comincia lunedì 9 maggio“: così Simona Ercolani cerca di ‘solleticare’ la curiosità della critica (e del pubblico) in vista della seconda puntata di Uman Take Control, il reality di Italia 1 che trasforma ex concorrenti di reality nostrani in Tamagochi umani, alla mercé del pubblico, in un percorso ‘karmico’ di riumanizzazione. Un prestesto a nostro avviso ‘puerile’ che assume le forme di un reality trash, che però Simona Ercolani eleva a innovazione tv capace di fondere i meccanismi del reality generalista al concetto di web come ‘social network’.

    Ci sono molte cose da aggiustare – ammette la Ercolani – Gli inizi dei programmi sono come i parti e nel caso di ‘Uman’ si è allagato lo studio due giorni prima l’inizio e non siamo riusciti a realizzare le prove generali, che abbiamo fatto in diretta. Ho rivisto il programma e non mi sono vergognata. Lo sforzo è veicolare un contenuto così nuovo sul prime-time. Il concetto di pubblico controllore sovrano spiazza a volte anche noi, al punto che decidendo tutto gli spettatori, a volte siamo noi autori a perdere il controllo.

    Se fosse un piatto, sarebbe fusion, e non è facile fare piatti fusion…“.

    Se io fossi un critico lo criticherei molto perchè non è un programma come quelli che si sono visti. Io comunque avrei aspettato la seconda puntata” continua la Ercolani, che in pratica accusa quanti hanno contestato il programma di averne parlato male perché non l’hanno capito, non ne hanno compreso la portata innovativa. Difficile per chi è abituato alla ‘lasagna’ apprezzare la gastronomia di livello, insomma.
    I critici hanno applicato lo schema di critica che vale per i reality e non per il varietà – continua la Ercolani – Penso che ognuno deve fare il proprio mestiere e non sono tra coloro che si scagliano contro i critici, così come penso che un critico non saprebbe fare il nostro mestiere…Comunque, ben vengano le critiche, sono le prime che leggo sui giornali la mattina…“.

    L’idea che possa essere solo un brutto programma no, eh?

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