Uman Take Control: il peggio dei reality fa la ruota da pavone nel nuovo show di Italia 1

Il peggio dei reality show viene portato a galla da una trasmissione come Uman Take Control! del tutto priva di senso dell'ironia e invece sovraccarica di trash gratuito

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    Uman Take Control

    Dopo i 6 mesi di Grande Fratello la prima serata del lunedì Mediaset lascia orfano una considerevole fetta di pubblico. Gli amanti dei reality, però, sono stati avvisati per tempo: il nuovo show Uman Take Control! avrebbe reso meno duro il periodo di astinenza in attesa della dodicesima edizione. A condurre l’esperimento descritto come estremo ci hanno pensato il Mago Forest e Rossella Brescia, che non sono riusciti invece a tamponare il triste dilagare del trash su Italia 1. Le attese sono state ampiamente disattese fin dai primi minuti, pieni di gaffe, errori tecnici e pesanti scivolate di stile.

    Ad appena una manciata di minuti dall’inizio di Uman Take Control! sono iniziate le sviste della regia: dai cameraman costantemente inquadrati alle immagini di un concorrente sui commenti di un altro. Dopo un paio di inquadrature sulla biancheria intima e continue ingerenze della voce fuori campo che copre i concorrenti, ecco un susseguirsi di “giochi a fine didattici”, come li chiama il Mago Forest. Di cosa si è trattato? Tanto per iniziare abbiamo visto Rossella Brescia in una tutina da Tomb Rider talmente triste da far pensare a pesanti tagli di budget sulla sartoria. Dal labirinto di Pacman al Wrestler american-burino le cartucce in canna per la trasmissione si sono susseguite in una sfilata patetica che aveva invece lo scopo di rendere omaggio ad esempi cult della cultura pop, scomodando persino il film Se mi lasci ti cancello.

    Il trash può essere divertente se dotato di autoironia, mentre persino le liti condite ad arte tra le concorrenti sembravano la brutta copia dei litigi nella Casa di Cinecittà. A tirare su il morale dello spettatore (ma di poco!) ci hanno pensato le tutine colorate degli “omini” e il candido laboratorio con celle dei concorrenti.

    In questa sagra dell’improvvisazione malriuscita la tv sta toccando gli abissi più bassi a causa di una penosa mancanza di creatività. L’idea di base, ossia “umanizzare” i partecipanti ai reality show, poteva anche risultare vincente ma in un contesto totalmente diverso, magari con una dose di simpatia in stile Gialappa’s e senza la quantità di ridicolo di cui gli otto protagonisti si coprono. Nè il Coniglio del Chiambretti Show nè La Pina ne risollevano le sorti. Più che migliorare i sopravvissuti ai reality si sta peggiorando il curriculum di due artisti di tutto rispetto, intrappolati loro malgrado alla conduzione di questo capitolo grigio del piccolo schermo.